Il monte Kōya e gli 88 templi dell’isola di Shikoku

Danjōgaran, Monte Kōya | By 663highland (CC BY-SA)

Il monte Kōya è uno dei principali centri monastici del Giappone sede della setta Shingon, corrente del buddhismo esoterico introdotta in Giappone nell’805 dal monaco Kukai, conosciuto con il nome di Kōbō Daishi. Il monte infatti ospita un mausoleo considerato punto di partenza e di arrivo del famoso pellegrinaggio degli 88 templi dell’isola di Shikoku, un cammino di circa 1100 chilometri.

Il monte Kōya si trova nella penisola di Ise, sull’isola di Honshū. Per raggiungerlo partiamo presto la mattina dalla stazione stazione Shin-Imamiya di Osaka, storica capitale commerciale del Giappone. Man mano che ci allontaniamo dalla città vediamo il paesaggio cambiare drasticamente: ci lasciamo alle spalle il panorama urbano, per ritrovarci in zone immerse nella natura, le case si diradano sempre più e l’aria si fa più tersa. Dopo la stazione Hashimoto, il treno ridotto a soli due vagoni si ferma in stazioni sempre più piccole. Meta finale è la stazione di Gokurabashi che raggiungiamo in circa due ore: da qui parte la funicolare che ci porterà al monte.

Arrivati a destinazione, ci dirigiamo verso il complesso del Danjō Garan. Questa area sacra è costituita da circa venti diversi edifici, tra i quali il monumento principale è la pagoda Konpon Daito, che si caratterizza per un colore rosso molto acceso. Iniziata da Kōbō Daishi nell’826 e portata al compimento dal suo successore, Shinzen Daitoku, nell’887, custodisce alcune figure e statue buddhiste. La più importante è la statua dorata di Dainichi-Nyorai, il Buddha Vairocana, o Buddha cosmico, alla base della dottrina Shingon.

Monte Koya: KONPON DAITO

By Daniela Travaglini (CC BY-NC)

Usciti dal complesso templare, ci dirigiamo verso il Kongōbuji, il tempio principale della setta Shingon, costruito nel 1593 e molto importante anche da un punto di vista artistico, per i suoi fusuma (le porte scorrevoli) dipinti nello stile della scuola pittorica Kano. All’interno si trova il meraviglioso giardino in pietra Banryutei, il più grande giardino zen del Giappone. È possibile ammirarlo per interno passeggiando lungo lo tsuridono, la veranda che lo circonda. Dal giardino si vedono affiorare 140 pietre di granito, provenienti dallo Shikoku, che suggeriscono una coppia di draghi che emergono dalle nuvole per proteggere il tempio. Alla fine della visita, all’interno di una grande sala dove uno dei monaci sta tenendo un breve discorso, ci viene servito un buon tè verde con un wagashi, dolcetto tradizionale in una cerimonia del tè.

Dopo un veloce pranzo in uno dei ristorantini che popolano la via principale del paesino, ci dirigiamo verso il luogo più sacro del monte, l’Okunoin, il più importante ed esteso cimitero buddhista del Giappone dove sorge il mausoleo di Kōbō Daishi, meta di pellegrinaggio. L’ichi-no-bashi (il primo ponte) segnala l’ingresso tradizionale all’Okunoin, oltrepassato il quale inizia il cimitero, immerso completamente in una foresta.

monte Koya - BANRYUTEI

By Daniela Travaglini (CC BY-NC)

Passeggiamo lungo la strada lastricata lunga circa due chilometri che attraversa il cimitero in totale silenzio, colpiti da quest’aura di sacralità che ci circonda. Ai lati del sentiero si trovano centinaia di altissimi alberi di cedro e circa 200.000 pietre tombali, oltre a monumenti funebri e mausolei. Il luogo è molto suggestivo, dicono che attraversarlo di sera, col buio, sia un’esperienza mistica, ma noi ci siamo accontentati della luce pomeridiana, siamo ormai quasi al tramonto e tutto intorno a noi è come se fosse sospeso, immobile.

Dopo questa lunga giornata, è il momento di vivere un’altra esperienza: lo shukubo, il soggiorno in un tempio, e provare la famosa shōjin ryōri, la cucina vegano-buddhista. Sul monte sono tantissimi i templi che forniscono alloggio con trattamento di mezza pensione con colazione e cena tradizionale. Sul sito ufficiale è possibile prenotare ad un costo che si aggira tra gli 8,000 e i 15,000 yen (60-120 € circa). Noi abbiamo pernottato presso il tempio Fukuchi-in, l’unico della zona dotato anche di una piccola (e molto piacevole) onsen, la vasca termale tradizionale. Si respira un’aura di misticismo, è un luogo perfetto per ritemprare lo spirito. La stanza non è molto grande, ma i futon sono i più comodi sui quali abbia mai dormito. Mentre attendiamo la cena, che ci porteranno in camera, ne approfittiamo per indossare i nostri yukata, sorta di kimono versione informale.

