Budapest: Memento Park e altri simboli del socialismo

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La capitale dell’Ungheria è una città che è stata in gran parte ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ha buttato calce e mattoni sul passato per dimenticare la tragedia di una guerra e mentre cercava il suo nuovo volto custodiva come cimeli le statue del socialismo, oggi in parte rimosse e in parte ancora visibili per le strade della nuova Budapest.

Memento Park

In periferia, a 30 minuti dal centro città. Con l’autobus 150 in direzione Campona da Fehervari ut – Bocskai ut, ogni mattina (tranne il lunedi) alle 11 da Deák tér raggiungerete il Memento Park. E’ un colosso della memoria dell’era comunista ungherese, un museo a cielo aperto di statue gigantesche: soldati dell’Armata Rossa, giganteschi Lenin, Marx, Engels, Dimitrov, Captain Ostapenko, Bla Kun ed altri eroi del comunismo sovietico e ungherese. Costruito nel 1993, ad accogliervi ci saranno su una tribuna alta dodici piedi degli stivali del leader sovietico a Budapest: quando fu segata sembrava che anche il regime sovietico si stesse sgretolando. Questo Parco vi porterà via due o tre ore, viaggio compreso. E’ davvero in periferia e non troverete molto altro in zona.

Collina di Gellert

Dopo questo tuffo nel passato siete pronti per la visita alla famosa Collina di Gellert, da dove prima di tutto si può godere di una fantastica vista panoramica sulla città, sia di Buda che di Pest. Ottimo punto di partenza prima di tuffarsi nelle vie della città. Anche su questa collina vi è la traccia dell’orgoglio comunista del Memento. L’attuale statua della donna con una foglia di palma nella mano è quel che resta delle 42 statue che adornavano la collina prima che fossero trasportate al Memento. Percorrendo la collina e costeggiando il Danubio, vi troverete a scenderne le pendici, arrivando più o meno all’altezza dell’hotel che vi consigliamo: Lanchid 19. L’estetica di design piuttosto ricca nei dettagli ben si compenetra con il paesaggio che invade ogni stanza dalle grandi vetrate.

Casa del Terrore

Se la purificazione degli spazi pubblici ha funzionato in parte per le statue, così non è stato per la prigione utilizzata prima dai nazisti e poi dai comunisti. Ha destato molte controversie l’idea che in una delle strade più famose e trafficate della città, Andrássy út, dove i negozi di Luis Vitton fanno bella mostra e proiettano la città nel presente e anche al futuro, la Casa del Terrore imponga senza scrupolo il passato. Anche in questo spazio l’iconografia totalitarista la fa da padrone. Attila Kovacs progettò lo spazio come un museo senza parola, lasciando che parlino gli spazi e le oscurità delle celle. Dal punto di vista politico la Casa del Terrore – i ungherese Terror Haza Museum – è avvolta nel buio: voluta durante il primo mandato di Viktor Orban, nel 2010 ritornato al governo con approccio conservatore e totalitarista, rischia di essere strumento per consolidare l’appoggio al governo attuale e allontanare gli oppositori socialisti.

Piazza della Libertà

In piazza della Liberta (Szabadság tér), a pochi passi dal Parlamento, invece una statua nuova di pacca, si erge a simbolo della lotta al comunismo. Di dimensioni umane, defilata dal centro della piazza dove si staglia il monumento alla memoria dei soldati dell’Armata Rossa, Ronald Reagan osserva sorridendo i vincitori del nazismo: sotto la sua presidenza crollò il comunismo e il popolo ungherese lo ha onorato costruendo anche il suo monumento. Poco lontano, in Kossuth Square, a completare il trittico di statue che si osservano vicendevolmente, troviamo Imre Nagy, l’eroe e martire del 1956, che guarda verso il Parlamento.

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Come arrivare: trova voli economici per Budapest.
Dove dormire: Cotton House Hotel, Lanchid 19 Design Hotel

Dove mangiare: con la metro Kalvin ter o con i tram 2 47 o 49 si raggiunge il Mercato Centrale (Nagy Nagy Vasarcsarnok), il più grande mercato di Budapest. Fu aperto a fine del diciannovesimo secolo e ristrutturato nel 1994. Potrete trovare dal gulyas al porkolt, ai mezeskalacs, dolci a base di miele. Usano molto semi di sesamo, papaveri e sale per arricchire ogni tipo di biscotto, grissino e pane. Per chi invece vuole star lontano dal ribollire di gente del mercato e soprattutto dalla onnipresenete carne, un posto sfizioso e introvabile se non lo si conosce è il ristorante vegano e vegetariano
Napfenyesetterem, in Roza Utca 39, nella parte nord est della città. Occhio che è facile non scovarlo: dalla strada ci sono delle scalette che scendono: seguitele.