Provenza, una settimana tra Avignone e Nimes

viaggio in Provenza CC nadia & massimo

Avete una settimana di ferie capitata all’improvviso, non vi siete organizzati, non potete/volete andare in capo al mondo, ma ci tenete ad attraversare luoghi fitti di storia e di storie, mangiar bene e bere meglio? Qualche volta nella vita si può avere tutto, ad esempio in Provenza.

È a due passi dall’Italia, ci si arriva in aereo in un’oretta (all’aeroporto di Marsiglia) o in treno (da Milano in una giornata, ad esempio) ed è da sempre crocevia di popoli, culture, poeti, pittori, musicisti, buongustai, tra paesaggi ameni e scorci da cartolina. Colline, mare, lagune, il fiume Rodano, lavanda a ogni angolo e cene memorabili: con un minimo di organizzazione, anche solo via internet, potete ottenere tutto last minute.

Tappe dell’itinerario: Torange – Avignone – Rousillon – Petit Luberon – Pont du Gard – Nimes – Arles – Les Baux de Provence – Aigues-Mortes – Sainte Marie de la Mer.

Il tour

“Provenza” è un nome che abbraccia più territori – quello delle Foci del Rodano, quello del Vaucluse, il Var, l’Alta Provenza e le Alpi Marittime. Ogni zona ha delle caratteristiche peculiari. Non potete pensare di coglierle in una settimana: sarebbe uno spreco. Ci limiteremo perciò a due zone, per questo itinerario: il circondario del Vaucluse, a Nord di Avignone; e il territorio di Nimes, alle Foci del Rodano.

Una soluzione classica, suggerita in genere di prim’acchito, è noleggiare una macchina o un camper e poi girare per la regione andando per Bed & Breakfast o piazzole di sosta. È una buona idea, ma qui presentiamo un itinerario per chi non ha voglia di guidare: la ricchezza dei collegamenti interni vi permette di starvene tranquilli a far fotografie mentre qualcuno vi porta in giro di qua e di là, così vi godete la settimana senza far niente dall’inizio alla fine. Dovrete solo portarvi i bagagli un paio di volte, ma è il massimo della fatica richiesta. Si può perciò pensare di articolare la settimana su due basi, da cui poi partire per esplorare il territorio: una più a nord e una a Sud.

Usiamo il Rodano come asse lungo il quale muoverci e trascorriamo i primi tre giorni ad Avignone. Da qui ci muoveremo per tutta la zona nord occidentale della Provenza: ci sono centri di eccezionale interesse nel raggio di pochi chilometri. Saranno giornate spese tra colline, parchi, borghi medievali (ma questa è una costante di un po’ tutta la regione), torrenti e bassi rilievi. È la zona del Rodano “alto”. L’altra metà della settimana la dedicheremo al Sud, alle foci del Rodano, dove il territorio si trasforma mano a mano che va a confondersi con la Camargue e le sue lagune, tra cavalli, tori, gitani ed echi della non lontana Spagna. Base possibile: Nimes.

Prima di descrivere le singole tappe, però, arriviamo alle informazioni pratiche che tornano sempre utili.

In pratica

Quando andare. È una regione mediterranea, il che significa che non ci sono particolari controindicazioni. La bella stagione comincia a marzo, molto simile alla gran parte d’Italia. Certo, tutti consigliano i mesi di maggio, giugno, potendo scegliere: le giornate sono perlopiù terse, grazie al vento che soffia gentilmente tenendo lontane le nubi; la natura si veste a festa e soprattutto le comitive di turisti sono ancora lontane. A luglio e a agosto, invece, il caldo si fa sentire. La regione rimane comunque molto bella, ma il tasso di umidità è da pianura padana. Suderete molto e in più vi troverete circondati dalle orde dei viaggi organizzati, nelle mete considerate imperdibili. D’altronde, imperdibili alcune città (come Avignone) lo sono davvero, per cui tenete conto di questo disagio, se siete sociopatici e state male in mezzo alla pazza folla. Gli abitanti della zona suggeriscono peraltro di viaggiare in Provenza a settembre: il clima è ancora clemente (a differenza del resto della Francia e d’Europa) e le strade tornano a svuotarsi. Nei mesi invernali, tenete presente che la Provenza ha una ricchissima tradizione a proposito del Presepe e delle festività natalizie; per cui capite bene che avete ragioni per partire lungo tutto l’arco dell’anno.

Costi. No, non è proprio un viaggio low cost. Ma oggi internet ci aiuta molto a trovare le occasioni giuste, sia per gli alberghi che per i biglietti, per cui, con la dovuta attenzione dei veri viaggiatori, si riesce a restare al di sotto della soglia dei 70-90€ al giorno.

Spostamenti. Potete stare tranquilli. I collegamenti interni sono capillari, solo non aspettatevi una puntualità impeccabile.

Da leggere…

Volete qualche suggerimento di lettura, per ispirarvi nel vagabondaggio? Be’, tenete presente che la letteratura occidentale nasce nella Provenza medievale, per cui a essere rigorosi dovremmo suggerirvi la lettura di qualche romanzo cortese del ciclo arturiano alla Chretien de Troyes, ma forse non è propriamente la lettura più indicata per cui ripieghiamo convinti sui molto (ma molto) più leggeri libri di Peter Mayle (Un anno in Provenza, Toujours Provence, Chi ha rubato Cezanne, e il più celebre Un’ottima annata, da cui il film di Ridely Scott), con il quale potete scoprire la regione, così come ha fatto lui, da Inglese rimasto affascinato dal suo calore (e soprattutto dal suo sole). Ma avete anche Avignon Quintet di Lawrence Durrell (1985); Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald (1934), ambientato nel Sud della Francia; Lettere dal Mio Mulino, di Alphonse Daudet (1869); Il Conte di Montecristo, di Alexandre Dumas (1844), ambientato (anche) nello Château d’If a Marsiglia; e poi c’è il padre per antonomasia della letteratura provenzale, Frédéric Mistral, che nel 1904 vinse addirittura il Nobel col suo Mirèio. Sfogliate poi i cataloghi di quadri: in Provenza ha piantato il cavalletto gente come un certo Vincent Van Gogh e un tal Paul Cézanne, tanto per citarne due.

Si parte! A breve scopriremo Avignone, tra mura difensive e Patrimoni dell’umanità ➔