Coi bambini verso il leggendario Lago delle Streghe

Alpe Devero Foto di Franco Voglino (CC BY-NC)

Il Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero è un’area naturale del Piemonte caratterizzata da un ambiente prettamente alpino che va dai 1600 ai 3500 metri di altitudine in cui l’ambiente naturale ben si armonizza con quello modellato dall’uomo. Per andare alla scoperta di questo parco insieme ai bambini, vi consigliamo un itinerario ad anello che conduce dalla borgata dell’Alpe Devero fino alla borgata Crampiolo, passando per il leggendario Lago delle Streghe, e che può eventualmente essere ampliato fino a raggiungere la diga del Lago Devero.

Percorso ad anello breve per la borgata Crampiolo
+180 metri, 5,5 km, 2 ore circa

Raggiunta la destinazione si sale verso la borgata dell’Alpe Devero. Attraversandola potete fare una sosta presso il Museo dell’Alpeggio (aperto solo d’estate; info tel. 032472572) ospitato nei locali dell’ex stazione di arrivo della funivia che fino agli anni Settanta collegava Devero con la sottostante borgata Goglio.

Una volta fatto rifornimento d’acqua, si entra tra le case percorrendo la selciata della via centrale fino a raggiungere una chiesetta. Da qui si attraversa il ponte imboccando l’ampia via in terra che percorre il pianoro costellato da isolati edifici. Si seguono i bolli bianco/rossi e la cartellonistica “Lago delle Streghe”. Già: qui bazzicavano le streghe, attenti bambini!

Il tratto che si sta percorrendo fa parte di un “percorso per tutti” e porta alla borgata Cantone. Qui abbandoniamo il percorso per girare a destra e cominciare a salire. Attenzione: dopo pochi passi si deve prestare attenzione ad un piccolo sentiero sulla destra (piccolo cartello “Crampiolo-lago”).

Ora si comincia a salire in modo deciso ma nessuna paura: appena raggiunto un isolato alpeggio (con fontana) il tracciato si fa graduale percorrendo una rilassante valletta formata da pascoli delimitati da alberi e grossi massi su cui i bambini vorranno sicuramente salire mentre a tratti appaiono casette di pietra che sembrano quasi volersi nascondere. Gradualmente, l’ambiente si fa sempre più boscoso.

Una salitina più decisa porta a ridosso di alcune case di legno e pietra dopo le quali si deve proseguire a destra (cartello “Crampiolo 0.15”) e dopo pochissimi passi abbandonate l’ampio sentiero che va direttamente a Crampiolo per imboccare invece il sentiero più piccolo a sinistra (cartello “Lago Streghe”)  che sale in modo deciso tra bassi ginepri, mirtilli e rododendri.

Di nuovo non temete: la salita dura poco, presto il sentiero si fa di nuovo più graduale anche se quasi chiuso dalla vegetazione, cosa che rende l’avvicinamento al lago assai suggestivo, quasi sia un incantesimo delle streghe che vogliono così proteggere il loro specchio d’acqua. Perché è proprio questo il Lago delle Streghe, avvolto da una leggenda e da una vegetazione in cui può capitare, nelle brumose giornate d’autunno, di avvertire un cupo rimbombo che colpisce in pancia. Un suono ancestrale che altro non è che il bramito del cervo.

Lago delle Streghe

Lago delle Streghe | Foto di Franco Voglino (CC BY-NC)

La leggenda racconta che vi era in un tempo lontano una fanciulla innamorata, ma non corrisposta. Un giorno, vagando sconsolata, incontrò una vecchia strega seduta su un masso, intenta a filare. Le raccontò i suoi sentimenti, implorandola di operare una magia. La strega accettò di operare l’incantesimo ad un patto: si recarono in una grotta nel cui profondo si trovavano due pozze sorgive, la fanciulla avrebbe dovuto guardare in entrambe. Nella prima vide il volto del suo innamorato che sotto il suo sguardo avvizzì, diventando anziano, con capelli bianchi e denti gialli. Nell’altra pozza vide un giovane bellissimo con lo sguardo dell’amore e la forza di un re. Nella prima pozza aveva visto l’amore umano, fugace e di breve durata. Nella seconda aveva visto l’amore divino che non si spegne mai. La ragazza capì che era questo che desiderava, e così prese a danzare con le altre streghe, la grotta sparì e la pozza d’acqua crebbe tanto da diventare un torrente e riempire il pianoro. Creando il Lago delle Streghe.

Oltre alla magia della leggenda, se capitate qui in autunno c’è anche quella dei colori del foliage che avvolgendo il piccolo lago creano uno scenario ricco di fascino.

