Etosha National Park: “il grande luogo bianco”

Etosha National Park © Carla Squaiella
Questo articolo è una tappa del viaggio di Carla in Namibia. Leggi l’itinerario completo qui »

In poco più di 3 ore di viaggio da Otavi, entriamo nell’Etosha National Park dalla Anderson Gate, vicina a Okaukuejo. Abbiamo tutto il tempo per il safari prima di raggiungere entro il tramonto l’Halali lodge che dista 70 km e si trova nel centro del parco.

L’Etosha occupa oltre 22.000 km2 (come l’intero Piemonte) ed è tra i più grandi parchi dell’Africa, con una ricchissima fauna selvaggia, oltre 114 specie di mammiferi, centinaia di specie di uccelli, rettili e anfibi. Il paesaggio è molto vario, alterna zone di savana a pianure immense, fitta foresta a distese di cespugli spinosi, e un grande deserto salino chiamato Etosha Pan. La vegetazione determina la concentrazione degli animali, seguiamo quindi una mappa dettagliata che ci indica i punti preferiti dalle diverse specie, i view points, le distanze in km e la posizione delle numerose pozze d’acqua naturali o alimentate che, sopratutto nella stagione secca, sono i punti d’avvistamento migliori.
Etosha - Namibia
La strada bianca è accecante e all’interno del parco l’atmosfera è unica. Grande l’emozione quando avvistiamo i primi animali, giraffe che svettano sulle cime degli alberi mentre mangiano comodamente le foglie più alte del mopane o i fiori gialli delle acacie, incuranti delle spine che li proteggono. Poco distante a Oliphantsbad avvistiamo i primi elefanti, particolarmente numerosi in questa zona, sono molto alti e con le zanne corte, particolarità unica di questi animali dell’Etosha; si muovono maestosi mescolandosi a mandrie di zebre di Burchell (la più rara tra le zebre), di springbok, impala, gnu, kudu. Non è raro doversi fermare per dare la precedenza quando ci attraversano la strada. Un vero paradiso per gli amanti della natura e della fotografia.

Dopo 30 km arriviamo all’Etosha Pan, una depressione che occupa un terzo del parco. Qui lo chiamano padella perché la forma di questo lago asciutto ricorda proprio un’immensa padella di sale. 12 milioni di anni fa era un lago poco profondo alimentato dal fiume Kunene, ma sconvolgimenti tettonici e cambiamenti climatici hanno cambiato il corso del fiume e abbassato il livello dell’acqua creando la depressione salina. Solo per pochissimi giorni all’anno nella stagione delle piogge diventa ancora una laguna poco profonda, dove si radunano pellicani e fenicotteri. Fissando l’orizzonte, in questo paesaggio accecante, per un effetto ottico del calore sul terreno, vediamo acqua e nebbia… non per nulla il Pan è chiamato anche il “posto dei miraggi”. Osservando meglio una delle piccole pozze d’acqua nel deserto, vediamo una leonessa che si allontana zoppicando, ferita ad una zampa. E’ ora di dirigerci verso il lodge, dove appena arrivati, segnaliamo il punto di avvistamento della leonessa ferita, i ranger partono alla sua ricerca.

Namibia, Etosha - Zebre di Burchell

Ceniamo in fretta perché prima che faccia buio ci attende la visita alla vicina pozza dell’abbeverata. E’ uno stagno circondato da cespugli e alberi bassi; ci appostiamo insieme ad altri turisti, il silenzio è totale. Una famigliola di rinoceronti non si fa attendere, questi animali reintrodotti nel parco recentemente, prediligono proprio questa pozza, si guardano attorno a lungo prima di bere, non lontano da un paio di sciacalli. Dopo parecchi minuti dalla loro partenza vediamo arrivare alcuni elefanti che si muovono lentamente ondeggiando la proboscide.

Il giorno seguente visitiamo la parte restante del parco dirigendoci verso est fino a raggiungere il Namutoni lodge, non lontano dall’entrata orientale, Von Lindequist Gate. Il parco è facilmente percorribile con auto normali anche se i punti di avvistamento più alti sono raggiungibili solo con fuoristrada o minibus turistici. La strada fino a Namutoni costeggia il Pan offrendo splendidi punti di avvistamento, tra cui l’Etosha lookout al centro della salina. Più ci si sposta verso est e più numerosi diventano gli impala, gnu, orici, springbok, kudu. Vediamo numerose auto ferme in un punto della savana, hanno avvistato sicuramente qualche specie rara. Sono tutte intorno ad un folto gruppo di leoni che fa la siesta tra i bassi cespugli sotto gli alberi, incurante delle nostra presenza e dei continui scatti fotografici.

Namibia, Etosha - Leone

Arriviamo al Namutoni lodge prima del tramonto, al termine di un’altra giornata emozionante. Leggiamo nel registro degli avvistamenti che altri turisti hanno incontrato dei leopardi, difficili da vedere all’Etosha, come anche i ghepardi. Andiamo alla vicina pozza di King Nehale anche se raramente vi si avvistano degli animali. La serata non fa eccezione, avremmo fatto bene ad attendere il tramonto dalla torre o dai bastioni del lodge, un bel forte bianco, costruito dai tedeschi nel 1903 come base militare, circondato da alberi secolari e palme Makalani. Alba e tramonto sono ancora caratterizzati dal suono della tromba e la cerimonia di alza e ammaina bandiera. Ci attende un ricco buffet.

Partiremo l’indomani mattina presto, la strada per raggiungere le Epupa Falls nel Kaokoland è lunga.

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