fukuchiin - tempio monte Koya
shojin ryori
onsen
futon

La Shōjin Ryōri (ryōri= cucina, shōjin significa letteralmente devozione, purificazione o catarsi) è un tipo di cucina vegana che si è diffusa in Giappone contestualmente alla pratica buddhista nel VI secolo. Questa cucina esclude carne, pesce, uova e i prodotti derivati del latte, ma oltre a questo, non vengono utilizzate neppure spezie particolarmente odorose, né verdure come aglio e cipolla che, col loro gusto molto forte, coprirebbero i sapori più delicati. Da un punto di vista meramente estetico, questa cucina è un vero spettacolo per gli occhi: l’attenzione e la cura verso la materia prima che ci viene presentata al massimo della semplicità, è estasiante.

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Dopo questa cena purificatrice, decidiamo di trascorrere il resto della serata rilassandoci e godendoci la quiete all’interno del tempio. Ne approfittiamo anche per provare le onsen.
Quando cala la notte, e il tempio è circondato dal buio, ci si sente avvolti da un’atmosfera irreale.

La mattina dopo, la sveglia è puntata molto presto, alle sei del mattino ci attende la cerimonia buddhista. Scendiamo nella sala della preghiera e ci uniamo al resto degli ospiti del tempio. La cerimonia consiste nella recitazione dei sutra buddhisti, cantati in una sorta di litania davanti all’icona del tempio. Nel corso della cerimonia officiata dai monaci, ognuno dei partecipanti è chiamato a inchinarsi e pregare davanti l’altare, gettando un po’ di cenere nell’incensiere. La cerimonia è durata circa un’ora, e alla fine di questa i monaci ci hanno mostrato i tesori conservati al tempio. Segue una colazione in camera a base di tofu, riso e verdure.

Pernottare qui è un vero piacere per lo spirito, permette di staccare la spina dalla normale routine e dallo stress che si porta con sé. Qui si è costretti a rallentare, non c’è altro da fare se non godersi le acque bollenti dell’onsen, e la meraviglia dei giardini avvolti nel silenzio.

COME RAGGIUNGERE IL MONTE KŌYA. Il modo più semplice per raggiungere il monte Kōya è con le ferrovie Nankai, Kōya Line, dalla stazione di Namba o Shin-Imamiya a Osaka fino alla stazione di Gokurakubashi (tempo di percorrenza circa due ore), da cui si prende la teleferica per raggiungere la stazione Kōyasan, che impiega circa cinque minuti. Per raggiungere la stazione di Gokurakubashi ci sono 5 linee Limited Express che da Namba impiegano 80 minuti per arrivare direttamente a Gokurakubashi. Altrimenti, si può prendere un treno espresso o un rapido, che impiegano circa 100 minuti per raggiungere Gokurakubashi (attenzione: alcuni treni arrivano fino alla stazione di Hashimoto da cui poi si cambia con locale fino a Gokurakubashi, altri vengono ridotti a due soli vagoni per fare le ultime fermate tra Hashimoto e Gokurakubashi). Il costo totale del trasferimento [sola andata] è di 1,650 yen (circa 13 €) con treno Ltd Express e 870 yen (circa 7 €) con espresso o rapido. Il viaggio non è coperto dal Japan Rail Pass, quindi la soluzione migliore è acquistare il Kōyasan-World Heritage Ticket, che esiste in versione Regular (2,860 yen – circa 23 €) e Ltd. Express (3,400 yen – circa 27 €). Questo pass ha una validità di due giorni consecutivi e include il viaggio A/R Namba/Shin-Imamiya – Kōyasan, viaggi illimitati sugli autobus della Nankai Rinkan e in più una serie di coupon sconto sulle principali attrattive del Kōyasan: 20% di sconto sull’ingresso al Reihokan Museum [480 yen invece di 600 yen], 20% di sconto per il Kondo e Konpon Daito [160 yen invece di 200 yen], 20% di sconto sul biglietto di ingresso al Kongobu-ji, con inclusa una tazza di tè verde e un wagashi [400 yen invece di 500 yen].

MUOVERSI SUL KOYASAN. Il paese è piuttosto piccolo e si gira agevolmente anche a piedi. Tuttavia, dalla stazione per raggiungere il centro è necessario prendere uno degli autobus della Nankai Rinkan Bus, visto che la strada non è pedonale: sono due le linee che partono dalla stazione, la Daimon e la Okunoinmae. Infine c’è una terza linea, la Senjuinbashi che collega i due “estremi” del paese, la porta Daimon e Okunoin.

OKUNOIN

Okunoin | By Daniela Travaglini (CC BY-NC)