Liguria in bicicletta: la ciclabile di Sanremo

Matt Gastaldi

Una terrazza sul mare è un sogno per molti. Una terrazza sul mare dove si può correre, passeggiare, far piroette con i pattini o fatica sui pedali di una bici è una risorsa per tutti nel Ponente Ligure, con la pista ciclabile che si protende lungo la costa e attraversa Sanremo, con il suo porto turistico e i ristoranti nei vicoli che si inerpicano verso la Pigna.

Da San Lorenzo al Mare a Ospedaletti, vicino al confine francese la ciclabile sovrasta il mare e gli corre parallelo per venticinque chilometri. Su questa linea che disegna il profilo della Liguria di ponente una volta passava la ferrovia, a binario unico, disseminata di passaggi a livello e di piccole stazioni, che oggi costituiscono le tappe del percorso: Cipressa, Santo Stefano, Riva Ligure, Arma di Taggia.

Dopo decenni di progetti e lavori, nel 2001 la sede ferroviaria è stata spostata a monte, verso i territori della Valle Argentina, liberando l’accesso al litorale e ricongiungendo paesi, divisi a merà da rotaie e tralicci della corrente. I nuovi scali ferroviari sono due, Taggia – Arma e quello sotterraneo della città dei fiori.

La ciclabile di Sanremo può essere percorsa in tutte le stagioni. In estate compaiono ondeggianti e chiassosi risciò pilotati da adolescenti, oppure carichi di famigliole, con bimbi alti meno di un metro che giocano davanti con un volante della fantasia. Nei mesi più caldi la via è affollata e abbondantemente investita dal sole. In primavera e d’autunno la temperatura è invece ottimale, per godersi il movimento, il panorama e i paesotti rivieraschi.

San Lorenzo al Mare

Da piazza Giuseppe Mazzini, scendendo verso il mare, si attraversa l’Aurelia e da via Vignasse si imbocca la ciclabile, nel suo primo tratto di San Lorenzo al Mare. La scampagnata inizia ai piedi delle colline del Petachin e Ciambellin, lungo la passeggiata del lungomare, con la tentazione della spiaggia, che fa subito capolino tra i cactus e i pini marittimi, dopo un gruppo di case dal tetto rosso. L’occhiolino del sole e l’incresparsi del mare fan presto a incantare e attecchiscono come abitudini. Movimenta la scorribanda in bici, a piedi o in risciò una galleria lunga un chilometro e mezzo. Già dai primi metri si intuisce la luce del sole all’uscita, che è in realtà il fantasma del treno, nostalgico della vecchia ferrovia.

A Costarainera in un lampo (2 km)

Usciti nel sole, la seconda tappa è Costarainera, un borgo edificato nel XIII secolo, di piccole case intonacate o con mattoni a vista, in accrocco una accanto all’altra come gatti, su un colle a 240 metri sul livello del mare. La parte antica del paesino guarda dall’alto la ciclabile, mentre la regione Paorelli, più moderna, affaccia direttamente sul mare.

Per addentrarsi nei meandri del centro antico, occorre camminare un paio di chilometri, lasciando la ciclabile, in salita, fino alla sommità del poggio. Se non ci si accontenta di peregrinare a zonzo per le stradine, tra persiane verdi e balconi ornati di fiori e panni stesi, è possibile visitare la Chiesa di Sant’Antonio Abate e quella di San Giovanni Battista, santo patrono della cittadina, festeggiato il 23 e 24 giugno con una fiaccolata, una festa e sagre che iniziano l’11 del mese.

Cipressa (1 km)

Tornati sulla retta via, ci si può riposare nell’ampia piazzola sul mare ad Aregai di Cipressa. Da qui bastano pochi passi per arrivare nel centro del paesino ed ammirarne la struttura a semicerchio, sormontata dal campanile della Chiesa della Visitazione, costruita nel XVII secolo. La facciata a capanna ha poche decorazioni in aggetto. Due lesene incorniciano il portale, sormontato da un arco, spezzato da una nicchia concava. All’interno, l’unica navata è ricca di stucchi. Qui si trova un crocifisso in legno, che secondo una leggenda sarebbe stato portato dal mare per ben due volte, finché gli abitanti non lo installarono nella chiesa.

