La costa della Namibia: Cape Cross, Swakopmund, Walvis Bay

costa Namibia - Cape Cross © Carla Squaiella
Questo articolo è una tappa del viaggio di Carla in Namibia. Leggi l’itinerario completo qui »

Ci lasciamo alle spalle il paesaggio montagnoso del Damaraland e procediamo in direzione della costa attraversando interminabili pianure di ghiaia, fino a lambire la parte più a sud della Skeleton Coast. Il paesaggio è selvaggio e desolato. Il terreno è bianco per le saline e la monotonia di questa strada senza fine è interrotta solo da piccoli rilevi e dall’oceano che si intravede a tratti. Non c’è traccia dei famosi relitti sulla spiaggia che sono molto più a nord.

viaggio in Namibia - Cape Cross

Finalmente raggiungiamo la riserva faunistica di Cape Cross, famosa per l’enorme colonia di otarie del Capo, le più grosse tra le esistenti. Il nome deriva dalla croce di pietra eretta dal portoghese Cao nel 1486 a indicare il punto più meridionale mai raggiunto in Africa. Già dal parcheggio, il rumore assordante del caratteristico verso delle otarie non lascia dubbi su quanto vedremo di lì a poco. Non sappiamo se ci sono tutte le 200.000 otarie della colonia, ma lo spettacolo è incredibile. Il promontorio roccioso ne è ricoperto mentre molte di loro nuotano in mare alla ricerca di cibo. Cape Cross è una riserva protetta con abbondante quantità di pesci trasportati dalla corrente del Benguela. Le otarie mangiano ogni giorno una quantità pari all’8% del proprio peso, con un consumo annuo di oltre un milione di tonnellate di pesce (molto più di Namibia e Sud Africa messi insieme), cosa di cui i pescatori e le industrie del settore non sono affatto felici. Per questo motivo, ma non solo, la caccia è autorizzata in alcuni periodi dell’anno per contenere la popolazione della colonia, circa 200 otarie al giorno vengono uccise e portate nel vicino macello dove la carne, la pelliccia e i genitali (utili per prodotti afrodisiaci) vengono smistati verso paesi asiatici ed europei.

Oltre all’uomo le otarie della riserva devono temere la iena bruna e lo sciacallo della gualdrappa, che vediamo muoversi silenzioso tra le rocce alla ricerca di cuccioli, la cui mortalità raggiunge il 25%. La giornata è molto fresca nonostante il sole splendente; rinuncio volentieri alla visita al macello, preferendo lo spettacolo offerto dall’oceano e dalle otarie che sembrano giocare mentre emergono dalla spuma delle onde.

Namibia - fenicotteri a Walvis Bay

Puntiamo verso Swakopmund per altri 129 km, dove alloggeremo all’Alternative Space (064 402713) una casa accogliente e familiare sul bordo del deserto del Namib e a pochi passi dal centro. Frenus e Sibylle sono preziosi consulenti per tutte le attività della zona e ci danno il benvenuto in camera con una bottiglia di buon vino sud africano.

Namibia - SwakopmundSwakopmund è una graziosa cittadina di circa 35.000 abitanti, molto pittoresca e dall’aspetto prettamente tedesco, con le sue colorate casette di legno e muratura dai tetti a punta, ville coloniali d’inizio secolo, piante di ibiscus e palme basse, più che una città africana sembra un set cinematografico. Principale località di villeggiatura per le temperature miti, le spiagge e le strutture turistiche che attirano bagnanti e surfisti, è meta sopratutto di namibiani che qui hanno la casa e di turisti di lingua tedesca. In programma abbiamo la visita della città e un’escursione a Walvis Bay. La vita di mare non ci attira molto, con la fredda corrente oceanica del Benguela (l’acqua non supera mai i 23°) che porta umidità e crea nebbie che raggiungono i 30 km nell’entroterra fino a tarda mattinata… Per non parlare di quando il vento soffia da est, come nel nostro caso, e la città si riempie di sabbia. Swakopmund merita comunque una visita, gli abitanti sono cordiali ed è un luogo ideale per riposarsi dal tour.

L’indomani ci attende un’escursione in barca nella laguna di Walvis Bay, 30 km a sud di Swakopmund e a ovest della foce del Kuiseb. E’ l’unico porto naturale della nazione, una lingua di sabbia che dal deserto penetra nell’oceano. La laguna è popolata da un numero incredibile di otarie, gabbiani, cormorani, pellicani e da sola ospita la metà dei fenicotteri dell’intera Africa australe. Stagionalmente e con un po’ di fortuna si possono incontrare anche le balene.

Namibia - Otarie a Walvis BayLa giornata purtroppo è grigia e la nebbia arriva a lambire l’acqua nel porto. In attesa dell’imbarcazione che ci porterà in crociera, osserviamo i volatili al Bird Sanctuary, una palafitta in legno ideale per l’avvistamento. In barca costeggiamo la penisola, seguiti dai pellicani che planano e si accostano a noi con il lungo becco giallo, aperto in attesa di cibo che il nostro capitano non tarda a lanciare. Immersi nella nebbia spuntano qua e là vecchi relitti arenati in mare. In questa atmosfera surreale appare improvvisamente una spiaggia, completamente ricoperta da un’enorme colonia di otarie. Altre nuotano tutt’intorno e non appena rallentiamo, un’otaria più intraprendente balza con un salto fulmineo all’interno della barca; si lascia avvicinare come fosse ammaestrata, saltellando sui nostri strapuntini ben sapendo che riceverà abbondante pesce. Sulla via del ritorno mentre ci viene offerto un brunch con champagne, ostriche e pesce fresco, avvistiamo alcuni delfini che accompagnano per un tratto il nostro rientro; inizia a piovere ma ormai siamo arrivati al porto.

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