Tre giorni a Dublino, terra d’Irlanda e di Guinness

Da quando sono apparsi i temibili e allo stesso tempo inimmaginabili low cost passare tre giorni fuori non è più un’opzione per pochi. Basta aprire un qualsivoglia sito e compaiono all’improvviso decine di mete dove poter arrivare spendendo meno di un biglietto del treno Milano-Roma…

In Europa quasi tutte le capitali sono raggiungibili attraverso voli low cost: la nostra scelta ricade sulla misteriosa Dublino, 70 euro per raggiungere la terra che James Joyce ha riempito di significati, a volte oscuri e tortuosi.

Partenza il venerdì mattina. Dublino ti stupisce e stranisce subito: è piccola, parlare di capitale sembra quasi inopportuno. Tutto passa lungo Camden street, via che come un serpente si dilunga attraverso il cuore pulsante della città.

tre giorni a DublinoOstello: il consiglio è di stare sui 15 euro di spesa, come per esempio al Times Hostel in Camden Place. Una volta posati zaino e fatiche del viaggio fai due passi per la città, sfiorando luoghi da vedere come il Trinity College, piuttosto che la Cattedrale di St. Patrick (nella foto a destra), e facendo due passi per uno dei parchi della città.

Dopodiché il tempo è dalla tua: tre giorni per fare, più che per vedere. Dublin è decisamente da vivere, più che da visitare. Una gita fuori porta fino al mare, piuttosto che un match di rugby o di futbol gaelico al Croke Park Stadium o al nuovissimo Aviva Stadium. Una cosa è certa: quando inizierai a pensare al da farsi sarai già alla terza Guinness, vero e proprio trait d’union e orgoglio degli irlandesi.

La famosa birra di tipo Stout (o porter) prodotta dalla Arthur Guinness Son & Co., nata nel XVIII secolo in terra d’Irlanda. Al di là del giro a St. James’s Gate Brewery, dove troverete la casa della Guinness, ormai un must del turismo, è impressionante constatare quanto la birra scura sia ormai simbolo e veicolo dell’identità irlandese nel mondo.

I tre giorni saranno scanditi dal numero di Guinness bevute durante pomeriggio e sera, in quello che è da sempre il punto di ritrovo per una società di animo contadino: il pub. Conosciamo il pub irlandese in quanto divenuto insieme alla Guinness export per eccellenza dell’animo irlandese, ma vivere il pub a Dublino è un’esperienza altra, un vortice di musica e alcol solo per fegati robusti.

Dublino, IrlandaNon solo Guinness: nella capitale irlandese potrete degustare anche degli ottimi Whisky, quali i nostrani Jameson o Bushmills.

Constatazione: senza una dimensione alcolica sarebbe difficile comprendere le notti di Dublino, vere e proprie serate folli con fiumi di persone in genere perlomeno brille che si spostano da un pub a un club e viceversa, luoghi di vero delirio all’irlandese. Tra i club da segnalare il Globe e il Whelan’s, per i pub avete solamente l’imbarazzo della scelta, soprattutto quando visiterete Temple Bar. Ve ne segnalo uno di grande atmosfera e vivacità, The Stags Head.

Il vortice in cui entrerete mettendo piede a Dublino vi lascerà solo al decollo dell’aereo, in cui se farete attenzione probabilmente avrete un vicino che come voi ha la faccia sconvolta da un’unica infinita giornata dublinese lunga 72 ore.

L’alcol si porta indubbiamente dietro una grande quantità di problemi fisici e sociali in Irlanda, ma quando ripenserete a Dublino la prima sensazione sarà quel senso di comunità e appartenenza che si prova stando solo anche pochi giorni, un lato che sicuramente ha reso la capitale meta di lavoratori da tutte le parti del globo. La crisi economica ha ridotto di molto le presenze straniere, ma la città resta sempre un piccolo centro cosmopolita che oscilla a ritmo della sua Guinness.

Curiosità, per chi avesse qualche giorno in più: a meno di due ore di strada dalla capitale irlandese si trova Belfast, Irlanda del Nord, 167 km che si lasciano dietro una storia incredibile e una scia di sangue forse non ancora conclusa.