Val Venosta: castelli, natura e il campanile sommerso

Val Venosta Val Venosta - st3c

L’Alto Adige è contraddistinto da una notevole uniformità ambientale, con un territorio quasi interamente occupato dalle montagne. Dentro questa unità si trovano aree che hanno una loro specificità, che è linguistica, culturale e anche paesaggistica.

Prendendo come punto di riferimento il capoluogo Bolzano, verso nord-est si sviluppano le valli dolomitiche come la Val Badia, la Val Gardena e la Val Pusteria. A nord-ovest, sicuramente meno nota ma con peculiarità e bellezze tutte sue, si trova la Val Venosta, la valle più isolata e periferica della provincia autonoma.

Salendo da Merano, all’altezza di Naturno, s’imbocca una valle fitta di meleti che sale per 80 chilometri fino al Passo Resia, arrivando a toccare i ghiacciai, tra cui il più famoso è quello del Re Ortles. Ecco la Val Venosta, dove nasce l’Adige e dove si estendono i confini del Parco Nazionale dello Stelvio – un paradiso dove abbandonarsi a passeggiate lungo antichi canali di irrigazione, escursioni per borghi storici, in inverno a giornate sugi sci in piste poco frequentate.

Avendo almeno due giorni a disposizione, ci si può dedicare all’esplorazione della bassa Val Venosta e dell’alta Val Venosta.

Primo giorno: bassa Val Venosta

Prendiamo come base Castelbello-Ciardes: due località montane unitesi in comune nel 1928, dominate dalla mole scenografica del Castello dei Montalban, citato nei documenti dal 1238, ma sicuramente molto più antico. Attualmente di proprietà dello stato, ospita mostre archeologiche e d’arte. Sapete quanto l’ha pagato l’Italia agli ultimi proprietari? Trentunmila lire di allora – ovvero una cosa come 16 euro! Questo perché le condizioni del castello nel 1956 erano disastrate. Andate a vederlo ora, non ci crederete.

Di castello in castello, in Località Juvale, all’imbocco della Val Senales, c’è il castello di Messner: è sede di un museo della montagna, oltre che polo culturale per numerose iniziative cui si sta dedicando da tempo la leggenda vivente dell’alpinismo. Tenetelo d’occhio, quale che sia la stagione, perché d’estate nella Val Senales si aprono sentieri escursionistici mirabili tra il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco naturale Gruppo di Tessa, da godersi a piedi o in mountain bike (una per tutte: l’escursione ai Laghi Zirmtal, sentiero 7 dal parcheggio presso il Rio Schlums a Montefranco); mentre d’inverno la neve trasforma tutto in una valle di delizie per gli sciatori. Recentemente è stata anche riaperta la piccola stazione sciistica Pure Nature Ski sull’Alpe di Tarres. Peraltro, per chi non può rinunciare agli sci nemmeno coi caldi estivi, disgelo permettendo, ci si può spingere fino al ghiacciaio, dove esistono impianti attrezzati.

Secondo giorno: Alta Val Venosta

Curon è quasi al confine con Austria e Svizzera. Qui troviamo il Lago di Resia, da cui spunta, con un alone di mistero, l’icona della Valle: un campanile sommerso. Di misterioso però c’è poco: nelle acque del lago riposa l’antico abitato di Curon, di origine perlomeno trecentesca, il cui valore storico e artistico fu considerato sacrificabile in nome dello sviluppo, nel 1950, quando fu decisa la costruzione di un’imponente diga con relativa centrale elettrica. Il guadagno in termini di energia è innegabile, ma lo scempio del territorio non è avvenuto senza dolore: gli abitanti del paese addirittura andarono in delegazione dal Papa per protestare contro quello che ritenevano un oltraggio del governo italiano nei confronti della popolazione sudtirolese, ma i loro sforzi furono inutili. E così ora rimane questa singolare attrazione turistica che fa riflettere.

Il risultato da un punto di vista scenografico è comunque straordinario: il paesaggio circostante rende il lago, per quanto artificiale, bellissimo e punto di partenza per suggestive crociere lacustri con la MS Hubertus Interregio del Capitan Winkler: l’imbarcadero è su un pontile proprio davanti al campanile sommerso. Forse vi racconteranno che le vecchie campane si mettono prodigiosamente a suonare quando è in arrivo qualche disgrazia: voi fingete cortesemente di crederci, ma ricordate che le campane sono state tolte nel 1950. Per i più avventurosi, il kitesurf e salendo le pendici circostanti, il parapendio. E 200 chilometri di sentieri escursionistici tra SudTirolo, Austria e Svizzera. Di qui passa anche la Via Claudia Augusta: strada romana aperta nel 47, che ha inizio a Donauwörth in Germania e porta fino al mare Adriatico, attraversando le Alpi. Oggi la Via Claudia Augusta è soprattutto nota come pista ciclabile: in particolare, qui, ha uno dei suoi tratti più suggestivi e al tempo stesso più rilassanti. D’inverno, l’acqua del piccolo golfo attorno a Curone Nuovo gela e si può pattinare sul ghiaccio attorno al vetusto campanile: l’esperienza è surreale e indimenticabile. Solo in Val Venosta.

Dove dormire. Hotel Goldener Adler a Curon sul lago dispone di camere matrimoniali e famigliari.