Antananarivo, cosa vedere in due giorni

Antananarivo, Madagascar
Questo articolo è una tappa del viaggio in Madagascar di Carla. Leggi l’itinerario completo qui »

È molto probabile che il vostro viaggio in Madagascar inizi ad Antananarivo, la capitale, soprannominata Tana. La città non fa eccezione rispetto a tante altre capitali dell’Africa: le sue strade sono caotiche, la povertà è diffusa e l’aria è irrespirabile per lo smog dei tubi di scarico. Ma se vi fermate scoprirete che ha molto altro da offrire.

Noi arriviamo di mattina molto presto al modesto aeroporto Itavo e smaltite le operazioni di visto e dogana cambiamo i soldi al bureau Socimad aperto 24h e indicato come il più conveniente. Ci immergiamo immediatamente nell’atmosfera malgascia, conquistando a fatica l’uscita tra numerosi tassisti e facchini alla ricerca di clienti. Il centro (Analakely) dista circa 15 chilometri, siamo indecisi tra il taxi-be e il bus che parte da Ivato a 1 chilometro di distanza, a prezzi stracciati (da evitare di notte). Per i taxi, è bene informarsi sui costi e negoziate il prezzo prima di partire. E’ possibile anche noleggiare un’auto, ma solo se avete il coraggio di affrontare il terribile caos della capitale.

Ci fermiamo ad Antananarivo un paio di giorni, per ottenere le informazioni che ci servono per il nostro tour in Madagascar e per visitare la città. Spostarsi non è facile. I nomi delle strade sono scarsamente indicati, a volte in malgascio a volte in francese. In ogni caso raramente sono conosciuti dai locali ed è più facile ottenere informazioni indicando un luogo noto. In città ci si sposta a piedi o in taxi, evitando le ore di punta. Si possono usare anche o mezzi locali: in taxi-be o bus che attraversano tutta la capitale fino a circa 15 chilometri nei dintorni. Non costano quasi nulla, ma sono alquanto faticosi.

Tana si estende su 18 colline intorno ai 1400 metri con picchi fino a 2600 ed è popolata da oltre un milione e seicentomila abitanti. Stradine tortuose rese tipiche dai tetti delle case, da un’interessante architettura, dai numerosi e vivaci mercati e i venditori ambulanti ovunque. La gente appare sorridente, comunque vada la vita. Un sottile incrocio tra Africa e Asia, più marcato quest’ultimo tra i Merina, etnia di questa regione, anche se a Tana è possibile incontrare al completo il mosaico dei 18 principali gruppi etnici che compongono il Madagascar.

Antananarivo. Madagascar

Tra città bassa e città alta

Il centro si divide in due parti. La Città Bassa, è la zona commerciale più frenetica e inquinata, il cui fulcro è Avenue de l’Independance con edifici che ricordano la colonizzazione francese, banche e alberghi, e l’affollato mercato di Analakely.

La Città Alta si raggiunge dal mercato con una ripida scalinata. E’ la parte più tranquilla e ricca di antichi edifici. Salendo per piccole e serpeggianti stradine, un via vai di gente e bambini che scorrazzano e giocano a pallone, si raggiunge il Palazzo della Regina, il Rova che domina dal colle più alto la città e tutto il Lago Anosy. Il Palazzo è stato gravemente danneggiato da un incendio nel 1995. Il panorama dai belvedere è superbo, soprattutto prima del tramonto quando le colline si illuminano in modo spettacolare. A poche centinaia di metri si trova il palazzo barocco sede del Museo Andafivaratra, con collezioni dell’epoca dei Merina.

Ridiscendiamo per una facile strada verso il Lago Anosy nel centro del quale si trova un grande angelo bianco, monumento ai caduti nella prima guerra mondiale.

Camminiamo in direzione sud sotto filari di jacaranda che costeggiano il lago, bellissimi alberi che a novembre si tingono di fiori color malva, fino a raggiungere il vivace mercato dei fiori. Un’esplosione di colori e di piante di ogni tipo, tra cui quelle carnivore, gigantesche “corna di cervo” (platicerium), buffi baobab nani, orchidee, di cui il Madagascar vanta oltre un migliaio di specie, di cui 90% endemiche.

Mercato dei fiori, Antananarivo

Mercato dei fiori, Antananarivo

I mercati di Antananarivo

I mercati di Tana con i loro prodotti alimentari, artigianali, sono una meraviglia. Lo Zoma, entrato nella leggenda, è stato fino al 1994 tra i più grandi e spettacolari mercati al mondo, poi diviso in quattro per motivi di sicurezza e d’igiene. Tra i più importanti, l’Andravoahangy, a nord est del centro, dall’atmosfera tipicamente malgascia, il mercato coperto di Analakely, affollato e vivace, il noto e più turistico mercato artigianale della Diga sulla via per l’aeroporto, il mercato comunale Petite Vitesse e altri ancora. Per ora ci divertiamo a guardare, riservandoci il piacere degli acquisti al nostro ritorno a Tana alla fine del viaggio. Avremo solo l’imbarazzo di scegliere tra i tanti e bellissimi oggetti d’artigianato a poco prezzo: splendidi fossili di legno, ammoniti, carta antemoro, prodotti in corno di zebù, batik, tovaglie ricamate, pregiati prodotti intagliati nell’ebano.

Nelle vicinanze del Mercato della Diga entriamo in una delle tante botteghe per la lavorazione della carta antaimoro ricavata dalla corteccia di avoha, un albero che cresce nel sud del Madagascar. La si riduce in pasta lavorandola con l’acqua, si stende e una volta essiccata al sole si decora con foglie e petali di fiori e così si realizzano buste, carta da lettere, abat-jour, splendide tele da incorniciare. Nella bottega non hanno una grande scelta, a differenza del mercato, ma è molto interessante osservarne la realizzazione.

carta antemoro

Lavorazione carta antemoro

Dove mangiare. Di sera non siamo fortunati. Piove e fa freddo, ma ritorniamo ugualmente al Palazzo della Regina dove avevamo notato un ristorantino con belvedere sulla città, Le Grill du Rova che organizza anche balli tradizionali ed eventi musicali. Il taxi andata e ritorno qui è d’obbligo. Non vediamo il panorama, ma la cena accanto al caminetto acceso è ottima, a base di bistecca di zebù.

Dove dormire. Alloggiamo al Mellis Hotel, che ha il pregio di essere in centro e vicino a diversi ristoranti. Peculiarità da non sottovalutare, se non volete sempre spostarvi in taxi la sera.

Il viaggio in Madagascar continua nella città delle terme e dei pousse-pousse: Antsirabe