Utrecht, un tranquillo weekend nei Paesi Bassi

utrecht Foto di Hans Splinter (CC)

Visitare i Paesi Bassi è un’esperienza piuttosto particolare. Ad esempio, ci si può addormentare in treno poco dopo la partenza, svegliarsi un paio d’ore più tardi, avere la sensazione di non essersi mossi nemmeno di un centimetro. Questo vale ovviamente per le campagne, prive di rilievi e quindi di vera varietà. Figuriamoci agli occhi di noi italiani, abituati alla nostra terra che cambia in continuazione più in fretta di quanto, forse, faccia qualunque altra. Viaggiare in Olanda può dunque risultare noioso, monotono. Probabilmente vale più la pena visitare le singole città, farsi colpire dai luoghi in cui differenze, somiglianze e vitalità sono prodotto della storia e della cultura.

Una città che sicuramente vale la pena di visitare è Utrecht. Non saprei dire con certezza, ma ho l’impressione che la quarta città d’Olanda sia sottovalutata dagli sguardi dei viaggiatori. Non dovrebbe esserlo. Con i suoi oltre trecentomila abitanti Utrecht è un luogo decisamente curioso, una città che mantiene la dimensione pacata e tranquilla di una cittadina, una scoperta di vivibilità ed accessibilità. Come per molte città dell’Europa del nord, il consiglio è quello di girarla a piedi o, meglio ancora, in bicicletta, adeguandosi al confermatissimo cliché che vuole gli abitanti muoversi preferibilmente su due ruote e senza motore, per godere degli scorci del grande centro medievale, che si sviluppa attorno alla piazza del Duomo, vera e propria capitale storica del Cattolicesimo olandese. Una splendida torre di oltre cento metri e una storia di crolli, sopravvivenze e terremoti da raccontare, tra le linee gotiche del suo profilo trecentesco. Poco distante, ma tutto sembra poco distante ad Utrecht, si torna ancor più indietro nel tempo, con le architetture romaniche della chiesa romanica di san Pietro, la Pieterskerk, con gli splendidi affreschi e le colonne in marmo rosso.

Girare svagati per il centro dà immediatamente l’idea della distanza di questa città\paese dalle atmosfere di Amsterdam, a cui pure la accostano i numerosi canali, in qualche modo simili a quelli della capitale. Non c’è disordine a Utrecht, non c’è caos. La sua vitalità è in qualche modo meno aggressiva, e le darsene affollate di locali e ristoranti sono incredibilmente accoglienti, senza connotazioni troppo forti a separare i giovani dai vecchi, o i turisti dagli abitanti, come può accadere per le strade di centro di Amsterdam. Contribuisce probabilmente a questa atmosfera di apertura, notevole anche in un paese estremamente libero nei costumi e nella mentalità come l’Olanda, la tradizione universitaria della città, che attrae giovani di ogni nazionalità. Oltre 300.000 studenti fanno dell’università di Utrecht il più grande ateneo dei Paesi Bassi, ed il motore dell’identità e dell’economia della città.

cosa vedere a Utrecht

Foto di Emanuele (CC)

A guardarla, così tranquilla e pacata, a volte Utrecht può sembrare addormentata, ma sarebbe un errore lasciarsi ingannare. I giovani sono dovunque. Persi fra i mille e più caffé e pub che animano la città, tutti da visitare e realizzati con stili particolari e tutti diversi, oppure nei molti parchi. Una passeggiata primaverile è irrinunciabile nel Wilhelmina Park che, con i suoi canali e laghetti, è davvero uno spettacolo meraviglioso soprattutto nel periodo delle celebri fioriture olandesi. Rilassante eppure incredibilmente vitale, addirittura bizzarra a volte, con il suo piccolo museo ferroviario a cielo aperto o il curioso, inspiegabile disco volante che adorna uno dei suoi edifici più importanti e moderni, l’Inktpot, Utrecht è una città dai molti volti e dalle tante sorprese.

Il modo migliore per raggiungere Utrecht? In aereo con Easyjet via Amsterdam. Partendo da Milano, si può prendere l’autobus per Malpensa dalla Stazione Centrale. Da Amsterdam in meno di un’ora di treno, sono approdato a Utrecht, meta affascinante che non manca di stupire.