Itinerario letterario a San Pietroburgo

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T’amo, creatura di Pietro
Amo il tuo grave ed armonioso aspetto
Il regale corso della Neva.
Aleksandr Sergeevič Puškin

La città di San Pietroburgo sorge in epoca moderna, in un romantico e abbagliante gesto di affermazione della volontà imperiale sulla natura ostile di questo angolo di mondo. Ma ancor più che agli zar, l’anima di San Pietroburgo è legata alla letteratura russa: qui hanno vissuto le penne più argute, romantiche e tormentate. Quale modo migliore allora, per conoscere questa maestosa ex-capitale, se non attraverso cinque grandissimi autori, che si sono alternati nelle varie epoche?

1 – Aleksandr Sergeevic Puskin (1799 – 1837)

Puskin è uno dei nomi più importanti della letteratura russa e tra i poeti più amati in assoluto. Il primo luogo in cui ritrovarne le tracce è piazza del Senato, dove si erge la statua di Pietro il Grande, la cui scultura è oggi conosciuta come Il cavaliere di bronzo proprio a seguito dell’omonimo poema di Puskin, in cui un giovane e innamorato Evgeny – furioso per aver perso la fidanzata a causa di un’inondazione del fiume Neva (realmente accaduta nel 1824) – impreca contro la statua di Pietro I, per aver fondato una città destinata a essere vittima della natura. La scultura però prende magicamente vita e inizia ad inseguire il povero Evgeny, portandolo alla morte.

San Pietroburgo, Il cavaliere di bronzo

San Pietroburgo, Il cavaliere di bronzo | Dezidor

Dalla piazza, attraversando tutto il parco, si arriva in Nevskij Prospekt (o Prospettiva Nevskij) dove sarà possibile trovare il Literaturnoe Kafe: un particolarissimo locale che ha mantenuto l’atmosfera ottocentesca (di quando ancora si chiamava Caffè Wulf) e che accolse molti intellettuali e figure di spicco da tutto il mondo, tra cui Puskin, che qui sostò – forse per un ultimo pranzo – prima di raggiungere il luogo del duello contro il barone D’Anthes (reo di aver corteggiato pubblicamente la frivola moglie del poeta), che gli fu fatale. Per vedere il luogo in cui avvenne questo drammatico episodio, bisognerà dirigersi in Kolomyazhsky prospekt e lo riconoscerete dalla presenza di un monumento in marmo, dedicata allo sfortunato autore.

Molto più interessante da visitare è invece la Casa Museo di Puškin, raggiungibile costeggiando il fiume Moyka fino ad arrivare al numero 12: fu in questo edificio che visse gli ultimi mesi della sua vita e qui si potranno ammirare molti scritti e documenti dell’epoca, scoprire le stanze (accuratamente ricostruite) e rivivere gli ultimi giorni di agonia del poeta, il tutto accompagnato da un’audioguida in italiano. C’è una chicca interessante su questo luogo: negli anni del comunismo fu trasformato in una kommunal’ka e solo successivamente venne rimodificato in museo, obbligando gli abitanti del palazzo ad andarsene, il tutto testimoniato dalle parole di un importante scrittore dell’epoca: Michail Zoščenko.

Ma per entrare ancora più nel passato di Puskin bisognerà spostarsi leggermente fuori San Pietroburgo, dove all’epoca c’erano anche le reggie degli zar, e raggiungere la città di Puskin, così ribattezzata in occasione del centenario dalla sua morte. Fu qui che trascorse la giovinezza, frequentò il Liceo e compose i suoi primi scritti. Sono molti i punti di interesse da visitare in questo villaggio: a partire dal memoriale a lui dedicato, ma anche altri edifici importanti per la storia della Russia, come il Palazzo di Caterina e quello di Alessandro, che daranno ancora più valore a questa breve deviazione.

