Viaggio in Namibia, la gemma d'Africa

Il Tour

Da tempo avevamo in programma un viaggio in Namibia attratti dalle sue bellezze naturali e dall’incredibile varietà di flora e fauna che spaziano dai deserti alle immense pianure, dai canyon alla savana, da leoni e gazzelle a pinguini e foche lungo le coste. Un territorio davvero unico e straordinario.
Prenotiamo dall’Italia solo il volo A/R, nella speranza di trovare sul posto una soluzione che ci permetta di girare la Namibia con i mezzi pubblici e non solo con l’auto privata. Purtroppo non è possibile. Abbiamo 25 giorni per visitare buona parte della nazione e l’ampiezza del territorio e la scarsità di collegamenti ce lo impediscono.

Namibia - Ragazzo Himba

Iniziamo il nostro tour da Windhoek, la capitale dove organizziamo tutto il viaggio prenotando anche i lodges (i più economici che troviamo). La prima meta è il Waterberg Plateau che domina il deserto del Kalahari, proseguiamo per Grootfontein con il meteorite di Hoba, il territorio Herero, il Parco Nazionale Etosha, una delle aree protette più importanti del subcontinente africano, lo splendido Kunene river, uno dei 5 fiumi perenni, le Epupa Falls, la terra degli Himba, un popolo che vive ancora secondo antiche trazioni e costumi, le incisioni rupestri di Twifelfontein dove un tempo vivevano i boscimani, la foresta pietrificata, le pitture rupestri del Brandberg, la cittadina di Swakopmund, dal tipico aspetto bavarese, con le vicine Cape Cross, con la più grande colonia di otarie dell’Africa australe, Walvis bay e la Skeleton coast, così chiamata per i numerosi relitti arenati a causa di naufragi, il Namib Naukluft Park con le splendide dune di Sossuvlei, le più alte del mondo. Prima di ritornare a Windhoek, infine, facciamo tappa alle Tsaris Mountains, per passeggiate tra i canyon e sorgenti naturali.

La Namibia ha una superficie che è quasi tre volte quella dell’Italia e una popolazione inferiore a quella di Milano (circa 2.000.000 di abitanti). Dopo la Mongolia è la nazione meno popolata del mondo (2,5 persone per km2), ce ne rendiamo subito conto con l’inizio del viaggio. Possono trascorrere ore prima d’incontrare un’altra automobile sulla propria strada.

Costi ed organizzazione

Abbiamo prenotato con alcuni mesi di anticipo il volo della Namibia airline al costo di circa 1100€. Una volta là, la vita non è cara: la benzina costa pochissimo (0,60€ al litro), i pasti nei ristoranti sono mediamente economici (~10€), come pure le entrate nei parchi (~12€). Altri prodotti più rari, come l’acqua, o importati dal vicino Sud Africa, come verdura, frutta, vino sono invece più cari e hanno un costo paragonabile a quello italiano.

La moneta ufficiale è il dollaro namibiano, ma sono accettati anche €, $ e le principali carte di credito. Nessun visto è richiesto se ci si ferma meno di 90 giorni, basta esibire il biglietto di ritorno e il passaporto (con validità di almeno 6 mesi).

NamibiaIl viaggio richiede minimo 10-15 gg (per vedere l’essenziale), se possibile conviene prendersi un po’ più tempo. Prima di partire per l’interno della Namibia, è indispensabile segnarsi i punti di rifornimento della benzina, in alcuni casi lontani tra loro. Sempre meglio uno stop in più che trovarsi a secco. Le strade sono ben segnalate e si trovano cartine molto dettagliate, che permettono di girare in assoluta libertà anche per il turista fai-da-te. Per dormire ci sono i lodge o i campeggi, si trovano ovunque e sono ben attrezzati. Alla partenza si può addirittura noleggiare un’auto già equipaggiata con tenda e tutto l’occorrente per i picnic.

La Namibia è abbastanza sicura, anche se nelle periferie delle grandi città è bene prestare attenzione sopratutto la sera a causa di frequenti episodi di microcriminalità. Non abbiamo mai avuto problemi, ma nelle città la sera abbiamo seguito il consiglio di prenotare il taxi chiamando un numero di fiducia del lodge o del ristorante.

La maggior parte della gente di colore parla l’ovambo, la lingua ufficiale è l’inglese, ma si parla molto il tedesco e l’afrikaans (una lingua dal contenuto fiammingo con sfumature olandesi, tedesche e francesi, parlato dai discendenti dei primi coloni europei). Trovarsi a Windhoek o Swakopmund è quando di meno africano si possa immaginare.

Quando andare

Il clima non è mai un problema, il sole splende per 300 giorni e le nostre ferie coincidono con il periodo migliore per visitarla. Da maggio a ottobre, infatti, la stagione è secca e fresca, con giornate calde e soleggiate e notti fredde, con temperature che in alcune zone vanno anche sotto zero. Il deserto del Namib può raggiungere temperature di oltre 40°C durante il giorno e sotto zero la notte. La costa è un immenso deserto in riva al mare, piogge quasi inesistenti, ma con cielo spesso nuvoloso e foschie. La corrente fredda di Benguela mantiene il mare al massimo di 18° anche in piena estate. A nord di Swakopmund l’effetto della corrente diminuisce e l’acqua raggiunge i 23° a marzo. Il periodo più caldo va da gennaio a marzo, ma per apprezzare la bellissima riserva di Etosha e le foreste tropicali del Caprivi, a nord, il momento migliore va da marzo a settembre quando il caldo è ancora sopportabile.

Si parte…

Partiamo da Linate via Francoforte a pomeriggio inoltrato per arrivare nel piccolo aeroporto di Windhoek molto presto la mattina. Momento ideale per raggiungere la città e scegliersi con calma la sistemazione in un lodge centrale e economico. Non sappiamo ancora che trascorreremo buona parte della giornata alla ricerca del bagaglio di mio marito. Tutto è nel suo piccolo zaino di 35lt.; gli rimarranno solo un jeans, le infradito e la camicia che indossa. Di giorno a Windhoek la temperatura si aggira sui 20-23° ma la sera scende a 6°. Speriamo che un imprevisto simile non vi capiti mai, ma nel caso, andate alla Namibia Airlines in città, vi daranno 90$ per i primi 3 giorni e con la denuncia ufficiale potrete rivalervi al ritorno a casa. Con noi ha funzionato, anche se dopo molti mesi e tanti solleciti. Il rimborso è arrivato proprio dalla Namibia Airlines. Non ci resta che cercare alla svelta un lodge e organizzarci per il viaggio.

Il viaggio di Carla in Namibia inizia a Windhoek »