Lampedusa e Linosa, isole dell’alto mare

Lampedusa, isola dei Conigli Lampedusa, isola dei Conigli

Estreme propaggine meridionali di suolo italiano nel Mediterraneo, le Isole Pelagie si trovano a oltre duecento chilometri di distanza dalle coste di Agrigento, a metà strada tra Malta e la Tunisia. Così battezzate dai Greci, il loro nome significa “isole dell’alto mare”. E davvero l’isolamento di Lampedusa e Linosa al di fuori dei mesi estivi è pressoché totale.

Da maggio a settembre turisti e viaggiatori visitano le due isole in cerca di silenzio e tranquillità. Il caldo torrido, le spiagge bianchissime, il mare cristallino sono le caratteristiche di queste isole, certamente turistiche, ma non violentate dalle masse. Affollate soltanto nel pieno del mese di agosto, mantengono forti legami con la loro identità isolana e distante, ideale ponte tra l’Italia e l’Africa settentrionale. Due isole completamente diverse: i calcari di Lampedusa sono oggi brulli e pressoché privi di vegetazione consistente, quasi un presagio dei deserti nordafricani. Linosa è invece una terra nera di colate laviche, di origine vulcanica ben visibile.

Lampedusa

Nei secoli, Lampedusa è stata un porto fondamentale al centro del Mare Nostrum, luogo di incontro tra Greci, Fenici, Romani, Africani. Benedetta in passato dai commerci dei marinai e dai mari pescosi, è un sottile lembo di terra immerso in uno dei mari più belli e suggestivi dell’intero Mediterraneo. Lampedusa è stata in passato, e continua a esserlo oggi, un ponte tra l’Africa e l’Europa.

Lampedusa, Pelagie

Luca Siragusa (CC BY 2.0)

E’ un’isola piuttosto piccola, la sesta tra le isole siciliane, dalla forma allungata e stretta, e vi risiedono 5800 abitanti. Un tempo ricoperta da campi coltivati, oggi si presenta cespugliosa, a tratti spoglia: ventiquattro chilometri quadrati di terra brulla e apparentemente ingenerosa. Isola dalla bellezza quasi lunare con le sue coste giallo ocra e i colori caldi, il clima secco africano. Insenature, piccole baie e rupi compongono il paesaggio marittimo che gli amanti e i visitatori dell’isola si portano nel cuore. Un particolare dell’identità di Lampedusa è la presenza delle grandi tartarughe caretta caretta, che ogni anno depositano le uova sulle spiagge dell’isola richiamando ogni estate un buon numero di volontari che si occupano di proteggere i piccoli nel tragitto verso il mare.

La vita turistica si svolge soprattutto attorno alle coste e i luoghi da visitare sono soprattutto le molte grotte, soprattutto quella del Taccio Vecchio, splendida insenatura subacquea. Noleggiare una bici o un motorino può essere la soluzione ideale per girare l’isola in lungo e in largo. Scoprire i panorami caratterizzati dalle falesie a picco sul mare; il faraglione dopo Punta di Muro Vecchio; passare per il Santuario della Madonna di Porto Salvo del XIII secolo, che custodisce la statua della Madonna portata in processione ogni 22 settembre; fino a raggiungerne l’estremità meridionale che è anche il limite ultimo dell’Italia, Punta Sottile, che si assottiglia fino a immergersi e scomparire in mare.

La cittadina di Lampedusa non offre monumenti o attrazioni particolari ai visitatori. Più che altro strutture alberghiere moderne. Si segnala un incremento della vita notturna per i giovani, nei locali dell’isola, rispetto alla calma piatta delle notti lampedusane fino a qualche anno fa. La parte più caratteristica del centro abitato è la zona del porto vecchio con il suo intreccio fitto di stradine. D’estate però la cittadina si anima grazie al turismo attratto dal meraviglioso mare e dalle tante spiagge. I bar e i ristorantini la sera donano un’atmosfera vivace ed è possibile degustare un ottimo pesce e piatti a base di cuscus, eredità di un passato in cui l’isola era approdo dei pirati arabi.

Il cuore della bellezza di Lampedusa, nonché principale attrazione turistica, sono le spiagge. La natura calcarea dell’isola le rende chiare e sabbiose, con fondali digradanti che giocano cromaticamente con le onde. Il mare vicino alla costa assume colori spettacolari facendosi turchese o azzurro molto chiaro.