2 – Nikolaj Vasil’evič Gogol’ (1809-1852)

Gogol’ visse a San Pietroburgo in età adulta e vi tornò a più riprese, senza mai riuscire a stabilizzarsi definitivamente. Il suo primo appartamento fu in via Malaya Morskaya, al numero 17, mai convertito purtroppo in una casa-museo, ma potrete riconoscerlo dalla targa commemorativa.

La storia di questo autore è profondamente legata alla città imperiale (e viceversa): è qui che scoprì il suo talento e la sua vera vocazione per la scrittura. Fu infatti per reazione al frustrante lavoro d’ufficio, qui svolto, che nacque la sua prima opera Veglie alla fattoria presso Dikan’ka, che gli aprì una nuova e inaspettata carriera nella letteratura. A decretare il suo tormentato rapporto con la città, seguirono I racconti di Pietroburgo, nei quali descrisse, con ironia e surrealismo, la capitale russa, raccontandone il lato più ambiguo, mediocre e grottesco. Al centro di questo suo capolavoro c’è la già citata Prospettiva Nevskij, fulcro della vita della città e di quella dei personaggi gogoliani. Ed è su questa strada, all’incrocio con Malaya Konyushennaya Ulitsa che è stata posta una statua in suo onore, che lo rappresenta malinconico e immerso nei suoi pensieri.

Teatro Alexandrinsky, San Pietroburgo

Teatro Alexandrinsky, San Pietroburgo

Ma Gogol’ è anche teatro e infatti il percorso prosegue fino al Teatro Alexandrinsky dove nel 1936 ci fu la prima dell’Ispettore Generale, una commedia graffiante e fortemente critica verso la società russa, in cui non risparmiò colpi a nessuno, neppure all’imperatore, e che inevitabilmente suscitò forti polemiche. Il teatro è sito in ulica Rossi, una delle vie più incantevoli della città e – secondo alcuni – di tutto il mondo, il cui nome è evidentemente legato all’Italia: un omaggio all’architetto napoletano Carlo Rossi, che nel XIX secolo espresse proprio a San Pietroburgo tutto il suo genio creativo. Seppure più lontano, merita uno sguardo anche la scultura dedicata a uno dei suoi racconti più surreali Il naso, che troverete in Voznesensky prospekt, 36.

3 – Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881)

Dostoevskij è stato uno degli scrittori più influenti del XIX secolo e nonostante fosse originario di Mosca, passò buona parte della sua vita proprio a San Pietroburgo. La sua prima abitazione fu in Vladimirskij Prospekt 11, condivisa con il fratello prima e con un giovane medico poi e fu proprio grazie a quest’ultimo, e alle conversazioni con i suoi umili pazienti, che iniziò a conoscere la città e a prendere ispirazione per i suoi romanzi.

Girando per San Pietroburgo ritroverete luoghi resi famosi nei suoi scritti, come Piazza Sennaja (ovvero “del fieno”, dove appunto avveniva il mercato di foraggio e bestiame), descritta in Delitto e Castigo quale zona di grande miseria ed emarginazione; oppure ponte Kokushkin e vicolo Stolyarny – ribattezzate così proprio in memoria del romanzo Le notti bianche – dove al civico 5 viveva in affitto il giovane e sfortunato protagonista, ricordato dalla città da una toccante targa in suo onore.

Tuttavia, la casa che è stata scelta per trasformarla nel suo museo è quella in Kuznecnyj Pereulok 5/2, che è l’ultimo dei numerosi appartamenti in cui visse Dostoevskij. Si tratta di un museo piccolo, ma fedelmente ricostruito e meta di pellegrinaggi da parte di famosi scrittori di tutto il mondo.

