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Valle d'Aosta

Valle d’Aosta in moto: le strade del San Bernardo

Tra le tante strade d’Italia che sono rimaste nel cuore dei motociclisti, alcuni degli itinerari più affascinanti si trovano certamente sulle Alpi. Il valico alpino è un must per ogni vero appassionato.

Per parafrasare Robert M. Pirsig, autore di Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, ciò che chi viaggia in automobile può solo intuire da dietro il vetro di un finestrino, il motociclista vive, annusa, sente sulla pelle. L’automobilista sta dentro un abitacolo e sta fuori dal paesaggio, chi va in moto fa esattamente l’opposto. Tra le tante strade d’Italia che sono rimaste nel cuore dei motociclisti da strada, grazie alla varietà dei paesaggi e alle sinuosità della nostra terra, alcuni degli itinerari più affascinanti si trovano certamente sulle Alpi.

Il valico alpino è un must per ogni vero appassionato, un viaggio che regala soddisfazioni a 360°, che va scelto con cura per trovare l’equilibrio giusto fra l’appagamento degli occhi, che da dietro il casco reclamano la loro parte, e quello della manetta, la ricerca della piega e contropiega con i ritmi giusti, il gusto puro della strada. Il nostro consiglio ci porta su tracciati storici tra le cime della Valle d’Aosta, due passi al confine con la Svizzera e con la Savoia.

La strada che sale al Gran San Bernardo è semplicemente un classico. La mitica SS 27, che raggiunge il colle da Aosta, è uno degli itinerari più panoramici dell’intero arco alpino. Quindi munirsi di fotocamere e di un po’ di pazienza, cercare i punti più belli e gli scorci da ricordare per immortalarli a dovere. E si inizia subito, perché la strada sale in fretta per le alture attorno al capoluogo Valdostano, regalando una meravigliosa veduta di Aosta dall’alto. Il resto sono gli scorci mozzafiato della valle del Torrente Buthier, talmente stretta che il cielo si intuisce appena, un serpente azzurro che sembra suggerire le curve della strada. Gli impressionanti strapiombi della valle accompagnano fino a Saint-Rhémy-en-Bosses, ultimo paesino abitato prima del passo del Gran San Bernardo. E’ qui che la strada si stringe e diventa ripida. Gli alberi cedono il passo ai prati d’alta quota e quindi al valico, a 2473 metri di altitudine. Già che ci siete potreste visitare il famosissimo allevamento dei Cani San Bernardo, oppure, se la strada vi chiama in maniera irresistibile, proseguire per Martigny e la splendida valle svizzera di Entremont, o ancora tornare leggermente verso Aosta e, all’abitato di Variney, tagliare per la Valpelline, in assoluto una delle valli più belle e affascinanti delle Alpi Occidentali.
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Una volta segnato il Gran San Bernardo nel vostro curriculum da centauri, non potrete farvi mancare il fratello minore. E del resto c’è un motivo molto preciso per cui il Piccolo San Bernardo è una delle mete preferite dai motociclisti. Lo stesso motivo per cui le sue strade sono state scelte per svariate edizioni del Rally della Valdaosta. Che lo raggiungiate in autostrada (uscendo all’omonimo casello della A5) oppure tramite la più lenta statale che collega i paesini della Vadligne, è al paese di Morgex che inizia davvero l’ascesa, una delle più soddisfacenti per quanto riguarda il puro piacere della guida. La salita è continua, ma senza pendenze eccessive, permettendo quindi una guida più sportiva sui tornanti e sulle curve. Meno fotografie e più freno e frizione sul Piccolo San Bernardo, una strada per piloti e mangiatori di asfalto. Una volta in cima, vi accolgono lo storico Ospizio dei viandanti e i Cromlech, i megaliti preistorici appartenuti probabilmente alle popolazioni celtiche della valle. Al di là del passo, la Val D’Isere in tutta la sua bellezza. Oppure, tornando indietro fino a Pré-Saint-Didier, il vallone de La Thuile, da cui affrontare la salita dalle mille curve del Colle San Carlo, la cui strada tortuosa e divertente torna a scendere sino a Morgex, riaccopagnandoci all’autostrada e alla via verso casa.

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