L’Oman è un mondo a parte nella Penisola Arabica

Oman, tramonto Jebel Akhdar, Oman | Robert Haandrikman

Imboccando la superstrada a sei corsie che dall’aeroporto conduce alla città di Muscat, è difficile credere che nel 1970 solo una decina di chilometri di strada fosse asfaltata, le auto e la luce elettrica erano una rarità, in tutto il paese c’erano solo tre scuole e un ospedale, i Beduini a cammello erano nomadi e le porte della capitale venivano chiuse la notte dalle guardie del sultano.

Oggi l’Oman è un paese ricco e moderno, e l’artefice di questo miracolo economico e sociale è l’amato Sultano Qaboos bin Said, succeduto con un colpo di stato al padre, Saʿīd bin Taymūr che gli impediva di attuare le riforme. Qaboos è un monarca lungimirante, amante della musica classica e della letteratura, che ha voluto spartire con il popolo i proventi delle ricchezze naturali, prime fra tutte petrolio e gas, investendo in sanità, istruzione, infrastrutture, con strade che non invidiano il livello europeo, alberghi di lusso, moschee ed eleganti abitazioni in stile arabo, ben diverse dai grattacieli delle vicine Dubai e Abu Dhabi.

In Oman non si pagano tasse, l’assistenza ospedaliera pubblica è gratuita, e le scuole e i centri sanitari di prima assistenza raggiungono tutti i villaggi anche i più piccoli e remoti, per consentire agli abitanti di vivere nei loro territori. Il livello di scolarizzazione è abbastanza elevato. La scuola, non obbligatoria, è gratuita senza distinzione di sesso o razza fino a 18 anni, come pure l’università pubblica, con borse di studio a studenti meritevoli per formazione all’estero. Inoltre i giovani a 23 anni di età, o prima in caso di matrimonio, possono avanzare domanda per l’ottenimento gratuito di un terreno di 600 metri quadrati per edificare la propria casa.

Un deciso e rapido cambiamento, nel rispetto delle antiche tradizioni e di un islam pacifico, che lascia ben sperare perché passa attraverso la cultura e la parità di diritti. Il Sultano ha infatti fortemente influenzato la posizione delle donne fino a pochi anni fa escluse dalla vita pubblica: il suffragio universale al compimento dei 21 anni risale al 2002, il decreto per uguali diritti ereditari al 2008. La legge inoltre sancisce l’uguaglianza tra uomini e donne anche nel lavoro.

La presenza femminile nelle scuole è in costante aumento. Le donne in Oman possono guidare, insegnare, rivestire ruoli dirigenti nello stato, o in incarichi pubblici, possedere proprietà o gestire attività. Possono divorziare, ma solo per vie legali, mentre agli uomini basta pronunciare tre volte la propria volontà davanti a tre testimoni. Nel matrimonio la poligamia è meno comune soprattutto tra i giovani, anche se la scelta tra marito e moglie avviene spesso nell’ambito della stessa tribù.

Grande Moschea di Muscat, Oman

Grande Moschea di Muscat, Oman | vladislav@munich

Se tutto questo vale nelle grandi aree urbane, la strada da percorrere è ancora molto lunga nelle zone rurali dove le tradizioni patriarcali, a volte tribali, sono fortemente radicate e troppo pochi sono i cambiamenti avvenuti. Anche se, impantanandovi tra le alte dune del Sharqiya Sands con il vostro 4×4, potrà capitarvi di venire soccorsi da una beduina a bordo della sua Toyota.

Il petrolio non sarà per sempre una fonte di reddito sufficiente e l’attento e sagace Sultano sta investendo da tempo nel turismo, aperto dal 1987 con enorme successo. Un islam tollerante, una delinquenza pressoché nulla e una popolazione accogliente e discreta, invitano a visitarne l’affascinante patrimonio monumentale e naturale, tra antichi forti e castelli, colorati souk e migliaia di chilometri di costa, wadi e deserti d’impressionante bellezza, con straordinari canyon tra montagne rocciose alte e imponenti.

Un fascino legato alle tradizioni mai dimenticate, all’orgoglio di essere omaniti. Come la donna che fuori dalla Grande Moschea di Muscat nell’offrirci il simbolo dell’ospitalità locale, l’immancabile caffè al cardamomo con datteri freschi, ci domanda in perfetto inglese: “cosa vi è piaciuto di più del nostro paese?” In fondo vuole sentirci rispondere: “la gente dell’Oman”, e poter così aggiungere, “è perché noi vi mostriamo il vero Islam!”.

Cosa riserva il futuro per questo paese, che rappresenta oggi un mondo a parte nel contesto geopolitico della Penisola Arabica? Seppur governato da un sovrano illuminato e per quanto mostri il volto gentile di un islam tollerante e aperto alla modernità, va tuttavia ricordato che l’Oman è una monarchia assoluta: tutto il potere è in mano al Sultano e l’Assemblea Legislativa, seppure eletta a suffragio universale, dispone solo di poteri consultivi.

Oman, Children in Wadi Bani Awf

Children in Wadi Bani Awf | Mark Hills

Il Sultano Qaboos è anziano, malato e senza figli. Ha chiuso il nome del suo successore in una busta, da aprire solo in caso di mancato accordo. Il prossimo Sultano avrà la stessa lungimiranza, carisma, intelligenza e amore verso il suo paese? E’ il nostro augurio all’Oman perché la cultura e le donne sono la grande speranza per un futuro migliore e più tollerante.

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