Un altro luogo simbolo è piazza Pionerskaya, dove nel 1849 Dostoevskij lesse ad alta voce la lettera di Belinskij a Gogol’ – nella quale il critico accusava l’autore di essersi venduto allo zar e aver tradito la propria missione di letterato – una lettera che era stata bandita dalla circolazione a causa del suo contenuto altamente provocatorio e rivoluzionario. La trasgressione a Dostoevskij costò cara: si fece ben dieci anni tra lavori forzati ed esilio e rischiò anche la condanna a morte. Fu però da questa esperienza traumatica che nacque “>Delitto e Castigo e in parte anche l’Idiota. Per chi volesse scoprire la prigione nella quale venne inizialmente segregato, si tratta della Fortezza di Pietro e Paolo, che troverete sempre a San Pietroburgo, mentre le sue spoglie sono ospitate nel caratteristico cimitero Tichvin del Monastero di Aleksandr Nevskij.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Cimitero Tichvin, San Pietroburgo

Fëdor Michajlovič Dostoevskij, Cimitero Tichvin, San Pietroburgo | Turecolinde

4 – Anna Andreevna Achmatova (1889 – 1966)

Anna Achmatova è stata una poetessa che visse a cavallo della rivoluzione russa, conobbe entrambe le guerre mondiali e vide San Pietroburgo nel suo splendore, prima, e nel suo più triste declino, poi. Fu famosa per aver trattato temi decisamente scomodi per l’epoca e divenne suo malgrado testimone contro la dittatura di Stalin. Sebbene originaria di Odessa, visse a lungo a San Pietroburgo (poi divenuta Leningrado) in una kommunal’ka in Liteyny Prospekt, 53, oggi trasformato nella sua casa museo e si legò profondamente alla vita culturale della città. Giovanissima, iniziò a frequentare il salotto letterario di Vjàceslav Ivanov, detto la Torre, nella via Tauride, e il vivace locale Cane randagio (Italianskaja ulitsa, angolo Michailovskaja ploshadj, 5.), dove entrò in contatto con le menti più illuminate della sua epoca.

Tuttavia la sua storia con la città è segnata dal dramma del figlio, a lungo prigioniero presso il carcere delle Croci (Kresty), dove la tormentata poetessa si recava ogni giorno per avere notizie del suo Lev. Come ogni grande artista, anche lei riuscì a trasformare questa dolorosa esperienza in un’opera che ha segnato la sua epoca, nacque così Requiem, un poemetto che veniva tramandato a voce, attraverso il quale ha raccontato il vissuto di tutte le donne vittime di un sistema ingiusto e persecutorio, per le quali il racconto e la poesia sono state le uniche armi di difesa e lei la loro voce. Proprio fuori da questo carcere sarà possibile trovare un monumento in sua memoria.



5 – Vladimir Nabokov (1899 – 1977)

L’ultima tappa dell’itinerario letterario di San Pietroburgo è dedicato al premio Nobel Vladimir Nabokov, autore del famosissimo romanzo Lolita. A differenza della maggior parte degli scrittori citati finora, Nabokov nasce proprio a San Pietroburgo da una famiglia aristocratica costretta all’esilio nel 1917, ma non sarà qui che inizierà la sua carriera. Con l’avvento del comunismo il ricco tessuto culturale che aveva reso celebre la capitale si spezzò per sempre e Nabokov divenne una figura esemplare di questa nuova Leningrado: non vivrà mai più qui, eternamente esiliato, la ricorderà soltanto nelle sue opere con infinita nostalgia. La bellissima casa in cui è nato e cresciuto (in via Bolshaya Morskaya, 47) è dal 1997 un centro culturale e museo, con fotografie dell’epoca, oggetti di proprietà della famiglia e parte della celebre collezione di farfalle dell’autore.

Tutta la Russia di cui necessito è sempre con me:
la letteratura, la lingua e la mia infanzia russa.
Vladimir Nabokov

San Pietroburgo, Palazzo d'inverno

San Pietroburgo, Palazzo d’inverno | size4riggerboots


Come arrivare. San Pietroburgo è raggiungibile da Roma e Milano con voli diretti gestiti da Rossiya, Aeroflot e Alitalia.

Dove dormire . Per un’atmosfera che ricorda la San Pietroburgo del 18° secolo scegliete il Rossi Boutique Hotel, con arredamenti d’epoca e posizione centrale vicino a Nevskij Prospekt.