Itinerario tra i murales di Milano

murales, porta garibaldi © WallsOfMilano

Premessa: chi scrive considera murales e graffiti una forma d’espressione e d’arte che rende le città più belle, più colorate, più vive. Murales che andrebbero incentivati e appoggiati maggiormente e non hanno nulla a che vedere con le scritte – dette “tags”- che imbruttiscono e deturpano i muri e le strade. Se si facesse maggiore chiarezza su questo punto, soprattutto da parte di chi governa, le cose andrebbero certamente meglio.

Parliamo di Milano, dove il periodo – coincidenze astrali e politiche – è ottimo per gli appassionati di murales o semplicemente chi ne apprezza rappresentazioni e sfumature: la città nel corso degli anni è cambiata profondamente fino a diventare un luogo dove il murales piace al privato ed è riconosciuto dal pubblico. Basta andare in giro quando le serrande sono abbassate per notare come tantissimi negozi abbiano scelto e fatto realizzare un murale sulla propria saracinesca. Per fare un esempio, la gelateria Frozen di Corso di Porta Ticinese – una delle vie più frequentate di Milano – ha fatto realizzare il ritratto di Don Andrea Gallo e Fabrizio De André con sotto citazioni di ognuno dei due personaggi. Un’idea interessante, che abbellisce la città anche quando i negozi sono chiusi.

È opportuno fare un minimo cenno storico e ricordare che i murales nascono da movimenti di protesta e controculture, come libere espressioni di creazione delle periferie e dei ghetti contro il potere, nel tempo poi ha assunto sempre più importanza il valore estetico, conservando molte volte anche il valore sociale. Oggi spesso enti pubblici ne fanno un uso finalizzato a rafforzare l’identità e il turismo di Milano.

Murales, Milano

© WallsOfMilano

Tornando alla realtà milanese, non c’è un vero e proprio quartiere per i ragazzi che vogliano realizzare un murale: più in periferia che in centro, ormai gli ‘affreschi urbani’ sono ovunque, da nord a sud, est e ovest, e capita spesso di fermarsi negli angoli più impensabili ad ammirare di nuovi o che non si sono notati in anni di passaggi.

Per facilitare chi voglia compiere un vero e proprio viaggio nei murales di Milano divideremo la città in quattro zone(nord, est, ovest, sud) in modo da rendere più immediata una mappa mentale; ovviamente non potremo essere esaurienti nelle indicazioni, solo per la quantità di nuovo affreschi che nascono ogni mese, quindi vi invitiamo nei commenti a suggerire luoghi non segnalati e nuove opere interessanti.

Partiamo da Nord, o meglio dire nord-est: al Parco della Martesana potrete trovare tanti murales e non solo, anche disegni realizzati con sticker art incollati sui muri e i famosi ‘panettoni pinguino’ di Pao (nella foto a destra). Un po’ di colore all’interno del verde del parco e vicino ai sottovalutati navigli della Martesana.

A poco distanza, in via Watteau, troverete uno dei luoghi di culto di Milano per i graffitari, uno dei posti più frequentati e dove le opere hanno maggiore visibilità: sia all’esterno che all’interno del centro sociale – o se preferite spazio sociale – Leoncavallo (nella foto in home) è tutto un fiorire di disegni e murales sempre in divenire e che cambiano almeno ogni anno. Via Watteau è un po’ nascosta ma non fatevi intimorire, sarete ricompensati. Ancora meglio se entrate al Leoncavallo, dove potrete ammirare dei murales storici di lotta e di antica data, come quello per la liberazione di Mumia Abu Jamal. Se volete unire cultura e diletto date un’occhiata al sito, scegliete tra la vasta offerta musicale e approfittatene per godervi i murales in una serata danzante.

Pao, Milano

© WallsOfMilano

Torniamo al nostro giro in città. Andando più verso il centro, al quartiere Isola potrete apprezzare in Piazzale Minniti il lavoro di Microbo, così si fa chiamare Roberta, catanese di nascita, milanese d’adozione, esponente della Street Art cittadina. Sempre lì vicino, in via Cola Montano 15, altro pezzo niente male dell’olandese Zedz (nella foto in alto). Sempre in zona, a Garibaldi nei pressi della Metro, è probabile che incontriate altri pezzi pregiati, spesso commissionati dal comune.

Spostandoci più verso Ovest si possono trovare diversi graffiti e murales a Molino Dorino, nei pressi della fermata della Metro, dove si è tenuto un vero e proprio live painting sul passare del tempo come metafora di vita attraverso il colore delle stagioni. Scendendo un po’, verso zona San Siro, una novità molto apprezzata e significativa è in via dell’Ippodromo, che porta da Piazzale Lotto allo stadio: lungo tutta la via infatti il Comune, in collaborazione con Stradedarts, Associazione culturale che rappresenta tanti writers italiani e alcuni sponsor, ha promosso l’iniziativa per colorare tutti i muri grigi (e spesso pieni di insulti) della via con il risultato di rendere molto più bello e interessante il percorso verso lo stadio. Un esempio virtuoso di come istituzioni, privati e artisti possano lavorare insieme per migliorare lo spazio pubblico e quindi la vita dei cittadini.

Spostandoci decisamente più a sud, in zona Porta Genova e Navigli, abbiamo un’altra carrellata coloratissima di graffiti e murales. Primo elemento da ‘fotografare’ è Elicriso, all’angolo tra via Vigevano e via Gorizia, casetta storica di anarchici milanesi che all’esterno presenta un’elevatissima quantità di disegni, i più disparati, e difficilmente sfugge all’occhio dei turisti, che spesso indugiano a lungo sulle immagini fotografandole e chiedendosi cosa mai ci sia in quella casetta in mezzo alla movida (all’interno trovate una libreria e un mercatino di prodotti biologici). Se poi scendete lungo il sentiero (che esiste da un anno) dove ci sono panchine e praticello costeggianti la Darsena, lì troverete una sfilza di graffiti e murales realizzati nel 2011, di cui il più imponente (e il più importante) è sicuramente quello dedicato a Davide Cesare, militante del centro sociale O.r.s.o ucciso nel 2003 proprio in zona sud.

Foto gallery: i murales di Milano

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