Aregai di Cipressa

Aregai di Cipressa – Daniel70mi Falciola

Santo Stefano al Mare (2 km)

La pista ciclabile attraversa Santo Stefano al Mare, correndo lungo il susseguirsi di spiaggette libere e private. Il borgo è caratterizzato dalle case colorate dei pescatori. Svetta la torre ennagonale, con nove lati, unica in Italia e innalzata nel 1556 per avvistare le minacce saracene.Con le sue tre navate, la chiesa di Santo Stefano Protomartire in piazza Cavour racchiude opere del Quattrocento. La facciata in stile romanico presenta tre portali e un rosone centrale.

Riva Ligure (2 km)

La storia di Riva Ligure inizia con i monaci benedettini che nell’undicesimo secolo avviarono le loro coltivazioni nell’entroterra. A questo stesso periodo risale la torre barbaresca, a pianta quadrata, con garitta a nord est, costruita per far fronte alle invasioni barbariche. Il porticciolo si estende davanti a un filare di palme e case colorate. Si alternano le sfumature tenui, il rosa, il verdolino, il giallo. Sono piccole costruzioni di due o tre piani che ben si intonano alla tranquillità del paese. A cinquecento metri, verso l’entroterra, si trova il Santuario della Madonna del Buon Consiglio, che sorse nel XIII secolo e venne dedicato a San Maurizio. All’interno è conservata una tela del Seicento attribuita a Giovanni Battista Cambiaso da Triora.

Arma di Taggia (3 km)

Lasciando Riva Ligure alle spalle, si raggiunge Arma di Taggia, dove conviene fare una breve deviazione. Alla seconda rotonda lungo la ciclabile, un tempo c’era lo storico passaggio a livello, mentre oggi una fontana spruzza giochi d’acqua in mezzo alle automobili che scansano la via principale chiusa al traffico. Via Queirolo è pedonale per gran parte della giornata. Si può passeggiare verso il mare dando una sbirciata ai negozi. Piazza Tiziano Chierotti è un grande occhio che affaccia sul blu e su una spiaggia libera. Procedendo verso oriente si raggiunge il porto, alla foce del fiume Argentina. A ovest ci sono la fortezza cinquecentesca e la sottostante Grotta dell’Annunziata. La strada regala un ampio panorama sul mare, incoronato dallo sfondo di Bussana vecchia.

Arma di Taggia

Arma di Taggia – Daniel70mi Falciola

Sanremo (7 km)

Non accorgersi di arrivare a Sanremo è impossibile. I frequentatori della ciclabile si infittiscono. Alcuni sulle nuvole sbandano tra marciapiede e ciclabile, con gli occhi cacciati nello smartphone. Altri pensano che il triciclo del loro bambino sia come una bicicletta. Altri ancora si accingono ad attraversare timorosi. L’ideale è avventurarsi nei recessi di Sanremo all’altezza del porto vecchio. Si può legare la bici alla ringhiera, far l’aperitivo in uno dei locali davanti alla marina, passeggiare tra i ristoranti in piazza Bresca e risalire via Gaudio fino a incrociare via Matteotti, la cosiddetta “Vasca”. Qui Sanremo mostra il suo volto più commerciale, con negozi di ogni tipo, uno accanto all’altro senza soluzione di continuità, per tutto il corso pedonale.

La Pigna di Sanremo

La Pigna di Sanremo – Alehins

Tornando in direzione del mare e proseguendo verso ovest lungo la ciclabile, sulla sinistra si incontra il Forte di Santa Tecla. L’edificio di mattoni a vista risale al 1754, quando venne fatto costruire dalla Repubblica genovese su progetto di Giacomo De Sicre. All’epoca era una prigione. Oggi è gestito dal Comune come spazio espositivo per mostre ed eventi culturali. Continuando a pedalare o a camminare verso Ospedaletti, si costeggiano la passeggiata dell’Imperatrice e la Chiesa Russa Ortodossa, che proietta al cielo le sue tonde e puntute guglie blu.

L’ultimo stacco: Ospedaletti (6 km)

L’ultima tappa della scampagnata è Ospedaletti, distesa in una conca, come a stiracchiarsi al sole, tra Capo Nero e Capo Ampelio. Il primo dà il nome alla galleria della ciclabile, lunga 1,7 km, inaugurata nel 2014. Nonostante il tratto coperto sia relativamente esteso, il tragitto è piacevole per le citazioni che lo scandiscono, tutte dedicate alla gara ciclistica Milano-Sanremo.

Dove dormire a Sanremo e dintorni
Aregai Marina Hotel & Residence