Nei dintorni di Lecce tra dolmen e menhir

Menhir Salento CC Lupiae

Preparatevi a un’incursione tra monumenti megalitici misteriosi ed esoterici costruiti da antiche popolazioni preistoriche che abitarono la terra di Puglia in tempi remoti. Se ne trovano circa un centinaio, tra dolmen e menhir, la concentrazione più alta in una regione italiana dopo la Sardegna. La maggior parte sono disseminati nella zona costiera del barese, a nord di Taranto, ma soprattutto tra le province salentine, e il loro significato rimane a tutt’oggi oscuro. Il nostro itinerario alla scoperta di questi vecchi giganti si può percorrere in auto o, meglio ancora, in moto.

1° giorno

ore 10Ore 10.00. Lasciamo il nostro B&B a Lecce dopo un’abbondante colazione e ci dirigiamo verso Melendugno, con il suo antico centro storico. Lungo la strada che da Melendugno porta a Calimera, seguiamo le indicazioni e troviamo il Dolmen Gurgulante. Ammirando questo monolite millenario ci interroghiamo sulla sua funzione: monumento funebre, luogo di sacrifici o scenario di riti e cerimonie magiche? Impossibile dirlo, ma questo mistero non fa che aumentarne il fascino.

Proseguiamo per Calimera, svoltiamo a sinistra e percorriamo una strada ampia e asfaltata fino all’indicazione per il Dolmen Placa. Questi immensi lastroni di pietra che resistono, piuttosto ben conservati nonostante la nota inclemenza del tempo, sono immersi in un paesaggio punteggiato da ulivi secolari, muretti a secco e stradine di campagna da cui ci lasciamo affascinare scoprendo altre pietre argentee che racchiudono segreti di migliaia di anni.

Riprendiamo la strada e procediamo verso Zollino. Vicino alla stazione davanti ai nostri occhi si staglia il Menhir della Stazione, con i suoi 4,30 m di altezza. Poco fuori il paese ci imbattiamo nel menhir di Sant’Anna vicino alla chiesa omonima. Si dice che fu innalzato in onore del capo di una tribù di guerrieri che abitò la zona ed è l’unico menhir a cui è riconosciuta una funzione sepolcrale, anche se le interpretazioni sono sempre molteplici.

ore 13Ore 13.00. È ora di pranzo e un in mezzora raggiungiamo la nostra meta: il Ristorante Poderi Canfore sulla via Provinciale Martano Borgagne. Ne vale la pena, il ristorante è immerso tra gli ulivi e la cucina coniuga deliziosi piatti della tradizione all’eleganza della presentazione, con un buon rapporto qualità/prezzo.

ore 15Ore 15.00. Dopo esserci rifocillati raggiungiamo Martano e scopriamo alcuni bei palazzi e il menhir più alto di Puglia con i suoi quasi 5 metri: il Menhir di Santu Totaru o del Teofilo, sul quale notiamo una croce incisa. Molti menhir intorno al 1500 furono infatti sottoposti a una cristianizzazione e incisi di simboli religiosi, divenendo così luoghi consacrati chiamati Osanna.

Raggiungiamo poi l’ultima tappa della giornata, il grazioso comune di Maglie, visitiamo il Menhir Spruno di 3 metri d’altezza che si trova in prossimità della tratta ferroviaria Bagnolo-Maglie, e dedichiamo il resto del pomeriggio a gironzolare per la cittadina, tra le belle chiese e i giardini di Villa Tamborino. Ovviamente facciamo tappa anche alla nota cioccolateria Maglio. Poi una puccia da farcire come ci piace e un rustico leccese ripieno di mozzarella, besciamella, pomodoro, pepe e noce moscata prima di un sonno ristoratore al B&B Corte dei Francesi, in pieno centro, ricavato da una conceria dell’800 in cui si possono ammirare pezzi da museo.

dolmen Placa

CC mathias shoots analogue

2° giorno

ore 10Ore 10.00. Dopo una colazione a base di prodotti fatti in casa ci dirigiamo verso Minervino, nelle cui campagne, sulla strada per Uggiano la Chiesa, troviamo il Parco Culturale del Dolmen Li Scusi, il primo a essere scoperto (1867) e il secondo per dimensioni dopo quello di Bisceglie, in provincia di Bari. Dettaglio interessante: al centro del lastrone superiore c’è un foro che il primo giorno del solstizio d’estate è attraversato dai raggi del sole. Il nome deriva dal dialetto scùndere, ossia nascondere, perché utilizzato come nascondiglio. Intorno al dolmen principale si dipanano una serie di “percorsi megalitici” e naturalistici.

Noi però proseguiamo per Giurdignano, tappa finale e pezzo forte del nostro tour. Qui si trova un vero e proprio Parco megalitico con 7 dolmen e 18 menhir scoperti tra il 1893 e il 1910. Secondo lo studioso Cosimo De Giorgi erano molto più numerosi in passato, ma sono andati distrutti un po’ per incuria, un po’ per la messa a coltura della zona e un po’ per l’urbanizzazione sempre più invadente. Alcuni, infatti, sono stati addirittura inglobati nelle abitazioni. A 100 metri dall’abitato troviamo il Menhir di San Paolo, sotto il quale è stata scavata una piccola cripta dedicata al santo, altro esempio di cristianizzazione. Seguiamo le indicazioni per il Dolmen Stabile e incontriamo il Menhir Vicinanze 1 e il Menhir Vicinanze 2. Poi ecco il Dolmen Stabile che ha una particolarità: una scanalatura lungo il lastrone superiore che finisce in una conchetta, forse destinata alla raccolta del sangue come vogliono le teorie che ritengono i dolmen altari per i sacrifici.

Il nostro itinerario tra i dolmen e i menhir pugliesi termina qui. Mentre noi torniamo sui nostri passi, verso Lecce, vi lasciamo con una piccola curiosità. La tradizione salentina tramanda che i menhir celino tesori… Per avere qualche speranza di trovarli seguite il rituale: assieme a un amico appoggiatevi al menhir in questione e attenzione, giunta la mezzanotte questo si inclinerà schiacciando quello di voi con l’animo meno puro e lascerà così scoperto il tesoro! Molti menhir sono stati divelti alla ricerca di questi tesori nascosti, le cosiddette acchiature.

Per chi preferisse affidarsi a visite guidate segnaliamo l’associazione Amici dei Menhir.