Capodanno in Vietnam, il Tết Nguyen Dan

capodanno in Vietnam CC Staffan Scherz

Se state pensando a un viaggio in Vietnam potreste decidere per un periodo attorno all’ultima decade di gennaio e la prima di febbraio, è tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera che i Vietnamiti festeggiano una delle loro più importanti festività: il Tết Nguyen Dan, ovvero il Capodanno. Il Tết vietnamita deriva da quello cinese e segue l’inizio dell’anno lunare: il suo significato è legato al risveglio della vita ed esorcizza il passaggio da una stagione a un’altra con precisi rituali e cerimonie, questo stesso giorno è anche considerato il primo giorno di primavera. Per l’anno alle porte il Tết cadrà il 23 gennaio e segnerà l’ingresso nell’anno del Dragone.

Settimana di preparativi

La festa, secondo la tradizione, inizia sette giorni prima dell’anno nuovo quando il genio del focolare – Ong Tao o Mandarin Tao – lascia la propria dimora per riferire all’imperatore di Giada un resoconto sull’operato nell’anno appena trascorso della famiglia di cui è protettore. I membri della famiglia, tramite gli antenati, fanno offerte a Ong Tao, cosicché possa riportare un messaggio positivo durante la sua missione nei cieli.

Iniziano i preparativi, le danze del leone colorano le strade per scacciare gli spiriti malvagi, i mercati e i negozi gremiscono di gente impegnata a comprare cibi, amuleti e immagini sacre da donare a questo scopo. E’ anche il momento di acquistare il cay quat, l’albero del capodanno (da noi conosciuto come mandarino cinese) simbolo di abbondanza, oltre a svariati fiori e addobbi per la casa.

In campagna è costume erigere nella piazza principale del villaggio il cay neu, una lunga stanga di bambù sulla cui cima è sistemato un cerchio dove è posta una corona di spine e degli oggetti votivi; al cerchio sono appesi campanelli e khanh, piccole sagome d’argilla che mosse dal vento producono una dolce melodia. La funzione del cay neu è di segnalare la giusta via agli spiriti buoni e di intimorire quelli maligni tramite la corona di spine e le statuette.

Capodanno in Vietnam: Tết Nguyen Dan

CC Staffan Scherz

Come in Occidente si pensa anche ai regali: banconote nuovissime in numero pari sono inserite in buste rosse decorate da donare ad anziani e bambini, rametti di pesco si regalano per scacciare il male, riso per augurare abbondanza. L’altare è allestito affiancando alle foto degli avi cibi e bevande, la casa è ripulita per bene e le finestre sono aperte: ci si libera del vecchio e del passato, con i suoi problemi e difficoltà, e si apre l’ingresso al nuovo e all’abbondanza.

Il Tết è sentito come festa di comunione e ogni vietnamita cerca, ovunque dimori, di trascorrerlo con la propria famiglia e di omaggiare le tombe dei propri antenati. I giorni che precedono il capodanno sono di conseguenza un delirio di gente che si sposta di città in città.

La vigilia

Il giorno della vigilia tutti i componenti di una famiglia si riuniscono e iniziano i preparativi per la cena mentre raccontano storie, rispolverano ricordi e intonano canzoni. Arrivati a sera il capofamiglia accende bastoncini d’incenso e li sistema sull’altare degli avi, appoggia bicchieri di alcol di riso, tazze di tè, fiori e una scodella d’acqua (di recente anche coca-cola e bibite simbolo del benessere occidentale). Gli spiriti mangeranno e berranno solo l’anima delle offerte, che saranno poi consumate nei giorni seguenti dai membri della famiglia.

Si consuma l’ultima cena dell’anno con la consapevolezza che nessuno dormirà questa notte: tutti aspetteranno svegli, come accade anche da noi, l’anno nuovo. A mezzanotte il capofamiglia intona le preghiere tradizionali, invitando anche i propri antenati, per un nuovo inizio di pace e prosperità. Nei parchi e nelle piazze della città i giovani si ritrovano per scatenare un fragoroso rimbombo di tamburi e fracasso di lattine: si cerca di far più rumore possibile per scacciare definitivamente gli spiriti maligni (fino al ’95 il compito era svolto da petardi e fuochi d’artificio, ora proibiti).

L’anno nuovo

L'anno nuovo

CC Staffan Scherz

Le prime ore del nuovo anno sono particolarmente importanti: ciò che succederà potrebbe condizionare gli avvenimenti dell’anno nel bene e nel male. I Vietnamiti ritengono che la prima visita che una famiglia riceve determinerà le fortune dell’intero anno: di conseguenza se non si è ricevuto espressamente un invito è meglio non improvvisare una visita. Per gli stessi motivi ognuno deve prestar attenzione a non rompere oggetti, arrabbiarsi o essere scortese.

Il primo giorno dell’anno è riservato alla propria famiglia (da parte del marito). Si dispone il cibo sull’altare per il primo pasto degli antenati appena tornati e poi ci si abbuffa per celebrare l’anno nuovo. Il cibo ha un ruolo molto importante durante il Tết: alcune pietanze sono preparate soltanto in quest’occasione e richiedono tempi lunghissimi. È il caso delle tradizionali bánh chung, torte di riso, uova e carne avvolte in foglie di banana, la cui preparazione richiede dodici ore. Non mancano poi cibi tradizionali come la carne di maiale, il pollo al vapore, la zuppa di bamboo, le cipolline in salamoia .

Nei tre giorni successivi di festa il cerchio delle visite si allarga: il secondo giorno è dedicato ai parenti della moglie, il terzo è esteso alla comunità (in particolar modo insegnanti, medici e persone influenti). Durante il quarto giorno i negozi e le banche riaprono e si iniziano di slancio le attività, facendosi magari predire la sorte da indovini al passo con i tempi: oggigiorno tramite il computer…

Dove festeggiare il Tết?

Ovunque vogliate trovarvi per festeggiare il capodanno vietnamita, una cosa è certa: organizzatevi per tempo. L’intera popolazione del Vietnam si mobilita e prende d’assalto i mezzi pubblici. Inoltre molti ristoranti e negozi chiudono per una decina di giorni, il tempo necessario per consentire le visite alle famiglie.

Se vi trovate ad Hanoi non perdete il mercato dei fiori allestito per l’occasione, tra Pho Hang Dau e Pho Hang Ma. A Ho Chi Minh c’è invece il DL Nguyen Hue. Il nostro consiglio è però Hoi An, una città relativamente piccola e ben attrezzata per i viaggiatori. Lungo il fiume si trovano diversi ristorantini, dove gustare uno strepitoso Cao lầu a base di noodles, e cybercafe. La città è famosa per le lenaterne e la ceramica (ci sono diversi piccoli musei che ne testimoniano l’importanza). Trascorrere qui il Tết ha un certo fascino: le luci sull’acqua fanno da scenario alla parata delle lanterne, a una sfilata di “auto in fiore” oltre alla tradizionale danza del leone. È meraviglioso ammirare le barche sul fiume mentre liberano in acqua centinaia di barchette di carta colorate illuminate da candele. Durante le feste ci sono diverse competizioni gratuite cui assistere, dalle arti marziali agli scacchi, dalla danza alla calligrafia.