Superato lo specchio d’acqua si arriva ad una passerella che permette di inoltrarsi nella zona paludosa del piccolo bacino ma la nostra strada prosegue verso destra attraversando prati che portano dolcemente alla borgata di Crampiolo. Con i più piccoli è possibile fermarsi qui, avventurandosi tra le case di pietra che si raggruppano attorno alla candida chiesetta e che offrono diverse soluzioni di ristoro (come l’Agriturismo Alpe Crampiolo dove assaggiare, tra il resto, il Bettelmatt, formaggio di alpeggio già noto nel Diciassettesimo secolo) mentre timidi conigli zampettano tra l’erba attirando sicuramente i piccoli esploratori.

Percorso ad anello lungo per la diga del Lago Devero
+300 metri, 8,5 km, 3 ore circa

È possibile proseguire la passeggiata arrivando più in alto, nel mondo dominato dai larici. Arrivando dal Lago delle Streghe si prende la sterrata che si trova da questo lato del torrente. Una via che prende a salire in modo ripido trasformandosi da sterrata in selciata e che sbuca proprio accanto alla diga di Codelago, affacciandosi sulle acque turchesi del Lago Devero, in pieno Parco Naturale Alpe Veglia e Alpe Devero, circondato da alte cime e boschi di larici che sfoggiano la loro livrea e situato 1860 metri di altitudine.

Da qui, volendo, è possibile fare tutto il periplo del lago proseguendo semplicemente lungo il sentiero che passando un po’ più alto rispetto alla linea dell’acqua ne costeggia il bordo (cartelli “Giro del Lago”) ma si tenga conto che presenta alcuni passaggi con catene (non pericolosi ma impegnativi per i piccoli) e che è un giro un po’ troppo lungo da fare con bambini, soprattutto nella stagione fredda in cui le ore di luce sono poche. Meglio passare direttamente al di sopra del coronamento della diga (cartello “giro del lago”), per poi salire la scala e percorrere il sentiero che aggira gli edifici della centrale idrica. Attenzione al primo bivio a sinistra subito dopo gli edifici della centrale, che fa scendere in modo ripido verso la riva del lago utilizzando anche l’aiuto di una catena per via di un brevissimo passaggio roccioso non difficile (ma prestate attenzione con bambini molto piccoli). Si percorre un breve tratto lungo lago per poi distaccarsene leggermente e puntare alla borgata parzialmente abbandonata di Montorfano dal cui pilone votivo, posizionato sulla sommità del piccolo promontorio, si ha un magnifico colpo d’occhio sulla distesa del lago cinto dalle montagne.

Parco naturale Piemonte

Foto di Franco Voglino (CC BY-NC)

Ora si segue la segnaletica “Crampiolo via Dighetta” che porta ad una diga di dimensioni minori. La si attraversa passando sulla sua sommità e giunti al termine si sale lungo la traccia che porta sulla sterrata che arriva dal giro del lago Devero. Si prende ora questa strada verso destra in leggera e continua discesa, passando sopra un’ulteriore, piccola diga e senza alcuna altra deviazione si scende per selciata e sterrata fino alla borgata di Crampiolo, già sfiorata all’andata.

Attraversata la borgata di Crampiolo si oltrepassa il torrente Devero imboccando la sterrata in discesa (cartello bianco-rosso “Devero”), ignorando un primo sentiero a destra (riporta verso il Lago delle Streghe) ma girando a sinistra dopo circa 300 metri su un ponticello di legno (cartello marrone “Devero percorso invernale”). Si aggirano alcune casette per seguire una bella mulattiera nel bosco che porta ad un’ulteriore borgata. Tenendo sempre il torrente Devero alla propria destra si percorre un rilassante tratto boschivo dove il tracciato si abbassa gradualmente alternando tratti di mulattiera e tratti a sentiero, fino a rientrare all’Alpe Devero concludendo così il piacevolissimo anello.

Come arrivare alla borgata dll’Alpe Devero. Percorrete una ventina di chilometri a nord di Domodossola fino a raggiungere Baceno, poi una decina di chilometri di strada “diversamente larga” che consigliamo di affrontare con calma. Una piccola perla la si trova già per via, appena superata una prima galleria in roccia: all’altezza del tornante successivo appare in tutta la sua bellezza una strepitosa cascata presso cui è consigliato fermarsi per assaporare dal vivo una sferzata di energia naturale allo stato puro. Siamo a 2,5 chilometri dalla meta e i parcheggi che si trovano qui sono gli ultimi gratuiti. Dopo, è necessario pagare per la sosta (5 € al giorno). E mettere gli scarponi. Perché all’Alpe Devero si arriva solamente a piedi a circa un chilometro di distanza e con circa cento metri di dislivello.

Dove dormire alla borgata dll’Alpe Devero. A 400 metri dall’Alpe Devero, nel mezzo della natura, c’è La Piana che offre tre appartamenti da 4 a 6 posti letto; nella frazione La Balma dell’Alpe Ciamporino vi aspetta il tipico casolare in pietra Voglia di Veglia per un’esperienza di pura montagna.