Mare in Kenya: cosa fare a Watamu e altri consigli

Mare e spiaggia a Watamu, Kenya Watamu, Kenya | Foto di Paolo Ponga

Sulla costa del Kenya, bagnata dalle acque dell’Oceano Indiano, ci sono tre centri molto frequentati dai turisti italiani. Tra essi molte coppie in viaggio di nozze, pensionati che decidono di svernare al caldo, single a caccia di avventure. Di queste tre località la più famosa e grande è Malindi, una vera città. Diani, posta a sud di Mombasa è molto frequentata anche dal turismo inglese. Infine c’è Watamu, che si trova poco a sud di Malindi ed è molto più piccola.

La maggior parte dei turisti che frequentano Watamu si limita a godersi le spiagge e a esplorare i bellissimi dintorni, ma anche se state organizzando un viaggio più lungo in Africa orientale e nel Kenya che non vive solo di turismo, potreste decidere di trascorrere qui qualche giorno di mare e relax. Ecco quindi 10 buoni consigli su come organizzare e vivere al meglio una vacanza africana in questo paradiso equatoriale.

1. Mare e spiagge a Watamu

Le spiagge sono fantastiche con la sabbia bianchissima. Punti negativi? Le maree sono forti e mutano ogni giorno, facendoti trovare l’acqua per un bagnetto, ma poco tempo dopo centinaia di metri di fondale su cui camminare. In più il mare è pieno di alghe, e lungo le spiagge i beach boys sono veramente perseveranti nel tentativo di venderti qualsiasi cosa. Sono bravissimi ragazzi, sempre molto gentili e sorridenti e insistono con tanta simpatia, ma ci vuole un po’ per imparare a gestirli.

Watamu Kenya spiagge

Spiagge in Kenya | Foto di Paolo Ponga

2. Le immersioni a Watamu

La stagione migliore per immergersi a Watamu va da metà novembre a fine marzo e la presenza del parco marino consente di effettuare uscite piacevoli con un ottimo diving gestito da italiani. Per i più fortunati ad agosto c’è il passaggio delle balene, mentre a novembre e dicembre sono di casa squali balena e mante.

watamu immersioni

Immersione nell’Oceano Indiano a Watamu | Foto di Paolo Ponga

3. Il safari

Impensabile tornare a casa senza aver fatto questa magnifica avventura. Da Watamu il parco più vicino e gettonato è lo Tsavo Est (tutto lo Tsavo è grande come la Toscana). È veramente un’esperienza imperdibile da fare soggiornando almeno una notte all’interno del parco nazionale, con gli animali ad abbeverarsi nella pozza davanti al lodge. Potete anche organizzarvi dall’Italia con un tour organiizato oppure mediante uno dei tanti beach boy che si è evoluto in guida turistica, da individuare consultando tripadvisor.it. La presenza di zebre, elefanti e degli animali che da bambini guardavamo sui giornali a fumetti o in televisione è garantita.

Kenya Safari

Parco Nazionale di Tsavo Est | Foto di Paolo Ponga

4. Rovine di Gede

Le rovine di Gede, la città perduta dei mercanti, si trovano a pochi minuti d’auto da Watamu; è un posto magico e carico di leggende in mezzo alla foresta, dove farete amicizia con i cercopitechi, scimmie morbidissime e gentili, desiderose di coccole e soprattutto di semi o banane.

Gede, Kenya

Le rovine di Gede | Foto di Paolo Ponga

5. Hell’s Kitchen, la cucina del diavolo

Oltrepassata Malindi, si percorre per quasi un’ora una pista sterrata in mezzo alla savana, fino ad arrivare al paese di Marafa. Qui si trova una meraviglia della natura, una depressione scavata dalla pioggia che ha formato un canyon con effetti e colori suggestivi. Percorretelo a piedi, condotti dalle guide locali che sapranno raccontarvi le leggende che spiegano la vera origine del luogo chiamato in quel modo per le torride temperature che si sviluppano nelle ore centrali del giorno.

Marafa, Kenya

Foto di Paolo Ponga

6. Quando andare

I mesi migliori sono luglio e agosto, e da dicembre fino a marzo. Tra aprile e giugno c’è la “stagione delle lunghe piogge”, con un picco a maggio di circa 300 millimetri; nei mesi di ottobre e novembre c’è quella delle “brevi piogge”, meno intense ma che comunque possono costituire un rischio se l’abbronzatura è una vostra priorità.

7. Sicurezza

A oggi la situazione appare ottima, e valgono le normali condotte di prudenza valide ovunque. La popolazione locale è molto gentile e la possibilità di interagire è costante e aiutata dal fatto che tutti parlano inglese, molti anche italiano. Camminate quindi serenamente per le vie del piccolo villaggio, ricordando che qui la presenza costante del turismo mantiene tutti gli abitanti; la povertà vera la troverete solo nelle regioni più interne del Paese.

Watamu, partita di calcio sulla spiaggia

Watamu: alle 5 partita di pallone sulla spiaggia | Foto di Paolo Ponga

8. Situazione sanitaria

Non ci sono vaccinazioni obbligatorie; la profilassi antimalarica viene fatta ormai da pochissime persone, sconsigliata a meno di arrivare proprio durante la stagione delle piogge. Per il cibo occorre un minimo di attenzione al di fuori dei resort. Meglio soprattutto bere bevande in bottiglia; all’interno degli hotel nessun problema.

9. Come arrivare

Il viaggio è più semplice, breve ed economico di altri paradisi tropicali. E’ possibile organizzare il viaggio in Kenya maniera autonoma, con un considerevole risparmio economico. La regione costiera è servita ottimamente da Ethiopian Air e Meridiana che fanno rotta sull’aeroporto di Mombasa; da qui un paio d’ore di auto per arrivare a Watamu. Il visto, semplicissimo, si fa direttamente in aeroporto, pagando l’ingresso se con volo di linea, ingresso ed uscita dal paese se con volo charter.

10. Fuso orario

Il fuso in Kenya è GMT +3, cioè due ore avanti rispetto all’Italia, solo una durante l’ora legale: niente jet lag. Favoloso. Buona vacanza, Jambo!

tramonto a watamu

Tramonto a Watamu | Foto di Paolo Ponga

Dove dormire a Watamu: Watamu Beach Cottages