Pushkar, alla ricerca di un ristorante

Questo articolo è una tappa del viaggio di Mattia e Ileana in Rajasthan. Leggi l’itinerario completo qui »

A Pushkar non è difficile trovare un buon posto dove mangiare, le sue strade, infatti, traboccano di ristorantini caratteristici e ricchi di atmosfera. Molti di questi sono impreziositi da una graziosa vista lago, con menu invitanti e il più delle volte accessibili anche ai viaggiatori con budget limitato. La cucina è rigorosamente vegetariana, da scordare perfino le uova, e i piatti a disposizione non sono moltissimi, ma solitamente la fantasia degli chef locali sopperisce alla carenza degli ingredienti.

Per noi è la seconda sera, la prima abbiamo provato il ristorante del Seventh Heaven, dove si è cenato bene, in un ambiente molto piacevole e rilassato, ma troppo vicino ai nostri gusti, pieno di turisti e con piatti un po’ troppo ritoccati all’occidentale. Non che noi si cercasse qualcosa di troppo autentico, non sia mai, al terzo giorno di viaggio il rischio di infortunio intestinale è alto. Però, qualcosa di un poco più indiano potevamo e volevamo concedercelo. Ed eccoci al Baba Restaurant.

Da non confondere con il più rinomato Sai Baba restaurant, famoso per il cortile interno e frequentato soprattutto per assistere agli spettacoli dei danzatori nomadi che ogni sera si esibiscono con danze roteanti dall’effetto ipnotico, il Baba restaurant si trova a est del Sadar Bazaar, leggermente nascosto. Come ogni ristorante di Pushkar che si rispetti anche il Baba ha un grande rooftop, con diversi coperti, sedie comode e tavoli spaziosi, da cui si possono ammirare romantici tramonti.

L’ambiente è fresco e una brezza leggera ci libera dal peso dell’afa, il menu è abbastanza ricco, ci sono anche le pizze (che non ci sembra il caso di provare) e dei piatti israeliani. Noi confidiamo nell’esperienza internazionale del cuoco, ma puntiamo tutto sulla scuola di casa e scegliamo due thali. Due piatti tradizionali economici e sostanziosi, l’ideale per assaggiare molte delle specialità locali.

La portata principale è un pasticcio di verdure condite con curry, accompagnato da contorni, pappadam (una sfoglia fine di farina), yogurt, riso e puri. Poi l’immancabile dahl, una gustosa salsa di legumi cucinata con il garam masala, una miscela piccante di spezie, semi di cumino, sale, olio e coriandolo fresco, se capiamo bene quel che ci racconta il ragazzo che serve ai tavoli.

Così, mentre viaggiamo con il palato, vediamo il sole affondare dietro le colline e Pushkar diventa un fiore di loto, come quello lasciato cadere da Brhama, come narra la leggenda.