Umbria, i 5 borghi più belli

Umbria, borghi più belli CC bittidjz

Arrone

Agli albori della nostra storia i colli dove ora sorge Arrone facevano probabilmente parte di un’area sacra, a giudicare dai reperti trovati in località Tripozzo. Arrivano le invasioni barbariche, l’Impero si sfascia, la gente scappa sui colli e fortifica gli insediamenti: la famiglia degli Arroni si assume il compito di proteggere la comunità diventandone poi feudataria. Poi, nel 1347, gli abitanti di Arrone danno vita a un Comune autonomo e libero, finché non finirà inglobato nel pontificio Stato della Chiesa, fino all’Unità d’Italia. Il tratto distintivo del Borgo è il carattere medievale che caratterizza la fisionomia urbanistica delle case, dei palazzi, delle chiese, dei conventi, dei castelli… Siamo in Provincia di Terni, nella valle del fiume Nera, le cui acque segnano la fortuna degli abitanti della zona: la terra è fertile, la corrente muove i mulini. Al fiume Nera è legata anche la rivalutazione del Borgo oggi: Arrone infatti è comune del Parco del Nera ed è da lì che partono e si organizzano belle passeggiate tra i boschi circostanti e i reperti archeologici d’epoca romana, escursioni in mountain bike, e soprattutto emozionanti discese in canoa lungo il fiume. Il rafting infatti è la passione comune degli abitanti del Borgo: il 6 gennaio, ad esempio, la Befana arriva dai bambini in canoa; a Luglio, quest’anno, erano tutti a fare il tifo per i Campionati di Canoa sul Nera; il 19 settembre oltre 100 iscritti, ognuno con la propria canoa o il proprio kayak, alla Maratona Fluviale – che, visto il successo riscontrato, si rifarà anche nel 2012. Il borgo si trova vicino al Parco delle Marmore, con la famosa Cascata. Per vedere lo spettacolo naturale le info le trovate qui; mentre per le dritte su Arrone, visitate questa pagina.
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Bevagna

Ancora una volta, l’acqua è elemento dominante la ricchezza e la generosità della terra che determina vite, economie e paesaggio. Bevagna era famosa già in epoca romana come “la Nebbiosa” e non è cambiato niente. Neanche il Mercato delle Gaite – questo di origine medievale – una spettacolare rievocazione con costumi medievali e iniziative. Il Borgo si è conservato quasi intatto nell’impianto trecentesco. Basta stare in Piazza Silvestri, nel cuore di Bevagna, per avere un colpo d’occhio della storia e della bellezza che ci circonda: qua il Palazzo dei Consoli, là la Chiesa di San Michele, più in fondo quella di San Silvestro, San Domenico e poi, incastonati tra i muri, i resti dell’antico teatro romano, del tempio e delle terme.
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Bettona

Qualcuno ha scomodato i Fenici, per spiegare il nome del Borgo. In realtà Bettona è deformazione dell’Etrusco Vetumna, che significa “Paese degli Antichi” – tanto per farci capire da quanto tempo la zona sia abitata e quanta Storia vi si sia sedimentata. Anche qui, manco a dirlo, avete Medioevo a ogni angolo. Non potete mancare il Palazzo del Podestà, del 1371: oggi è la sede della Pinacoteca Comunale e al suo interno troverete la Madonna della Misericordia del Perugino – uno preso a modello da Raffaello per lo Sposalizio della Vergine, tanto per intenderci. Finora non abbiamo fatto cenno alla cucina di questi borghi: lo facciamo qui, ricordando la tipica Torta al Testo. Non è un dolce, è una focaccia cotta su una particolare pietra, “il testo”, appunto, farcita con affettati e formaggi. Vi sembra troppo semplice? Be’, assaggiatela, e poi vediamo se volete ancora qualcosa di più elaborato… Per maggiori info sul borgo, cliccate qui.
» Dove dormire a Bettona: Tenuta Del Perugino

Citerna

Citerna, Umbria

CC Monica Arellano-Ongpin

Chissà, forse questo è il paese delle cisterne: il suo nome deriverebbe dalla caratteristica di averne molte, per conservare la preziosa acqua. Fattosta che questo paese oggi al confine tra Umbria e Toscana ha conosciuto una storia molto simile agli altri. Prima città umbra a far parte dello Stato italiano nel 1860, Citerna sorveglia l’alta valle del Tevere e questo ci fa capire l’importanza strategica della postazione, fin da subito rinforzata con torri di vedetta e relativo fortilizio. Nel tempo, il punto di guardia è diventato un castello, la Rocca, e una cinta muraria con camminamenti coperti che oggi si possono percorrere – anzi: si devono percorrere, perché sono uno spettacolo – ai piedi dei quali si è sviluppato poi il resto del borgo sottostante, collegato all’antica acropoli da un dedalo di viuzze che tortuose seguono le asperità naturali del colle. C’è una particolarità: l’altro collegamento tra parte alta e parte bassa del Borgo è dato dagli “Ammassi”, passaggi sotterranei e gallerie un tempo sicure vie di fuga, oggi percorso suggestivo che da solo dà il senso della visita al Comune. Quando avrete finito anche voi il vostro giro di ronda, come le guardie medievali, tornate all’aperto sulla splendida Piazza Scipioni e godetevi il panorama: il Tevere circondato dalla corona degli Appennini che inizia al Monte de La Verna, dai ricordi francescani, a Nord e si chiude a Sud tra i Monti Sibillini. Una volta da lì si vedevano arrivare gli eserciti; oggi, solo turisti… Qui trovate le informazioni necessarie per scoprire questo tesoro nascosto.
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Giove

Il nome del borgo potrebbe derivare da “giogo” che sarebbe quello dei monti che proprio qui incontrano un passaggio obbligato, una sella – una giogaia appunto – dove passa l’unica strada praticabile. Ne avrete già colto l’importanza strategica e già vi immaginerete mura di cinta, torre e castello. Perfetto. Qui però non abbiamo il Medioevo, a dominare l’architettura, ma l’imponente ‘600 del Palazzo dei Duchi Mattei che si affaccia sulla valle del Tevere. Non fatevi intimorire dalla massiccia struttura ed entrate per una visita: androni decorati, loggiati e appartamenti nobiliari vi aspettano coi loro affreschi e stucchi pregiati. Passando per le stanze, potete tenere il conto delle finestre: dicono che siano 365, una per ogni giorno dell’anno. Io ho cominciato il conto, ma non sono arrivato alla fine. Per maggiori informazioni visistate questo sito.
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Vi invito a fare un giro per l’Umbria e scoprire tutti gli altri fantastici Borghi d’Italia. Scriveteci il vostro preferito!