Calabria, Puglia e Basilicata one shot (parte 3)

Costa degli Dei - Tropea © Carla Squaiella
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Con il ricordo di Scilla e Cariddi, riprendiamo il nostro viaggio lungo la costa tirrenica, con un’emozionante tappa nell’Appennino lucano.

17° e 18° giorno: Capo Vaticano – Tropea

Il breve tratto di costa che da Capo Vaticano giunge a Tropea è tra i più belli della Calabria con imponenti scogliere a picco sul mare blu intenso e verde smeraldo, punteggiato da piccole insenature. Per mare si toccano con escursioni di un paio d’ore, le incantevoli calette della Costa degli Dei. In pochi minuti raggiungiamo la rinomata e affollata Tropea, un promontorio a strapiombo sulla spiaggia che si congiunge con i due scogli di S. Leonardo e Santa Maria. Il colpo d’occhio dall’alto è molto suggestivo, il panorama è dominato dal Santuario benedettino di Santa Maria dell’Isola sull’omonimo scoglio, immagine tra le più fotografate della cittadina. Percorriamo il corso Vittorio Emanuele che tra viuzze e belvedere a picco sul mare, attraversa Tropea con piazza Ercole e il Sedile dei Nobili, la Cattedrale, i settecenteschi palazzi nobiliari e innumerevoli bar, ristoranti, negozi di souvernir e prodotti tipici tra cui l’immancabile cipolla rossa, fresca e legata a treccia oppure in gelato o marmellata. Il porto di Tropea è un gioiello, ben organizzato anche per i diportisti più esigenti. Da qui come da Capo Vaticano (dalla bella spiaggia di Grotticelle) partono tutti i giorni motonavi per le isole Eolie di Stromboli, Lipari e Vulcano (a circa 50€). Segnaliamo l’Hotel Villaggio Calispera a Capo Vaticano o l’Hotel Rocca della Senna a Tropea.
Tropea

19° e 20° giorno: Pizzo – Praia a Mare – Maratea – Rivello

Prima di immetterci sulla Salerno-Reggio Calabria, visitiamo Pizzo, delizioso borgo arroccato su un promontorio nel golfo di Sant’Eufemia, con il castello aragonese (noto come castello di Murat) da cui si gode un bellissimo panorama. Facciamo una breve sosta “nella terrazza sul Tirreno”, la piazza della Repubblica, per assaggiare il Tartufo, rinomato gelato locale. Sulla SS18 ci accompagnano panorami mozzafiato fino a Praia a Mare, centro balneare famoso per la sua spiaggia, le scogliere di Fiuzzi e la bellissima Isola di Dino; una barca ci conduce per un mare straordinariamente azzurro tra grotte e falesie intorno all’isola, tra cui la Grotta Azzurra, del Leone o delle Sardine. Il tratto lucano di costa tirrenica è breve, ma incantevole e regala il prezioso borgo medioevale di Maratea, affacciato sul Golfo di Policastro. E’ un must la gita alla ciclopica statua del Redentore, alta 21 m e seconda solo al Cristo del Corcovado di Rio de Janeiro. Ai suoi piedi troviamo il più bel punto panoramico di tutta Maratea, che domina il profilo della bellissima costa. A soli 20 km, nella Valle del Noce, si trova Rivello, borgo medioevale dal passato curioso che ha portato a culture diverse in due centri distinti dello stesso paese, quello basso mantenuto fino al XVII sec. dai longobardi e quello alto dai bizantini. La bellezza del borgo arroccato su un crinale, risiede oltre al panorama e alle belle chiese tra cui svetta San Michele dei Greci, nei caratteristici vicoli e nelle case impreziosite da motivi e balconate. Alloggiamo a Tortora a 3 km da Praia a Mare dall’Affittacamere in via Nazionale di fronte al ristorante Zi Teresa, la camera è decisamente mistica con almeno una trentina tra rosari, Madonne, Gesù e Santi. Alternativa a Maratea sono l’Hotel Murmann a 200 metri dalla spiaggia di Fiumicello e il prestigioso La Locanda delle Donne Monache, nel convento del centro storico; a Praia a Mare, l’Hotel Garden e il villaggio turistico La Mantinera.

Isola di Dino

21° e 22° giorno: Pietrapertosa – Castelmezzano

Lasciamo la costa e ci dirigiamo verso Pietrapertosa e Castelmezzano, i paesi più alti dell’Appennino Lucano. Tra rocce dalla forma bizzarra e strapiombi da capogiro, la zona è ricca di sentieri, paradiso per gli amanti dell’escursionismo. Proviamo l’ebbrezza del Volo Dell’Angelo lungo 1550 m, lanciati a 120 km orari, imbracati a un cavo d’acciaio sospeso tra le vette dei 2 paesi. Al volo d’andata (Pietrapertosa-Castelmezzano) abbiamo il cuore in gola, a quello di ritorno, ormai consapevoli di cosa ci aspetta, ci godiamo la breve ed emozionante traversata (in alta stagione è consigliabile prenotare per evitare attese). A1 km dalla partenza del volo di Castelmezzano, si trova la recente Locanda di Castromediano. Noi optiamo per Pietrapertosa e troviamo una camera dal simpatico proprietario del Bar da Nino (via Torraca 47). Visitiamo con piacere la cittadina fino al tramonto percorrendone i sentieri tra alte torri rocciose dalle strane forme e risalendo le tipiche Scalelle (gradinate scavate nella roccia) fino a raggiungere la Fortezza Saracena, anch’essa scavata nella montagna. Per l’ultima splendida giornata del nostro viaggio in sud Italia, festeggiando al ristorante Le Rocce (buono, forse l’unico).

Pietrapertosa

Bel viaggio, oltre le nostre aspettative. La natura splendida, l’arte e la storia di queste regioni, la cucina squisita e la cordialità della gente ha reso vario e interessante ogni singolo giorno. Agosto, è ovvio, non è il mese ideale per visitare le località più rinomate, ma questo itinerario, con un tocco qua e là di città d’arte, mare, deliziosi borghi di montagna, passeggiate e sport nell’entroterra, è una fuga dalle mete più battute. Ci siamo fatti un’idea di questa bellissima parte d’Italia dove ritorneremo, magari fuori stagione, quando anche le spiagge top sono deserte, così come ce le mostrano le cartoline.