Lampedusa, grotte

Luca Siragusa (CC BY 2.0)

La costa settentrionale di Lampedusa è piuttosto alta e scoscesa, adatta a essere esplorata in barca, con le calette e le grotte che si aprono tra le falesie a picco sul mare. Le spiagge più famose invece si trovano sulla costa meridionale, più bassa e sabbiosa. Tra le più belle spiagge dell’isola vi è senza dubbio la Guitgia, dalla sabbia bianchissima e mare cristallino, ma anche la più vicina al centro abitato e caotica. Cala Pulcino, all’estremo occidentale dell’isola, è una piccola caletta sabbiosa e silenziosa, da raggiungere preferibilmente via mare. Cala Galera, poco nota ed appartata, dalle particolarissime sabbie grigie in cui si annidano polpi e vari tipi di pesci.

Alcune grotte sono davvero suggestive, a tratti impressionanti. Giusto per citarne una, quella vicino a Capo Ponente dalla forma semicircolare. Se si ha l’ardire di superare la strettoia a nuoto, si raggiunge una spiaggetta incastonata tra le rocce. Altra attrattiva dell’isola, sono le immersioni. Si può raggiungere la vicina Lampione, oppure immergersi in un qualsiasi punto del fondale settentrionale, un vero paradiso per sub; o ancora esplorare la grotta sottomarina Passante con la Madonna immersa. Per chi ama i relitti, a circa dieci miglia dalla costa, c’è la Sacca di Levante.

La perla di Lampedusa è senza dubbio la spiaggia dell’Isola dei Conigli, che si trova all’interno della Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa, uno dei rari luoghi del Mediterraneo dove ancora nidificano le tartarughe marine, oggi a rischio estinzione. L’isola può essere adirittura raggiunta a nuoto, o a piedi se la marea è bassa, per godere della bellissima spiaggia che corre lungo tutta la costa.

DOVE DORMIRE A LAMPEDUSA: Hotel O’Scià, Hotel Il Faro Della Guitgia

Linosa

Tre vulcani spenti si profilano contro il blu profondo del Mediterraneo aperto. Linosa, la più piccola delle Pelagie, è un’isola dall’aspetto peculiare, inquietante per alcuni, fortemente caratterizzata dalle colate laviche che contrastano con la vegetazione e il blu del mare. Una costa nera, aspra, frastagliata e a picco sul mare. I rilievi pronunciati, tre coni peculiari che svettano in un quadro completamente azzurro di cielo e di flutti. Poco discosto a nord-est, sorge dalle onde il piccolo ma bellissimo faraglione di Lampione.

Linosa | Sicilia!

Linosa, come la sorella Lampedusa, è brulla e secca. Ma i suoi paesaggi sono completamente diversi e la bellezza di Linosa sta tutta nei contrasti di colori, in un affresco variegato di zone coperte di bassa vegetazione, aree di costa nere di colate laviche. Un affresco cangiante, con le sue insenature che passano dal nero delle spiagge al rosso intenso dei depositi, al giallo delle zone più argillose.

La terra è arida ma fertile, come testimonia la produzione delle famose lenticchie di Linosa, i capperi e i fichi d’india. Un’isola sperduta nelle atmosfere e nelle attrattive, fuori dal mondo per i paesaggi lunari e fuori dal tempo per la totale assenza di caos, per il suo turismo dai ritmi lenti e pacati, lontana in tutto e per tutto. Davvero una fuga dalla realtà quotidiana, sotto ogni aspetto

Il piccolo villaggio di Linosa è un luogo decisamente pittoresco, da visitare passeggiando con tutta calma per le sue particolarissime case, dipinte nei colori pastello più disparati che fanno pensare a una cittadina brasiliana o villaggio tropicale. Una visita obbligata sono i crateri, ormai spenti ed addirittura abitati, con insediamenti di piccole case di contadini. Il cratere principale o Fossa del Cappellano, è una zona verde in cui si concentrano le coltivazioni e i vigneti dell’isola. Imperdibile un giro in barca dell’isola, muniti di macchina fotografica per immortalare l’intensità e varietà dei colori dell’isola e delle sue rocce, incorniciate dal blu intenso del mar Mediterraneo.

Linosa

Linosa | Giulia Raciti

Poche le spiagge accessibili da terra. Spettacolare la Pozzolana, di fronte all’abitato di Linosa, con alle spalle una parete levigata di rocce laviche scolpite dal vento in intagli curiosi e stupefacenti. Da non perdere la spiaggia delle Piscine, in cui curiosi piccoli bacini formate dalle rocce laviche creano piccole pozze di acqua di mare. Bellissima anche la Spiaggia del Conte, proprio sotto il faro dell’isola, da cui partono i sentieri che conducono ai tre vulcani spenti: Monte Rosso, Monte Nero e Monte Vulcano. Gli amanti delle immersioni devono assolutamente fare un salto e un tuffo nelle acque blu profondo della Sicchitella. Non solo fauna e flora marittime, ma nel profondo dei fondali, un relitto navale e cocci di antiche anfore.

DOVE DORMIRE A LINOSA: Hotel Pelagea