Viaggio in Turchia: Amasya, fiaba ottomana

Viaggio in Turchia: Amasya © Ileana Ongar

Questo articolo è una tappa del viaggio di Ileana in Turchia. Leggi l’itinerario completo qui »

Lasciamo la Cappadocia e proseguiamo il nostro viaggio in Turchia verso la costa del Mar Nero. Lungo la strada ci fermiamo in una cittadina che sembra uscita da una fiaba. Amasya con il suo susseguirsi di antiche casette bianche, il fiume che l’attraversa e le tombe rupestri scavate nella ripida parete di roccia che la sovrasta, è un autentico gioiello ottomano.

Non che ci sia molto da fare e vedere ad Amasya, ma trascorrere una giornata passeggiando tra le sue vie, fuori dai circuiti più battuti dal turismo (che in estate si riversa perlopiù sulla costa est della Turchia) vi permetterà di respirare una tranquillità rara in uno scenario autentico.

La cittadina ha una storia molto antica che risale al 5500 a.C. ed è nota per essere stata zona strategica durante il regno persiano del Ponto, nel IV secolo a.C. Vi passò Alessandro Magno che se ne impossesò e, nella storia recente, Ataturk che qui definì con i suoi più stetti seguaci i principi della lotta per l’indipendenza.

AmasyaEredità del Ponto, sono proprio le tombe scavate nella ripida parete di roccia, che incombono sulla cittadina. All’epoca i sovrani erano una sorta di divinità e queste dei veri e propri luoghi di culto. La necropoli, composta da 20 grandi tombe, è chiamata Valle dei Re. Vale la pena fare una passeggiata tra i mausolei e raggiungere i resti del Palazzo delle Vergini. Se vi spingete su fino alla cima rocciosa del monte potrete raggiungere il castello di Harsena, fortezza abbarbicata che sembra risalire all’età del Bronzo, e godere di un bel panorama sul fiume e Amasya. Un po’ fuori mano, a 4 km dal centro, si trova un’altra tomba ben conservata detta Grotta dello Specchio.

Lungo il fiume, a nord, visitate il quartiere storico, Hatuniye Mahallesi, di casette ottomane. Sono perfettamente conservate e alcune sorta di piccoli musei visitabili. In realtà la maggior parte sono abitate e molte adibite ad hotel, anche economici. Avrete certamente la possibilità di visitarne qualcuna in un modo o nell’altro. Sono case sviluppate su due o tre piani, tutte in legno, intonacate di fango bianco all’esterno e decorate da intarsi in misura proporzionale alla ricchezza dei proprietari. Uomini e donne in epoca ottomana vivevano in stanze separate dai soffitti intarsiati, ognuna con armadi a muro (che fungevano anche da bagni…) e caminetti. Una casa che riproduce perfettamente stile e mobilio è Hazeranlar Konagi che risale al 1865 e allestisce nello scantinato mostre temporanee (TL3, chiusa il lunedì).

La sera, prima di cena, optate per un hamam magari al Mustafa Bey Hamami (TL6 con massaggio) di origine ottomana, e una bella passeggiata lungo fiume, quando Amasya dà il meglio di sé tra tombe illuminate e casette bianche che si specchiano nell’acqua.

Amasya, Turchia

Dove dormire e mangiare. Noi abbiamo pernottato in una graziosa casa ottomana, Ezgi Konaklari, piccolo boutique hotel con colazione turca inclusa. Un’alternativa è il Simre Hotel, che per una cifra un poco più alta offre anche docce idromassaggio e connessione Wi-Fi. A cena provate uno dei ristorantini con terrazza sul fiume, come Strabon che deve il nome al primo grande geografo della storia che ebbe qui i natali, nel 63 a.C. circa, non alla bontà dei piatti, che però sono altrettanto strabuoni: noi abbiamo provato il Ramazani menu a 25 TL, con tanto di meze, zuppa, stufato e dolce.

Come arrivare. Diverse compagnie di autobus servono Amasya da Ankara (5h) e Istanbul (10h). Noi arrivando da Goreme, abbiamo raggiunto l’otogar (stazione) sulla strada per Avanos e da lì Amasya in 7 ore (40TL).

Il viaggio continua… Lungo la costa del Mar Nero, leggi qui l’articolo »