Chambord, Sancerre e i vini della Loira in un weekend

Sancerre, Vini della Loira Sancerre | Foto Noelle Lagrange

Si dice Loira, si pensa ai castelli. E a una fuga nella vicina Francia per un weekend autunnale. Ma i famosi castelli della Loira non sono l’unica attrazione della zona. I vini della regione ad esempio sono tutt’altro che trascurabili.

Se poi si sceglie come prima tappa un minuscolo paese, con uno dei manieri più spettacolari, nella stagione degli amori (quella dei cervi per intenderci) ci sono ottime possibilità per un fine settimana originale. Dunque si parte per l’itinerario Chambord / Quincy / Menetou-Salon / Sancerre.

Primo giorno: il Castello di Chambord e i cervi

Dopo due orette d’auto da Parigi si arriva a Chambord, via via assaggiando con gli occhi le campagne francesi. A settembre l’aria è frizzante ma il sole ancora scalda. Siamo nel periodo del brame du cerf, il bramito del cervo.

Al Domaine National de Chambord è il momento giusto per avvistare questi splendidi animali e vedere i rituali d’accoppiamento propri della stagione degli amori. Le torrette d’osservazione (aires de vision) sparse ai confini della foresta permettono di avvistare anche branchi di femmine numerosi tra pinete, paludi e lande erbose.

Possibilità di passeggiate ed esplorazioni in mountain bike nella porzione di tenuta aperta al pubblico. Prima però, trattenersi nel più vasto e prestigioso castello del Rinascimento francese è imprescindibile. La terrazza è qualcosa di incredibile: salendo dalla Grande Scalinata, camini, cupole, torri e lucernari si alternano suggestivi mentre si realizza di trovarsi sul tetto di uno dei monumenti più sfruttati dell’immaginario romantico.

Cervi a Chambord, Loira

Le brame du cerf, Chambord | Foto Momoly

La gola si fa secca velocemente, il vino della Loira chiama: è ora di andare alla Maisons de Vins dove iniziare a impratichirsi. L’ambiente è contemporaneo, tra l’asettico e l’high-tech, ma la degustazione è davvero ben orchestrata. Tre assaggi accompagnati da un piccolo menù degustazione per pochi euro, con panoramica sulle uve di Romorantin. Impossibile uscire senza almeno una bottiglia, le papille non lo permettono. Per chi ama i liquori, tipico della cittadina è l’omonimo Chambord a base di lamponi, miele e cognac.

Dove dormire. Raggiungiamo stanchi ma appagati Bracieux, a otto chimometri circa, dove si trova il nostro Hôtel de la Bonnheure, al 9 di rue René Masson, una piccola corte rustica che è di strada per la prossima tappa.

Secondo giorno: Quincy, Menetou-Salon, Sancerre

Una buona colazione e dopo un’ora d’auto si arriva al villaggio di Quincy, accoccolato sulle rive del fiume Cher. I vigneti, tra i più antichi della zona, crescono su un’antica terrazza fluviale di sabbia e ghiaia. La vendemmia in questa porzione della Valle della Loira inizia tra l’ultima settimana di settembre e la prima di ottobre, mese in cui dev’essere terminata. Si possono ancora vedere uve raccolte a mano, anche se ormai la maggior parte è raccolta meccanicamente.

Quincy è stata la prima della zona centrale della regione a ottenere lo status dell’AOC (il nostro DOC) nel 1936: i vini bianchi vengono prodotti solo da uve Sauvignon Blanc, dal gusto tipicamente secco. La croccante acidità si sposa bene con i piatti grassi a base di carne della zona. Qui l’installazione di una nuova generazione di torri antigelo per proteggere i vigneti è stata vincente: molti produttori della zona sono sotto i quarant’anni e pur rimanendo nella stupenda dimensione villaggio, sperimentano nuove strade. Il risultato è un vino di carattere da assaggiare alla Domaine Roux da Claudine e Jean Claude.

Vino bianco della Loira, Quincy

Domaine Roux, Quincy

A 35 chilometri da Quincy si trova Menetou–Salon: duemila anime per 450 ettari di vigneti che producono vini bianchi, rossi e rosé. Un vero e proprio villaggio del vino. Anche qui non manca il castello, capolavoro di architettura neogotica, con la possibilità di ammirare alcune stanze (i proprietari, gli Aremberg, d’estate ancora ci soggiornano), davvero sfarzose e splendidamente conservate. La biblioteca vale la visita, chiaramente su prenotazione (8,50 € a persona). Oltre alla chicca del giardino-labirinto, la vera sorpresa è la piccola collezione di automobili e la selleria.

Alla fine della visita una degustazione di vino: la boutique del maniero è l’unico posto dove poter acquistare la piccola ma preziosa produzione del Principe e Duca d’Aremberg. Dopo due ore spese al castello, ci si dedica alla meno pretenziosa e più rustica passeggiata tra i vigneti di Menetou seguendo i cartelli informativi.

Dove mangiare. Per il pranzo si va in route des Aix al C’heu Le Zib storico ristorante a conduzione familiare (da 80 anni!) che lascia il segno per i sapori, la cura e generosità dei piatti. Inutile dire che la cantina ha un’ottima offerta.

Una piccola passeggiata e si può partire alla volta di Sancerre. In mezzora si arriva in questa pittoresca località sulla sommità di una collina. Si può decidere di riservare una visita approfondita del paese al giorno seguente: viuzze strettissime incoraggiano a girovagare per diverse ore e cercare gli appostamenti migliori per ammirare i panorami circostanti. Invece la tappa utile è all’ufficio turistico, dove si trovano tutti gli indirizzi per la degustazione e l’acquisto dei vini nei dintorni. C’è da sbizzarrirsi, così come da tener presente è il Bureau Interprofessionnel des Vins du Centre in route de Chavignol. Sauvignon Blanc è la parola d’ordine, qualunque cantina scegliate, tenendo conto che chiudono entro le 18.30 circa.

vini sancerre

Domaine Eric Louis

Dove dormire. Per riposare si può scegliere il B&B Le Cep en Sancerrois in Rue Mac Donald 2, dagli arredi eleganti seppur semplici e ottimo per l’accoglienza. Su richiesta si può chiedere un menù degustazione che comprende anche l’assaggio dei vini. Celestiale per il palato e in un’atmosfera davvero accogliente. Se si cerca un locale per la serata c’è Les Fossiles in Place St André.

Terzo giorno: Sancerre

Dopo pane e marmellata caserecci e strepitosi, si possono affrontare i vicoli di Sancerre e scoprirne la magia o farsi attirare da una visita guidata organizzata da Vinitour come l’escursione di tre ore spese alla “Scoperta dei vini organici” comprensiva di visita ad una cantina. Altrimenti, si va a sentimento scegliendo tra gli indirizzi presi dalla lista all’ufficio turistico.

Un posto da non perdere è la fattoria dove producono il tipico formaggio di capra da accompagnare ai vini del territorio: la Chevrerie des Gallands (8 lieu-dit Les Gallands, Crezancy-en-Sancerre, Sancerre, Francia) offre un assaggio di strepitosi formaggi, tra cui crottins arômatisés da leccarsi i baffi.

Come arrivare. La zona vinicola della Loira si trova a sud di Parigi, scegliete quindi un volo sull’aeroporto di Paris Orly. Poi si sceglie un noleggio auto – tipo RentalCars– per godersi la campagna, avere la massima libertà di movimento, ma anche di fermata, e non impazzire con gli autobus.