Ulaanbaatar, la capitale dimenticata della Mongolia

Ulaanbaatar, Mongolia Foto di Zazaa Mongolia (CC BY-SA)

Mongolia. Pochi luoghi al mondo risultano tanto suggestivi e ricchi di fascino, basta pronunciarne il nome per evocare immagini di natura splendida, steppe sconfinate dove corrono mandrie di cavalli selvatici. Tuttavia per capire questo paese più a fondo e dare così un valore aggiunto al viaggio, è necessario conoscerne la storia. E non c’è luogo migliore per farlo di Ulaannbaatar, la capitale, una città che ha cambiato molti nomi e molti siti, nomade come furono gli abitanti del paese che rappresenta. Per la maggior parte dei viaggiatori è la porta d’accesso alla Mongolia, con il suo aeroporto Chinggis Khaan che ci dice già molto sul carattere dei mongoli. Colui che noi chiamiamo Gengis Khan e che in lingua mongola significa khan oceanico è ovunque in Mongolia, anche nello spirito dei nomadi in attesa di essere richiamati dal loro celebre condottiero per conquistare nuovi imperi, come sulle bottiglie di birra ed i pacchetti di sigarette.

Nata come Orgoo a circa 400 chilometri dal luogo in cui si trova ora, Ulaanbaatar si è trasferita sulla via per Pechino alla fine del XVIII secolo. Oggi è la capitale di un paese grande cinque volte l’Italia e ospita due dei circa tre milioni di abitanti della Mongolia, il che significa una città circondata da un territorio vuoto, dove vivono i pochi nomadi oggi rimasti.

Ulaanbaatar però è pressoché dimenticata e spesso trascurata dai viaggiatori, quando invece altri luoghi come ad esempio Karakorum, antica capitale fondata nel 1235 e distrutta dalla dinastia cinese Ming un paio di secoli più tardi, è patrimonio dell’UNESCO (con l’Orkhon Valley di cui fa parte) e rientra in ogni tour della Mongolia che si dispetti, nonostante quello che resti resta degli antichi fasti sia davvero esiguo: poco più di una tartaruga di pietra (una delle quattro che segnavano i punti cardinali della città) sullo sfondo delle rovine del monastero di Erdene Zuu.

Ma davvero non c’è nulla da vedere ad Ulaabaatar? Ecco un itinerario di un giorno per scoprire la capitale dimenticata della Mongolia.

cosa vedere a Ulaabantar

Monastero di Gandan | By Angelo Juan Ramos (CC BY)

Ore 9. Partiamo da uno dei luoghi più importanti della capitale: il monastero di Gandan, il più grande del paese. Al suo interno si può trovare la più alta statua di Buddha al mondo in un luogo chiuso (circa 27 metri), che tra l’altro racchiude sutra, pietre preziose e piante medicinali. Un posto magnifico per rilassarsi ed entrare in contatto la quotidianità della Mongolia.

Ore 11. Piazza Sukhbaatar: Il cuore della capitale della Mongolia è sicuramente questa piazza al cui centro si erge la statua di Sukhbaatar, l’eroe dell’indipendenza del paese dalla Cina, nel 1921. Sulla piazza si affacciano anche tutte le più importanti istituzioni della Mongolia, come il Parlamento la cui facciata ospita un’enorme statua di Gengis Khan e due più piccole di Ogodei e Khubilai Khan.

Ore 12. Prima di recarsi a Pranzo si può visitare lo Zanabazar Museum, una delle gallerie d’arte più interessanti della capitale mongola (tra le più interessanti la Galleria nazionale d’arte moderna, la galleria chiamata 976 ed il museo dei costumi mongoli). Oppure dirigervi alla volta del poco distante Museo nazionale della storia mongola.

Ore 13. Proprio di fronte allo Zanabazar Museum c’è il ristorante Luna blanca, uno dei primi locali a cucina vegana aperti in Mongolia, nel 2008, dove troverete una sorprendente rivisitazione della cucina mongola. Se invece preferite una cucina più tradizionale, vi basterà attraversare la strada e recarvi al Tuul.

Complesso di Choijin Lama, Ulaanbatar

Choijin Lama | By François Philipp (CC BY)

Ore 14. Si riparte, alla volta del monastero del Choijin Lama: Costruito tra il 1904 ed il 1908 dall’ottavo Bogdo Khan in memoria del fratello Choijin Lama Luvsanhaidav, questo posto è molto particolare per chi è attento alle sfumature. Si tratta infatti di un piccolo complesso di quattro templi, oggi un museo, sovrastato da alcuni palazzi moderni in vetro, qui passato e presente della Mongolia coesistono e fanno riflettere.

Ore 15. Uscendo dal centro di Ulaanbaatar in direzione sud troviamo due interessanti attrazioni. La prima è il museo del palazzo d’inverno del Bogdo Khan, costruito tra il 1893 ed il 1903, dove hanno vissuto l’ottavo buddha vivente della Mongolia e l’ultimo re mongolo Jebtzun Damba Khutagt, chiamato Bogdo Khan. La seconda è il memoriale di Zaisan, situato su di una collina nella parte sud di Ulaanbaatar, un monumento che celebra i soldati sovietici morti durante la Seconda guerra mondiale per aiutare la Mongolia.

Palazzo d'inverno, Ulaanbatar

Palazzo d’inverno | By yeowatzup (CC BY)

Ore 19. Per concludere uno spettacolo teatrale: Non si può lasciare la Mongolia senza avere partecipato ad uno spettacolo dedicato al folklore del paese. Potreste assistere ad esibizioni del tipico canto bitonale mongolo ma anche di contorsionismo, in Mongolia la contorsionista Bolormaa è una celebrità, teatro e concerti dove il morin khuur, strumento dedicato ai cavalli mongoli, vi farà sognare il silenzio delle steppe.

Ore 20.30. Un ristorante molto interessante per la cena, non distante dal palazzo dell’opera è l’Hazara, ristorante indiano di primo livello. Se invece preferite la cucina mongola la vostra meta è l’Altai Mongolian Grill!

Solo in occasione del Nadaam, la festa nazionale della durata di tre giorni che si tiene generalmente intorno alla metà di luglio, – caratterizzata da gare di lotta, sport nazionale del paese, corse di cavalli e competizioni di tiro con l’arco – il mondo sembra ricordarsi della capitale mongola, una città sempre più il simbolo di una Mongolia in trasformazione, con i suoi quartieri di gher popolate da nomadi giunti in città in cerca di lavoro e con lo smog dovuto all’eccessivo uso di carbone che avvolge i moderni palazzi della finanza. Una meta dimenticata dove oggi si scrive la Storia della Mongolia.

Dove dormire a Ulaanbaatar. Per un ottimo rapporto qualità prezzo segnaliamo l’Adventure Rider Mongolia, adatto in particolare ai viaggiatori più giovani. Per chi invece cerca un hotel più tradizionale un’ottima soluzione è il Khuvsgul Lake Hotel.

sobborgo Ulaanbatar