Visitare Assisi: il lato profano della città

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Assisi, ricca di luoghi di culto e itinerari religiosi legati a San Francesco e Santa Chiara, è tradizionalmente la città dei pellegrinaggi. Ma oltre a questo aspetto preponderante e più noto, la città offre anche molte altre attrattive terrene. Di seguito vogliamo spiritosamente delineare qualche itinerario profano per gaudenti, alla ricerca della soddisfazione di tutti i vizi nella capitale della spiritualità. Lasciatevi tentare…

Superbia (della città)

Se la superbia consiste nel sentirsi superiori agli altri, da questo punto di vista Assisi è a ragione una cittadina spettacolare e superba. La sua storia ha origini antiche, circa 1000 anni prima di Cristo, quando la popolazione degli Umbri si insediò in queste zone fino a che non venne assorbita dagli Etruschi. Dopo la battaglia di Sentino (295 a.C.) i Romani ne assunsero il controllo e diedero vita a un lungo periodo di prosperità che durò sino al saccheggio dei Goti nel 545. Nacquero in questo periodo le mura di protezione, il foro, l’anfiteatro e il grande Tempio di Minerva. E le rovine romane sono davvero dei reperti invidiabili.

Invidia (dei resti romani)

I reperti romani possono fare invidia a tante altre località. Quello meglio conservato e più interessante, è il Tempio di Minerva che risale al primo secolo d.C. e possiede una facciata con sei colonne scanalate e capitelli corinzi. È uno degli esempi più belli dell’architettura sacra romana, edificato sul terrazzamento centrale della città che si affaccia sul foro, con una cella quadrangolare centrale preceduta da un pronao molto breve, anche se nel XVII secolo i muri laterali sono stati incorporati nella chiesa di S. Maria. Il foro pavimentato con lastre quadrangolari di calcare, un tempo circondato da un porticato di colonne doriche, oggi è sede del museo del Foro Romano che raccoglie testimonianze funebri come lapidi, sarcofagi, cippi, ma anche statue e affreschi delle domus romane. I resti delle mura romane si trovano per tutta la città, persino nelle abitazioni private e nei ristoranti, oltre che all’interno di costruzioni religiose successive, come per esempio il pozzo sul sagrato della Chiesa Nuova o come la casa di Properzio o della Musa, una domus del I secolo d.C. che si trova sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore.

Assisi, foto

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Ira (se si perdono gli eventi dei dintorni)

I dintorni della città (Perugia, Spoleto, Spello, Gubbio…) non solo sono molto belli e facilmente raggiungibili facendo tappa ad Assisi, ma ospitano anche numerosi festival ed eventi molto ghiotti. Vale la pena di informarsi, capitare nel periodo sbagliato può suscitare un moto di rabbia! Il giovedì, venerdì e sabato dopo il primo maggio, ad Assisi si svolge il Calendimaggio durante il quale la città, divisa in due parti, si contende la conquista del palio, a suon di canti, balli e rappresentazioni farsesche. Tra maggio e giugno a Spello si svolge l’infiorata, una manifestazione durante la quale vengono composti enormi disegni (le infiorate appunto) realizzate con fiori e foglie. Tra giugno e luglio è imperdibile il Festival di Spoleto, noto anche come Festival dei due Mondi, tra musica, danza, teatro e spettacolo. In luglio l’evento più importante della zona è sicuramente l’UmbriaJazz di Perugia, che prevede due settimane di concerti jazz gratuiti e a pagamento con jam session che si protraggono fino a notte nelle enoteche e nei locali notturni, con ospiti di fama internazionale. Mentre in ottobre, sempre a Perugia, si svolge l’Eurochocolate, che trasforma le piazze e il centro della città in un’esposizione di cioccolata con ampie possibilità di degustazione. Ma qui si cade nel peccato di gola.

Gola (l’eccellenza della gastronomia umbra)

La cucina umbra è tra le più rinomate del nostro Paese. E qui peccare di gola non solo è inevitabile, ma anche estremamente piacevole. Le specialità da assaggiare nei ristoranti o da acquistare come souvenir per il ritorno sono tantissime. A cominciare dagli antipasti come le bruschetta umbra o i crostini di cinghiale, con il pregiato olio locale, naturalmente, continuando con le paste fatte in casa e a mano come gli umbricelli, gli spaghetti alla boscaiola, le tagliatelle alla norcina, passando per gli stringozzi conditi con sugo d’oca, gli abbacchi e scottadita, fino ai piatti a base di funghi (porcini soprattutto) o di tartufo. Vanno poi ricordati (e assaporati) i salumi (anche di cinghiale) e formaggi (freschi e stagionati) di prima qualità, oltre ai vini eccellenti come il Bianco e il Rosso di Assisi e i dolci tipici come i tozzetti (ottimi con il vinsanto). Un buon indirizzo? Le Silve, ristorante vicino ad Assisi che oltre alla cucina tipica a “km 0”, offre menu per vegetariani, vegani e chi è allergico al glutine (d’obbligo la prenotazione).

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Accidia (e un po’ di ozio per i più pigri)

Dopo le passeggiate e le mangiate, un po’ di riposo e di pigrizia sono consentiti, anzi doverosi in vacanza. E i giardini, i parchi, le possibilità di stendersi al sole di primavera all’ombra dei cipressi non mancano. La città è molto verde, e anche le costruzioni storiche e religiose sono circondate da una natura meravigliosa, che stimola il riposo e la contemplazione. Come le soste sulle terrazze della città che dominano la valle umbra regalando panorami davvero riposanti e suggestivi.

Avarizia (e prezzi modici)

Per gli avari o semplicemente per chi vuole viaggiare a prezzi contenuti le possibilità sono tante. Sia per mangiare che per dormire. Prenotando in tempo si trovano alberghi economici e sistemazioni con un ottimo rapporto di qualità/prezzo. La città offre anche numerosi ostelli e persino delle soluzioni per campeggiatori come il camping Village Assisi, a 3,5 km dalla città.

Lussuria (e dintorni)

Per concludere, Assisi è sicuramente una meta lussureggiante e, se non siete avari (o figli della crisi economica) potete anche concedervi ristoranti e alberghi di lusso. Quanto alla lussuria vera e propria, la città non offre nulla di più degli altri luoghi, organizzatevi come siete soliti fare in questi casi e, per sicurezza, portatevi l’occorrente da casa.