Milano, itinerario tra San Lorenzo Maggiore e la Darsena

itinerari Milano: Darsena La Darsena in un dipinto di Luigi Bisi (1835)

C’è una Milano diurna, ordinaria e caotica, trafficata e nevrotica, sempre di fretta e di corsa, ma questa è solo una minima parte della città dai mille angoli nascosti e dalle sorprese sempre pronte a presentarsi solo agli occhi più attenti.

Prendiamo per esempio la zona sud di Milano, in particolare il pezzettino che va dall’inizio di corso di Porta Ticinese e arriva alla Darsena: solo 500 metri, eppure una successione interminabile di case di ringhiera, piccole stradine di origine nota ma destinazione sconosciuta, piazze tutte da vivere e scorci di epoche leggendarie.

All’interno di questo itinerario – uno dei più tracciati anche dal popolo della notte – troviamo tre simboli tra i più rappresentativi della città, tre luoghi a cui gli abitanti di Milano sono affezionatissimi e che solcano di continuo, anche solo per avere un’ottica differente e riposare la vista.

Partiamo dal primo, San Lorenzo Maggiore: luogo di culto edificato in età romana, la basilica eretta tra la fine del IV e l’inizio del V secolo è una delle chiese più antiche di Milano. Armonica all’esterno e imponente dall’interno San Lorenzo ha attraversato tutta la storia della città, i suoi momenti più difficili e le sue giornate più gloriose e rappresenta la Milano romana, che a sentirlo oggi un po’ fa sorridere.

Di fronte alla basilica, a pochi passi dalla medievale Porta Ticinese, troviamo le colonne di San Lorenzo: anch’esse edificate in età romana, rappresentano per tutti i cittadini, milanesi e non, e soprattutto per i giovani, un punto di ritrovo insostituibile per le notti d’estate. Sono lo scenario ideale per chi volesse trascorrere una serata all’aperto tra una birra e due chiacchiere e a volte assistere o partecipare alle danze più sfrenate. Imperdibili, permettono di capire il vero spirito che permea ormai le strade di Milano, in una dimensione sociale meticcia e vivacissima.

Fino al 1935 lo spazio tra la chiesa e le colonne era occupato da vecchi edifici popolari, e la facciata della basilica era interamente circondata da vecchie case. Il piano di rinnovamento decise di aprire la piazza abbattendo un angolo cittadino sì fatiscente ma estremamente pittoresco, che nascondeva storie maledette e epopeee popolari.

DARSENA, MILANO

CC Sgt. Pepper57

Proseguendo lungo Porta Ticinese verso piazza XXIV maggio troviamo un’altra basilica, Sant’Eustorgio, altro pezzo antico e pregiato delle tantissime chiese milanesi: costruita nel IV secolo, ha in sé il fascino e la forza di una grande leggenda, quella dei Magi. Si narra infatti che il carro che portava le reliquie dei Re Magi si fermò inspiegabilmente, le ruote erano pesanti come macigni, e i buoi e i cavalli non riuscivano ad andare oltre. Così il vescovo dell’epoca, Eustorgio, dovette abbandonare l’idea di avere le reliquie dei tre santi nella cattedrale e si dovette costrure la Basilica fuori dalle mura cittadine.

In seguito Federico Barbarossa saccheggiò i celebri resti che solo nel 1906 poterono fare ritorno da Colonia, dove erano stati portati, alla basilica milanese. Al suo interno Sant’Eustorgio ha un edificio romanico e diversi affreschi di scuola giottesca. Curiosità, il campanile ospita un concerto di 6 campane e in alto non è posta una croce, come da tradizione, ma una stella a 8 punte, quella dei Magi, per indicare la presenza delle loro reliquie nella Basilica.

Arrivando in piazza XXIV maggio e superandola in direzione di via Gorizia, incontriamo la Darsena, in assoluto uno dei luoghi più visitati da sempre di Milano. Punto d’incontro tra il Naviglio Pavese e il Naviglio grande, la Darsena è stata per decenni il porto di Milano, luogo di traffici, commerci e opera di idraulica unica nel suo genere.

Uno dei porti più importanti d’Italia, ha avuto una storia soggetta a continui ribaltamenti e variazioni: nata nel XVI secolo, è diventata da subito simbolo in cui la città si è riconosciuta e attraverso la quale ha attraversato i secoli. Di recente, e soprattutto negli anni 70, la Darsena ha rappresentato il cuore popolare e bohémien di Milano, con le famose osterie dove si andava avanti a bere e a discutere di sogni e rivoluzioni fino a notte fonda.

Fino ad arrivare a oggi, dopo che, scampata a un progetto folle quanto dannoso di costruirci un parcheggio è rinata da sola come oasi clandestina, in attesa che nuovi lavori diano il via a una nuova rinascita dei navigli milanesi. Nonostante quest’ultimo periodo difficile, la Darsena è rimasta al centro di Milano, visitata di giorno quanto vissuta di notte dalle centinaia di persone che la incrociano nei loro percorsi notturni.