San Francisco, l’anima ribelle degli Stati Uniti

Questo articolo è una tappa del viaggio di Enrico in California. Leggi l’itinerario completo qui »

Arrivando dallo Yosemite consegniamo subito la macchina all’agenzia di autonoleggio. L’addetto che la prende in consegna porta una maglietta con la scritta ‘Bush terrorista internazionale’. Siamo a San Francisco.

Questi 12 giorni in giro per la California sono stati una circospetta manovra di avvicinamento alla città che più di ogni altro luogo incarna l’anima libertaria ed ecologista degli States. San Francisco ci sorprenderà oltre le aspettative: un’avanguardia culturale e sociale, un’atmosfera spensierata e ospitale, ben lontana dai consueti ritmi frenetici delle metropoli. Senza dubbio, se dovessi scegliere una sola città da visitare durante un viaggio negli Stati Uniti o anche un posto per vivere, sceglierei San Francisco.

San Francisco, Golden Gate BridgeI panorami sull’oceano, il clima mite e le strade in salite disegnano un paesaggio urbano straordinario. San Francisco è in America (e nel mondo) una città che non assomiglia a nessun’altra. Basti dire che l’automobile non serve, un fatto stupefacente per gli Stati Uniti dove non possedere una macchina per spostarsi è qualcosa di inconcepibile. San Francisco è una città per le persone, non per le automobili. Ed è anche la città degli States con la migliore assistenza sanitaria, tanto che molti americani poveri e disoccupati decidono di trasferirsi qui, dove hanno almeno qualche servizio garantito.

A San Francisco si cammina molto e volentieri, nonostante le salite, ma c’è anche un trasporto pubblico che funziona bene, incentrato sul tram, mezzo ecologico per eccellenza. E scopriremo con spaesamento che sulle strade di San Francisco svolgono regolare servizio anche gli storici tram arancioni di Milano. Ci fermiamo 3 giorni, soggiornando in un semplice hotel nei pressi di Chinatown, un’ottima base sia per visitare la città che per uscire la sera. Ecco a mio giudizio i luoghi più piacevoli e i migliori locali dove abbiamo mangiato, ci siamo rilassati e divertiti.

Golden Gate Bridge. Il ponte dall’inconfondibile colore rosso è il simbolo di San Francisco. Inaugurato nel 1937, ai tempi della sua costruzione era il ponte sospeso più lungo del mondo. E’ lungo oltre 3 chilometri, che si possono perocorrere in auto, in bicicletta o a piedi. Bellissima la vista sul Golden Gate dal belvedere Vista Point, situato all’estremità nord del ponte.

Chinatown. E’ un piccolo angolo di Cina a San Francisco, dove i cinesi trapiantati qui da alcune generazioni mantengono molti usi e costumi della loro cultura tradizionale. Negozi, mercatini, ristoranti. Non ci sono attrazioni turistiche particolare, ma è piacevolissimo gironzolare, deviare dalla centrale e turistica Grant Avenue per immergersi nell’atmosfera autentica e rilassata delle stradine secondarie. Qui ovviamente non è difficile trovare un ristorante cinese, la cui frequentazione prevalentemente cinese è garanzia di autenticità. La nostra scelta è andata per il pranzo sul Lucky Creation, cucina cinese vegetariana, prezzi economici e frequentato anche dalle famiglie del posto. Per cena il più sofisticato e alla moda Brandy Ho, con piatti tradizionali della regione dello Hunan.

San Francisco, Libreria City LightsNorth Beach. E’ il quartiere italiano, ma è anche il luogo dove negli anni sessanta è nata la Beat Generation e dove ha sede la casa di produzione cinematografica di Francis Ford Coppola. E’ piacevolissimo soffermarsi nei bar dove turisti, stravaganti personaggi locali, perditempo e hippie settantenni bevono il caffé o una birra, mentre altri leggono o lavorano su internet con i loro Mac, collegati a una delle tante reti wireless gratuite disponibili. Da non mancare una visita alla libreria City Lights Bookstore (have a seat + read a book) e al Caffé Trieste. Per mangiare, ristoranti italiani e pizzerie ovunque, ambienti che sembrano usciti dai film di Coppola e Scorsese, con insegne luminose in stile belle epoque, camerieri in smoking e fotografie di Capri (inteso sia come isola che come Peppino) appese al muro. Per un pasto veloce si può andare da Mo, un locale spartano dove si mangiano i migliori hamburger di San Francisco, un posto straconsigliato con ottimo rapporto qualità prezzo.

Altre zone interessanti sono Mission e Castro. Il primo è un quartiere latino pieno di ristoranti messicani e con una vivace vita notturna. Castro, è un quartiere alternativo e sofisticato, epicentro della comunità gay le cui lotte per i diritti civili sono state raccontate nel film Milk di Gus Van Sant, con Sean Penn (Oscar Miglior Attore Protagonista) nei panni di Harvey Milk, attivista gay assassinato nel 1978 .

Vita notturna. Per il dopocena non mancano i locali con musica dal vivo. Un posto che mi è piaciuto da impazzire nella sua semplicità è il Saloon, piccolo strepitoso locale nella zona di North Beach con birra a prezzi onestissimi e buonissima musica blues dal vivo.

Il viaggio in California continua… A Los Angeles