Mangiare a Genova dal low cost al top

Dove mangiare a Genova CC Roberto Taddeo

Dice un amico, Genovese doc: “Qui a Genova per mangiare bene non ci sono problemi. Sarei in difficoltà se mi chiedessi da dormire. Un po’ come trovare un buon albergo a Milano.” Tacendo sulle mancanze in temini di accoglienza e pernottamento del capoluogo meneghino come di quello ligure, bisogna confermare che la cucina genovese, che fosse fornita e preparata dall’amico stesso o servita in qualche ristorante, non ha mai deluso. Pertanto, doveste trovarvi a vagare per gli stretti carrugi della città vecchia o per le vie di quella nuova, ecco per voi alcuni consigli su cosa mangiare e dove durante il vostro soggiorno a Genova.

Si fa presto a dire pesto. Talmente presto che voglio incalzarvi sulla farinata di Genova, protagonista della cucina locale come e forse più del prelibato condimento al basilico. Piatto tipico della città e della Liguria, nutrimento povero e sociale, che ha rappresentato a Genova quel che la pizza è stata (ed è) per Napoli. Farina di ceci, acqua, sale, olio d’oliva; il tutto lasciato a dorare in forno. Se non potete farvela fare in casa da qualche conoscente genovese, cercatela in una friggitoria storica della città. Un tempo ce n’era una in ogni quartiere, oggi bisogna affidarsi alle poche superstiti. Come la Friggitoria Carega, sotto i portici medievali di Via Sottoripa. Non solo farinata, ma anche pinoli fritti, panisse, baccalà e tutto lo spettro del cibo dei portuali, che ha sfamato operai e marinai per secoli. Nessuna insegna all’entrata per un luogo mitologico della città frequentato, pare, anche da Fabrizio De André. La farinata migliore sembra però si possa trovare in via Ravecca 19, un altro luogo storico genovese: la Sciamadda, vicino alla casa di Cristoforo Colombo e a porta Soprana.

Se la farinata è un piatto povero, tradizionale, decisamente economico, rimaniamo all’insegna del low-cost con un altro locale che sa di storia. Alla trattoria Da Maria c’è il miglior polpettone del mondo, dicono alcuni. Converrà controllare, perché in questa osteria\locanda in cui il tempo sembra essersi fermato, anche i prezzi sono fermi agli anni settanta. Atmosfera d’altri tempi e cucina davvero casalinga (il che vuol dire passare dall’eccellenza del polpettone ai piatti più normali e meno entusiasmanti, ma sempre più che dignitosi) a un prezzo imbattibile. C’è chi spergiura sia impossibile superare i venti euro per una cena che scorre fino all’ammazzacaffè e alle generose chiacchiere con i commensali. In Vico Testadoro 14.

Due consigli per una cena di pesce. Il primo è uno dei posti alla buona che alcuni Genovesi potrebbero definire il mio ristorante preferito. Si tratta della Trattoria da Marcello, in piazzale Marassi 5. Atmosfera casalinga e cordiale di un ristorante la cui insegna recita “Specialità di pesce e altro…”. Il consiglio è di lasciar perdere l’altro e farvi un bel piatto di pesce fresco preparato secondo i canoni della cucina tradizionale. Troverete tutti i classici, a partire dalle spettacolari e immancabili acciughe all’ammiraglia. Altro ristorante di pesce da non lasciarsi scappare è il Le Perlage, in via Mascherpa 4. Arredamento decisamente più raffinato e servizio impeccabile per questo ristorante che ha saputo rivisitare la tradizione in chiave moderna, facendosi amare anche da chi è legato alla cucina classica. Grande creatività anche nella preparazione dei piatti, anche se la prima preoccupazione è quella della qualità. Che non manca mai. Mangiare pesce al Perlage vuol dire andare sul sicuro… magari con qualche sacrificio del portafogli.

Infine un ristorante che riunisce lo sguardo verso il mare e la voglia di entroterra: risaliamo le colline sino all’indirizzo Salita Giovanni Maria Cotella 47, dove troviamo l’Osteria dei Colli. Perfetto tanto per un pesto quanto per un ricco fritto misto. Consigliatissima la cima alla gnovese, buonissimo arrosto ripieno con pinoli, fagiolini e maggiorana della tradizione cittadina.