Australia: Adelaide, poi via verso il deserto

Questo articolo è una tappa del viaggio di Thomas in Australia. Leggi l’itinerario completo qui »

Per capire una città come Adelaide bisogna innanzitutto recuperare la sua dislocazione geografica: essa è la capitale del South Australia, stato che occupa la posizione centrale lungo la costa sud dell’Australia, ed è un crocevia tra le strade che attraversano per latitudine e longitudine tutto il continente. Per intenderci, dista 728 km da Melbourne verso est, 2624 km da Perth verso ovest e 1512 km da Alice Springs verso nord.

All’interno di un viaggio “on the road”, quindi, è una tappa quasi obbligatoria ma che non deve necessariamente occupare molto tempo come meta turistica. Ciononostante è una città cosmopolita e ricca di cultura, piacevole da visitare e per tirare un sospiro rilassante prima di kilometri impegnativi. È delimitata dalle incantevoli colline dei Mt. Lofty Rangers e dalle lunghe spiagge sabbiose del Gulf St. Vincent e in generale la qualità della vita è piuttosto alta: le spiagge sono splendide, le strade sicure e ricche di eccellenti ristoranti multietnici e ogni occasione si rivela buona per gustare una grande varietà di vini locali rinomati anche per l’esportazione all’estero (consiglio il National Wine Center of Australia, proprio nell’area verde della città).

Adelaide, Australia

CC Les Haines

Le prime costruzioni che risalgono ai coloni europei sono prevalentemente in pietra e si alternano a parchi e zone verdi nel raffinato centro cittadino, luogo di innumerevoli eventi mondani che celebrano una comunità artistica molto viva: numerosi infatti i musei di arte contemporanea e le gallerie d’arte private.

Dal punto di vista urbanistico è facile girare per la città perché è sviluppata lungo una struttura particolare di vie perpendicolari, dove la strada principale, King William St. divide la città in due parti e la maggioranza delle vie trasversali cambiano all’altezza dell’incrocio con questa (perché, come spiega la guida, non bisogna mai tagliare la strada al re!).

Di fronte a una buona offerta di ostelli dove dormire, consiglio l’Hostel 109, situato in Carrington St. 109, all’interno di una palazzina di tre piani, pulito accogliente e soprattutto silenzioso. Dico silenzioso perché Adelaide gode meritatamente della fama di capitale dei festival, visto che ogni pretesto sembra diventare valido per organizzare una festa nelle strade o nei parchi cittadini in un continuo susseguirsi di manifestazioni internazionali. Abbiamo avuto la fortuna di partecipare a gennaio – in infradito – a una sorta di “October Fest” che richiamava tutta la popolazione di origine tedesca della zona, tra fiume di birra, wurstel, yodel e campanacci e cocktails locali dalla dubbia colorazione!

Se si ha tempo a disposizione e si vuole visitare il territorio al di fuori di Adelaide, consiglio una giornata a Kangaroo Island, noto anche per essere una tappa della Moto GP, e un giro panoramico per le strade che formano un triangolo lungo la coste della Eyre Peninsula, a circa tre ore di macchina verso ovest.

Ma le nostre intenzioni erano di proseguire verso il deserto, a nord, per cui abbiamo imboccato la Stuart Hwy. fino a Port Augusta, l’ultima cittadina di una certa dimensione, prima di entrare nelle sconfinate distese dell’outback, alla ricerca di un supermercato per far scorta di viveri e soprattutto di acqua. E quindi, giusto al tramonto, si aprono fino all’orizzonte le immensità del deserto, sotto un pascolo di nuvole cangianti, là dove la strada pare serrare i suoi bordi in un punto che sappiamo non esistere, motivo stesso del viaggiare.

Altre foto dell’Australia su thomasronchetti.com

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