Lago Atitlan, Guatemala: dove nascono i colori dell’arcobaleno

Lago Atitlan, Guatemala San Marcos, lago Atitlan © Carla Squaiella
Questo articolo è una tappa del viaggio di Carla in Guatemala. Leggi l’itinerario completo qui »

Negli altopiani del Guatemala si trova il Lago Atitlan, il più grande e profondo lago dell’America centrale, generato migliaia di anni fa da un’impressionante eruzione vulcanica. Considerato tra i più belli al mondo, è una tappa imperdibile di questo viaggio. Panorami mozzafiato dei vulcani San Pedro, Toliman e Atitlan, che si specchiano in acque azzurre e cristalline, incorniciato da dodici villaggi abitati in prevalenza da popolazioni indigene Tz’utujil e Kaqchikel, che conservano antiche usanze e tradizioni maya, visibili anche nei folcloristici abiti di ogni giorno.

Dista da Antigua 113 chilometri che percorriamo in tre ore a bordo di coloratissimi e affollati chicken bus (vecchi scuolabus americani svenduti in America Latina), viaggiare con questi mezzi è un’avventura da non perdere.

Panajachel, porta d’ingresso al lago Atitlan, è il centro più turistico e trafficato, una base ideale dal punto di vista logistico, e secondo noi una località abbastanza gradevole. L’indomani alle otto ci attende la nostra guida all’imbarcadero per accompagnarci in barca alla scoperta di alcuni tra i principali villaggi del lago. Nel frattempo il forte vento della notte ha spazzato via la foschia e il motivo di tanta fama del lago, che in lingua maya significa ‘il posto dove l’arcobaleno prende i suoi colori’ – è finalmente sotto i nostri occhi, tutto è azzurro, l’acqua, il cielo e i vulcani svettano imponenti e magnifici in un paesaggio da cartolina.

Lago Atitlan da Panajachel

© Carla Squaiella

Costeggiando i piccoli centri di Santa Cruz, Jaibalito, Tzununa raggiungiamo San Marcos, il villaggio più grazioso e con la miglior vista, diventato un vero e proprio luogo di meditazione, ritrovo per chi pratica yoga, tantra, reiki. Percorriamo avvolti dalla giungla sentieri di caffè, banani, alberi di avocado, che ci portano verso la costa, area dove soggiornano stranieri, turisti e hippies anche per mesi, anni, mentre la comunità maya vive nella zona alta. Notiamo subito che qui tutti salutano, l’atmosfera che si respira a San Marcos è unica, serena e rilassata.

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Il sole splende ma il forte vento impedisce alla nostra piccola barca di navigare il lago da San Marcos a San Juan che raggiungiamo via terra. L’imprevisto si rivela però un’opportunità, dalla strada percorsa dal tuc tuc (taxi locale) il panorama è da favola. San Juan, è il villaggio meno turistico e più originale, dove fare passeggiate tra coltivazioni di caffè e vie decorate con murales maya. La popolazione Tz’utujil vive di artigianato, pesca, coltivazioni di caffè e mais, ed è il luogo ideale per acquistare tessuti tradizionali, non se ne trovano facilmente di pari qualità. Qui le bimbe imparano a tessere già dai sette anni abiti che raccontano la storia del loro popolo attraverso simboli, colori, immagini, un lavoro lungo e complesso. Uno scialle venduto a 250Q (circa 30 €) si realizza in una quindicina di giorni. Lungo la strada verso il porto sono tanti gli atelier dove acquistare quadri o assistere a dimostrazioni pratiche di tessitura e colorazioni con tinte naturali, uno tra questi è l’Artesana Maya.

Santiago, Guatemala

© Carla Squaiella

Ogni villaggio ha le sue peculiarità, se San Marcos è conosciuto come villaggio degli hippies, San Juan è quello dell’artigianato e San Pedro il più turistico, il luogo giusto per divertirsi con ampia scelta di locali. È famoso per il trekking all’omonimo vulcano e per le coltivazioni di caffè (ottimo in tutto il Guatemala): provate al Cristalinas Cafè il miglior cappuccino.

Ci attende la visita del quarto e ultimo villaggio in programma, Santiago, il “pueblo” più grande e forse più interessante da un punto di vista culturale, dove anche gli uomini vestono l’abito tradizionale, una rarità ormai. Tra gli elementi particolari di Santiago c’è il mercato del giovedì e della domenica, e la presenza della statua di Maximòn, dio pagano polare protettore della comunità, molto venerato in varie forme in alcune città degli altopiani. È fatta di legno e rappresentata come un uomo di pelle chiara, senza braccia, con cappello, occhiali, camicia e cravatta, che ama fumare e bere aquardiente (grappa di canna da zucchero). Tante sono le leggende intorno al dio maya ed al suo nome. A maggio per un intero anno gli abitanti del villaggio fanno a gara per ospitarlo nella propria casa, è un grande onore e un bel business. Nella stanza principale a lui dedicata, si tengono cerimonie presiedute dallo sciamano che in cambio di denaro, candele, incensi fa da ponte per trovare soluzioni agli svariati problemi che affliggono i tanti visitatori che ogni giorno si affidano a Maximòn.

Raggiungiamo Panajachel mentre la giornata volge al tramonto, quando cala il sole tra i vulcani, la vista qui è la migliore del lago.

Dove dormire nei dintorni del lago Atitlan. Alcuni consigli nelle varie località intorno al lago: a Panajachel tra i migliori categoria budget è Mario’s Room, bello e caro è invece l’Hotel Atitlan; a San Marcos La LagunaHostal del Lago è tra i più gettonati, da prendere in considerazione anche Posada del Bosque Encantado e l’Hotel & Restaurant Jinava Bay; a San Juan consigliamo l’Eco Hotel Uxlabil; mentre a Santiago l’Hotel Tiosh Abaj. Se cercate invece un luogo per ritiri meditativi, c’è Las Piramides del Ka, è il centro più rinomato che propone cucina vegetariana/vegana, ma non lo abbiamo provato di persona.

Eventi da non perdere nei pressi del lago Atitlan. Il Panajachel Festival San Francisco de Asis che si tiene il 4 ottobre e San Marcos day festival che si tiene intorno al 22-25 aprile.

A breve la prima tappa del viaggio di Carla in Guatemala. Per non perdere i prossimi articoli segui la nostra pagina Facebook!