Byron Bay, ultima tappa del viaggio in Australia

Byron Bay, Australia © Thomas Ronchetti
Questo articolo è una tappa del viaggio di Thomas in Australia. Leggi l’itinerario completo qui »

Specularmente situato rispetto a Perth, cioè sulla costa est bagnata dall’oceano Pacifico, a conclusione di questo tour della parte inferiore e centrale del continente australe, vorrei innescare in voi la voglia e la curiosità di visitare una cittadina chiamata Byron Bay.

La colonna sonora ideale di questo “urban trip” è un album a scelta tra Fat Freddy’s drop, The Black seeds, Katchafire e Kora, tra i massimi esponenti del panorama reaggae del pacifico occidentale, in particolare della Nuova Zelanda, da ascoltare magari durante un viaggio notturno che da Sydney in direzione nord dura circa 11 ore.

Nimbin

© Thomas Ronchetti

Su dove stare posso indicare il posto più easy di tutta l’Australia: l’Arts Factory Backpackers Lodge, un ostello/campeggio proprio sul limitare della palude di un parco naturale; un ostello che in sé racchiude un mondo, tra la zona campeggio per chi si automunisce di tenda (la più economica per due costa, nuova, 20$ nel negozio di sport poco lontano) ed è in cerca di una soluzione più economica di quella già economica, ma meno facile da trovare, delle stanze dell’ostello; tra la piscina easy per un tuffo mattutino che ti ricolloca sul pianeta terra; tra la possibilità di imparare a costruire e suonare un dijeridoo sotto lo sguardo non molto vigile di un ranger locale che vaga fuori e dentro il parco con un pappagallo scagazzante sulla spalla; tra la presenza di live concert quasi ogni sera; tra un partita di ping pong e una sessione di “big bong” (sempre con la giusta moderazione che garantisce la tolleranza dei gestori).

Chi poi, alla fine della vacanza, si trova a corto di denaro, può andare a contrattare con il manager per una mansione giornaliera di 2 o 3 ore, varia ed eventuale come la pulitura mattutina della piscina, la gestione della zona biliardo e ping pong, una mano nel baretto o addirittura la guida a turni del van del campeggio che fa tappa tra l’ingresso di questo e la piazzola nelle vicinanze della stazione per i più pigri o annebbiati o carici di zaino e tavola che non vogliono camminare per 800 metri in una easy viuzza che esce dal centro abitato. Tali mansioni garantiscono alloggio gratuito, e nel caso del baretto, anche un pasto gratuito a fine turno!

Byron Bay. La punta di continente più a est d’Australia che si incunea verso il cuore del Pacifico lasciandosi alle spalle una spiaggia di 6 km abbracciata alla foresta, da cui compaiono solo poche casette private ai lati della rotonda affollata di baretti e pub per chi si vuole abbronzare con una birra in mano, cedendo il passo a quanti si dirigono a spiaggiarsi muniti di asciugamano e tavola da surf, contando le migliaia di orme sabbiose che si perdono lungo la baia.

Ogni cento metri uno spot per surfare in un acqua verde smeraldo; i più prodi si spingono verso il lato a sud della baia e pochi temerari al di là del promontorio roccioso del Cape Byron State Conservation Park. Spesso in acqua, a colpi di tachicardia, da sconsigliare ai deboli di cuore, si possono intravedere i delfini o le loro pinne, che dopo le prime volte di panico siderale si riconoscono per la curvatura e perché non puntano verso chi surfa…

Viaggio in Australia

© Thomas Ronchetti

Ma anche a terra le emozioni non mancano: in ogni angolo di prato del paesino si incontrano artisiti di strada, musici, giocolieri e hippye di ogni età e nazione immersi nei loro pensieri e magheggi, e un via vai di gente tra spiaggia e locali, chi arriva a occhi aperti e chi lascia a occhi umidi. Le attrattive turistiche da non escludere a priori sono: escursioni subacque al largo, all’isolotto chiamato Julian Rocks, proprio davanti alla baia per incontrare gli squali, lancio col paracudete con video incorporato, e da non perdere, in assoluto, previa assunzione di adeguate sostanze, la gita organizzata in giornata – Jims Alternative Tours – in un pulmino, che ha più anni di un nonno ma arrogante e roboante come un adolescente, lungo le strade secondarie in collina per arrivare a Nimbin, a ritmo di Pink Floyd. Nome leggendario che esce dalle nebbie del tempo e del loco evocando giorni ormai lontani e tradizioni che si vanno perdendo…

E con questa immagine insolita, ma in fondo sempre presente in tutto il viaggio d’Australia, vi saluto e vi auguro di approdare un giorno là dove vi ho raccontato, di fare collezione di queste e mille ancora esperienze e di condividerle con me e con gli altri su Viaggio nel Mondo.

Altre foto dell’Australia su thomasronchetti.com