Viaggi in treno, i più belli d’Italia

viaggi in treno CC Vasile Cotovanu

I viaggiatori si dividono equamente tra fans dell’auto e amanti del treno: ognuno con le sue ragioni (ti dà più libertà, fai quello che vuoi, quando ti pare scendi… Le argomentazioni sono interscambiabili). Senza prendere posizione sulla querelle, questo articolo è dedicato ai secondi: ci sono infatti in Italia almeno tre linee ferroviarie che gli appassionati di binari traversine e vagoni inseriscono tra i top ten mondiali, per i percorsi effettuati, i territori attraversati, le soluzioni ingegneristiche escogitate per superare gli ostacoli naturali dei passaggi più impervi. Insomma: quando la vera meta è il viaggio stesso…

Volando sulle cento valli

Da Domodossola a Locarno, dalla Val Vigezzo italiana alle cosiddette Cento Valli della Svizzera: 52 km di strapiombi, ponti, torrenti, boschi, villaggi alpini. 83 ponti e 34 gallerie. Ogni tappa del percorso offre punti di partenza per splendide passeggiate ed escursioni in montagna. Capolavoro ingegneristico del 1923 (anche se il progetto muove i primi passi già nel 1898), in circa 105 minuti collega, con i caratteristici piccoli vagoni bianchi e blu, 22 pittoresche stazioni di montagna dell’Ossola fino a raggiungere le sponde (elvetiche) del Lago Maggiore. In certi punti – ad esempio sui ponti in ferro più famosi, come quelli di Camedo e di Intragna – si guarda dal finestrino e si ha davvero la sensazione di volare sulla valle, come sospesi nel vuoto. Magari soffrite di vertigini, ma fatevi forza e guardate fuori con sicurezza: lo spettacolo vale davvero il prezzo del biglietto (non basso, certo, ma una ferrovia così ha i suoi costi di manutenzione – e in ogni caso sono previste tariffe ridotte per il biglietto turistico, valido per un’intera giornata, per cui il risparmio alla fine è notevole). I giornali dell’epoca, il giorno dell’inaugurazione, descrissero la nuova linea con lo stile immaginifico tipico dell’epoca: “arditissimi ponti”, “treno trasformato in una specie di acrobata gigantesco”, “praterie idilliache” e “altipiani erbosi” – eppure, per una volta, bisogna ammettere che quelle espressioni in genere retoriche in questo caso descrivono al meglio l’impressione che fa un viaggio su questo leggendario “trenino”. Il sito ufficiale della linea lo trovate qui: www.centovalli.ch

Il treno dei ghiacci

Trenino rosso

CC zak mc

Siamo ancora sul confine tra Svizzera e Italia, per una bella gita da effettuare magari partendo da Bormio. Tirano, infatti, è lì vicina – e lì si può prendere il famoso Trenino Rosso, uno dei tratti dell’incredibile gruppo delle Ferrovie Retiche che in particolare unisce la Valtellina all’Engadina svizzera, portandoci fino a Sankt Moritz. Qui nasce l’Adda, che ci si lascia a Sud, inerpicandosi verso il Nord, lungo le pendici del massiccio del Bernina. Nemmeno due chilometri e si valica il confine: occhio alla carta d’identità! Il panorama è talmente spettacolare che le carrozze di alcuni treni sono addirittura dotate di ampie vetrate che sostituiscono persino il soffitto, proprio per far godere ai viaggiatori l’indescrivibile spettacolo dell’attraversamento del ghiacciaio. Le intelligenti soluzioni ingegneristiche adottate (nel 1910!) per superare un dislivello di più di 1800 metri e attraversare un territorio in condizioni così proibitive sono talmente ben integrate col territorio circostante e rappresentano un tale patrimonio di conoscenze tecniche che dal 2008 il percorso e la ferrovia sono stati inseriti nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Il viaggio comincia dall’ottimo sito ufficiale: www.bernina-express.com, dove potete anche trovare spunti e suggerimenti per combinare il viaggio in treno con soggiorni nelle tappe intermedie. Sul sito trovate alcuni itinerari già organizzati, ma ovviamente potete costruirvi il vostro itinerario tra i ghiacci come meglio credete, destreggiandovi tra orari, tempi e budget (è un treno svizzero, ricordatevelo: è puntuale, d’accordo – ma la puntualità ha i suoi costi…).

Il treno del mito

Orient Express

CC Generalnoir

In Italia oggi fa tappa anche un altro treno che ha un posto d’onore nella mitologia dei viaggiatori: l’Orient Express. Era il treno della Belle Époque: inaugurato nel 1883 portava i viaggiatori da Parigi (Gare de L’Est) fino all’esotica Costantinopoli – Istanbul, cioè. Era davvero la porta (ferroviaria) dell’Oriente, l’unione tra due civiltà, tra le capitali di due mondi così diversi. Per il viaggiatore europeo occidentale divenne presto un mezzo di trasporto quasi incantato, che gli consentiva di raggiungere un altrove esotico e favoloso: non ci volle molto perché il treno diventasse ambientazione privilegiata di racconti storie e vari sogni d’avventura. Lo troviamo già nel Dracula di Bram Stoker (1897), ma per tutti gli altri esempi successivi citiamo solo l’arcinoto Assassinio sull’Orient Express, della maestra Agata Christie, di cui consigliamo caldamente la lettura prima, e poi la visione, nell’adattamento cinematografico di Sidney Lumet. È il modo migliore e più economico per farsi un’idea del viaggio in questione. Perché per farlo invece di persona, di soldi ce ne vogliono parecchi, diciamoci la verità. L’ultimo viaggio del “vero” Orient Express fu nel 1977, ora la linea è stata ripristinata da una compagnia di viaggi extralusso. In pratica è una crociera su treno, le cui carrozze sono state ricostruite o addirittura restaurate con scrupolo filologico e attenzione ai dettagli. Potete fare un bel viaggio stile anni ’30 da Venezia a Vienna per “soli” 1040€ a persona, dormendo una notte in una cabina letto d’epoca. Be’, pensateci: nel caso, tutte le proposte e le date di partenza le trovate nel sito ufficiale del “nuovo” Orient Express: www.orient-express.com