Visitare Ferrara, patrimonio dell’umanità e della buona tavola

Ferrara Ferrara - Luigi Rosa

Mirabile esempio di città progettata nel Rinascimento, che conserva il suo centro storico intatto.

Con questa dichiarazione dell’UNESCO del 1995, Ferrara è entrata ufficialmente a far parte del patrimonio mondiale dell’Umanità. Un riconoscimento di enorme prestigio che stimola ancor più Ferrara a valorizzare il patrimonio artistico, culturale e gastronomico.

Gironzolare pigramente per le acciottolate strade medioevali, respirare i profumi del famoso pane, la “ciupeta”, appena sfornato, o della “salama da sugo” che sta lentamente cuocendo nelle cucine, è una gradevole esperienza. Il fruscio delle molte biciclette è la discreta colonna sonora della passeggiata, i saluti in dialetto scambiati da un lato all’altro della strada, la battuta con il negoziante sulla porta della sua bottega, ricordano che la vita qui scorre tranquilla e le relazioni interpersonali sono al primo posto. Una città a misura d’uomo.

Visitare Ferrara: arte e storia

La città è racchiusa, quasi protetta, dalle poderose mura e dominata dal trecentesco, imponente Castello Estense recentemente restaurato da Gae Aulenti. Ideato prima come fortezza per la protezione della famiglia d’Este, divenne ben presto la residenza della famiglia stessa.

Ferrara ha vissuto e metabolizzato i fasti della sontuosa e illuminata corte Estense, il genio di illustri letterati come Torquato Tasso e Ludovico Ariosto, la pittura metafisica di De Chirico nacque proprio qui. Giorgio Bassani ha trovato nel ghetto ebraico della città l’ispirazione per il suo celebre romanzo “Il giardino dei Finzi Contini“. Il ghetto testimonia la presenza della colonia ebraica fin dal 1400, grazie ai duchi d’Este che avevano concesso una particolare protezione anche ai fuggiaschi provenienti da altri stati europei. Una lapide all’imbocco di via Mazzini ricorda l’esistenza dei cinque portoni che dal 1627 al 1859 venivano chiusi tutte le sere per “proteggere” la comunità israelitica.

visitare Ferrara: palazzo dei Diamanti

Foto di loungerie (CC)

Nel Museo Ebraico, ospitato nella Sinagoga, sono esposte le chiavi di queste porte. Una peculiarità poco nota è che Ferrara è considerata la prima città moderna d’Europa. Questo grazie all’architetto e urbanista Biagio Rossetti che progettò e realizzò il raddoppio della città, fondendo le caratteristiche medioevali con altre prettamente rinascimentali. La sua opera è nota come “Addizione Erculea” commissionata nel 1492 – l’anno della scoperta dell’America! – dal Duca Ercole d’Este.

Altra grande opera del Rossetti è il Palazzo dei Diamanti, sede della prestigiosa Pinacoteca Nazionale e della Galleria d’Arte Contemporanea. Il Palazzo con le sue due facciate composte da 8000 bugne, pietre bianche sporgenti tagliate come diamanti, rappresenta uno dei simboli di Ferrara. Qui si susseguono a ritmo continuo mostre di grande qualità (consigliabile prenotare le visite).

Visitare Ferrara: maestri artigiani

Ferrara non è solo arte e qualità della vita; è anche il piacere della riscoperta di antichi piatti e di voglia di shopping facilitata dall’estro e dalla creatività particolare di alcuni maestri artigiani. Vicino al Castello Estense, per esempio, in via Borgo dei Leoni, troverete una simpatica accoglienza da Maris, una piccola e raffinata gioielleria, considerata il paradiso delle signore che desiderano gratificarsi – o essere gratificate… – con gioielli in pietre preziose e semi-preziose, creati dalla titolare. Oppure la Casa Musicale Strozzi che in 120 anni di attività ha costruito oltre un centinaio di organi. Interessanti anche le ceramiche artistiche ferraresi presso il laboratorio di Manuela Barattini in via Pomatelli, dove si usano ancora l’ossido di rame per il verde e l’ossido di ferro per il marrone, per realizzare ceramiche graffite secondo la tradizione rinascimentale.

Visitare Ferrara: sapori antichi

Non si può lasciare Ferrara senza aver peccato di gola assaggiando almeno tre specialità culinarie fondamentali: i cappellacci, la salama da sugo e il panpepato. I primi, sono tortelli fatti con zucca, parmigiano, uova, farina e noce moscata, e sono la specialità dell’Oca Giuliva, ristorante a due passi dalla duecentesca Cattedrale. La salama da sugo è un insaccato di suino molto aromatico, preparato artigianalmente dopo aver macinato coppa, coscia, guanciale, spalla un po’ di lingua e fegato, si aggiunge noce moscata, chiodi di garofano e cannella e abbondante vino rosso robusto. L’impasto è poi insaccato nella vescica del maiale. Dopo una stagionatura di alcuni mesi, si cuoce con procedure particolari per alcune ore. Da gustare al cucchiaio, accompagnata da purè di patate che ha la funzione di attenuare il sapore forte della salama. Da non perdere! Ultimo suggerimento il panpepato, inventato secoli fa dalle monache. Mandorle, miele, cacao, frutta candita, cannella, chiodi di garofano e cioccolato come copertura: una bomba energetica a forma di zuccotto, assolutamente particolare e sublime.

Visitare Ferrara: il Palio più antico del mondo

palio di Ferrara

Foto di Federico Campoli (CC)

I documenti ufficiali parlano chiaro: nel 1279, nasce il Palio di Ferrara. Oggi è il più antico del mondo! Una volta si disputava due volte all’anno: il 23 aprile in onore del patrono San Giorgio e il 15 agosto per celebrare la Vergine Assunta. Attualmente si corre l’ultima domenica di maggio in piazza Ariostea. Per tutto il mese in città si respira fermento e aria di festa nei fine settimana in occasione delle manifestazioni che precedono il Palio vero e proprio. E’ disputato dalle otto contrade della città e le corse, come antica tradizione vuole, sono sempre quattro: quelle delle putte (ragazze), dei putti, (ragazzi), delle asine e dei cavalli. Alla contrada vincitrice era assegnato il Palio, ovvero una stoffa decorata. Il secondo e terzo classificato ricevevano una porchetta e un gallo. Prima del Palio si svolge un meraviglioso corteo storico cui prendono parte un migliaio di personaggi per rievocare l’aspetto rinascimentale di Ferrara. Sfilano armigeri e sbandieratori, dame di corte, musici, gonfalonieri, tutti abbigliati con ricchissimi e pregiati costumi cinquecenteschi. Un editto di Ercole I invitava le putte maggiori di dodici anni “honeste e dabene” a partecipare alla gara. Il premio era un abbondante taglio di stoffa verde, le altre avrebbero ricevuto dal duca “pignolato novo per un guarnello”. Linguaggio ricercato e importante che oggi tradurremmo con un banale “tessuto misto lino e cotone per sottoveste”. Da non dimenticare, infine, un’altra iniziativa di risonanza internazionale, il Ferrara Buskers Festival dedicata agli artisti e musicisti di strada. Una festa che riserva sorprese ad ogni angolo, un’onda di allegria e suggestioni che vede le strade e le piazze dell’affascinante centro storico estense invase da migliaia di persone festanti.

Dove dormire. Alchimia a 100 metri dal Palazzo dei Diamanti.