Skyros, un’isola dove nascondersi

Skyros CC stu smith

Si racconta che allo scoppiare della Guerra di Troia, mentre tutti gli Achei si preparavano a sfidare la morte per conquistare la città sul Bosforo, la madre del valoroso Achille, Teti, si desse un gran daffare per impedire al figlio di unirsi all’esercito. Si sa: Achille era un tipo facile a menar le mani… Il guaio era che una profezia (c’è sempre una profezia menagramo in questo genere di storie) aveva avvertito la signora che il figlio, lì a Troia, si sarebbe sì conquistato la gloria, ma ci avrebbe pure lasciato le penne. Sapete, per via del tallone… Potete immaginarvi il cuore di mamma: non si sa bene come, riuscì a non far sapere nulla al figlio e trovò un posto isolato dove nasconderlo, lontano dalle rotte più battute, dove pochissimi passavano e il tempo trascorreva tra il mare, il sole e il silenzio. Questo posto era l’isola di Skyros, nelle Sporadi Settentrionali, poco distante dalle isole Cicladi.

All’epoca regnava sull’isola un certo Licomede, che aveva solo figlie femmine. Teti impose al figlio di vestirsi sempre da donna e di stare con loro. La storia non racconta bene come la prese Achille, ma pare che accettasse l’idea della madre: probabilmente avrà pensato che qualche vantaggio la situazione, per quanto imbarazzante, poteva pure darglielo. Conclusione: mentre tutti si armavano e partivano, lui se ne rimase in mezzo a un sacco di ragazze, in un’isola dai panorami mozzafiato e dalle spiagge incontaminate. Non so quanti di voi potranno godere delle stesse condizioni privilegiate, ma di sicuro se andate a Skyros, troverete, millenni dopo, la stessa tranquillità e la stessa bellezza primigenia.

Perché in effetti a Skyros ci si va per una vacanza al mare senza il chiasso e la confusione delle isole greche più turistiche: è una scelta ben precisa – è tutto un altro mondo rispetto a Mykonos, tanto per essere chiari. Vita notturna pressocché prossima allo zero, passeggiate, bagni, esplorazioni in barca tra cale e insenature, rovine antiche e panorami idilliaci: l’isola ha una fisionomia tutta sua rispetto alle altre Sporadi, frastagliata e puntuta com’è (c’è addirittura un altopiano quasi desertico di 792 m., il Kòhila), e molto meno verde; ma è sicuramente la più romantica.

Ci si arriva via mare attraccando col traghetto a Linaria, il principale porto dell’isola, e già il colpo d’occhio ripaga del viaggio: alle spalle del borgo di pescatori, tra l’ocra accesa dei brulli rilievi, spicca il verde intenso dei frutteti della Valle di Dimitrios che raggiungono il nord della città, affacciandosi sulla costa.

isole sporadi

CC Kostas Limitsios

Altrimenti ci si arriva in aereo, anche se i voli sono molto meno frequenti dei traghetti, e la città più vicina all’aereoporto, sito all’estremità Nord dell’isola, è Skyros, il capoluogo amministrativo, incredibile borgo dalle casette arroccate attorno a un’altura da cui domina l’antica roccaforte veneziana, dei tempi in cui l’isola faceva parte dei domini della Serenissima, finché la Grecia non cadde nelle mani dei Turchi (1538).

Bisogna un po’ meritarsela, Skyros: ci sono mete molto più facili da raggiungere, ma poi l’isola è tutta vostra e vi ripagherà con generosità. Eccovi un po’ di indicazioni per un “turismo lento”, molto lento.

Già Linaria vi accoglie con una bella spiaggia sabbiosa, pulita, nonostante la vicinanza del porto; ma a soli dieci minuti in barca, a Sud Est del paese, si apre l’incantevole Golfo di Kalamitsa, dalle mille insenature tra cui la Baia di Aràzo con spiaggia ghiaiosa da cui in mezz’ora di cammino lungo la spiaggia potete raggiungere altre due baie da sogno, quella di Ahìli e quella di Meàlos, sulla costa orientale (questo infatti è il punto più stretto dell’isola). Noterete tra l’altro una caratteristica di Skyros: la costa orientale è tutta scoscesa e uniforme, quella Ovest invece è una riva con pendii delicati e dolci, ricca di insenature e isolette – come potrete vedere andando nella Baia di Pèfko, davanti all’isoletta di Valàxa (mezz’ora a piedi da Linaria); o nel successivo Golfo di Aghios Fokas. Sotto Skyros invece, a 15 minuti di camminata a Nord, troverete la più lunga spiaggia sabbiosa della costa Orientale, Molos, e a Sud Est, coste rocciose e impervie, che nascondono grotte marine da scoprire con una barca, maschera e boccaglio. C’è anche la baia di Achille, ovviamente, Ormos Achillis: doveva diventare un porto turistico per yacht di lusso, ma il progetto non è stato realizzato e ora la spiaggia rimane una tra le più belle della costa orientale e tra le meno frequentate.

Siete al mare, ma non volete rinunciare al trekking? Da Skyros salite al monastero di Aghios Dimitrios, 40 min. di passeggiata nell’alta valle di Dimitrios, alle pendici del monte Aghios Gheorgheos; oppure in un’oretta salite sul Monte Olimbos (non Olimpo, eh! Con la B: OlimBo), 403 m. sarete ripagati dalla vista sul mare, a Nord e sulla fertile valle del Katokambos. Peraltro, per mantenersi allenati, basta salire al Kastro di Skyros, il castello in cima alla rupe del paese: ripida salita eccellente per rinforzare i polpacci e/o procurarvi un infarto, se ce la fate ad arrivare però la vista è stupenda.

Finirà che non vorrete andarvene più. Come Achille, probabilmente, che se ne sarebbe rimasto chissà ancora per quanto, se non fosse arrivato il furbissimo Ulisse, incaricato di trovare l’imbattibile guerriero. Una volta scovato, non ci volle molto a Ulisse per convincerlo a smetterla di fare l’imboscato e andare a fare il suo dovere di uomo e di eroe mitologico. Achille decise di andarsene da Skyros e di non tornarci mai più. Che fesso. Fortuna che noi non siamo eroi.

Dove dormire. A 200 metri dalla spiaggia Gyrismata, Villa Mantalena mette a disposizione immacolati appartamenti tipicamente decorati, con terrazze vista mare, per 75 euro a notte (monolocale in alta stagione).