Aberdeen, inizia qui la leggenda di Kurt Kobain

Aberdeen, Kurt Cobain Memorial Park Aberdeen, Kurt Cobain Memorial Park | Foto reverendlukewarm

I tergicristalli stridono, ma non li sento più ormai. Sono quasi arrivata. Leggo il nome della cittadina con un sottotesto familiare e varco il confine immaginario segnato dal cartello che mi dà il benvenuto. Nella mia testa si accende Come as you are, il riff nella versione mixata e bistrattata, figlia dell’originale e di una cover piena di velleità artistiche suonata con una chitarra classica in una stanza di liceali. Negli anni ’90 ascoltavamo i Nirvana senza tregua. Ascoltavamo Kurt Cobain. Un essere favoloso, con la sua voce, la sua musica, la sua purezza e dannazione.

Perché abbia iniziato un itinerario musicale in cerca dei Nirvana e di Kurt Cobain iniziando da Aberdeen, e non da Seattle, è semplice: per seguire un filo rosso temporale. Lo spirito e la musica di Kurt Cobain cominciano da qui. Avrei dovuto iniziare da Hoquiam a dirla tutta, dalla casa al 2830 di Aberdeen Avenue, dove Kurt nacque e visse nei primissimi anni con la sua famiglia. Una modesta abitazione da dove si trasferirono in Fellony Flats, quartiere povero di Aberdeen, al 1210 di East First Street. Ma non mi pareva avesse molto senso, visto che aveva due anni all’epoca del trasloco.

Arrivo alla casa d’infanzia in East First Street con facilità, dopo pochi minuti e un paio di svolte. Eccola qui. L’abitazione è conservata tale e quale, quattro locali tra cui la camera in mansarda di Kurt con un bel buco nel muro. Meno resistente della rabbia evidentemente. Ci sono scritte varie, anche dedicate alle band amate, che qualche anno fa valevano mezzo milione secondo mamma Cobain. Così era monetizzato un pezzo di storia del rock. Eppure la casa, nonostante i ribassi, è ancora invenduta. Nessuno la compra. Chi vive da quelle parti dice che nessuno lo farà, perché è lì che Kurt ha conosciuto il dolore. C’è poi la versione haunted, secondo cui la casa sarebbe abitata da presenze funeste, e c’è chi si dà da fare e sta raccogliendo fondi per farne un museo. Jaime Dunkle con il suo crowfounding ci sta provando, ma le donazioni latitano.

Vicino alla casa si trova il parco, il Kurt Cobain Memorial Park, o Kurt Cobain Landing, che la mia mappa segna proprio a ridosso del fiume Wishkah. Mi mette un po’ a disagio questa tappa, mi dibatto tra il voler credere che la comunità abbia voluto onorare davvero il suo figlio più celebre – dopo 17 anni dalla morte – e la sensazione di trovarmi di fronte a un’operazione malriuscita di marketing per una cittadina sconosciuta e non propriamente amata da Cobain. Il parco, aperto nel 2011 grazie alla Kurt Cobain Memorial Foundation, è disseminato qua e là di manufatti e cartelli celebrativi. Il più interessante è la scultura finanziata dai fan, riproduzione dell’amata Fender Jag-Stang di Cobain. A seguire una sorta di lapide con alcune citazioni – tipo “le droghe ti fotteranno” – e un ritratto con versi da Something In The Way. E infine il ponte, lo Young Street Bridge reso celebre proprio da questo brano. Questo nascondiglio con i graffiti sul cemento è il luogo che più sento vibrare: qui sulla sponda melmosa del fiume, il ragazzo Kurt si rifugiava per trovare un po’ di pace.

Underneath the bridge
The tarp has sprung a leak
And the animals I’ve trapped
Have all become my pets
And I’m living off of grass
And the drippings from the ceiling
But it’s okay to eat fish
‘Cause they don’t have any feelings
Nirvana, Something In The Way

Young Street Bridge Aberdeen

Young Street Bridge | Foto popturf.com

Per un periodo di quattro anni, dopo la separazione dei genitori, il giovane Cobain visse a Montesano col padre e poi con nonno Leland nella sua roulotte nel Mobile Home Park dove oggi vive ancora lo zio di Kurt. Tornò poi ad Aberdeen e prima di incontrare Krist Novoselic, la cui casa era al 1120 di Fairfield Street, Kurt se ne andò dall’abitazione condivisa con la madre nel 1984 e si spostò da un appartamento ad un altro. Dormiva nella sala d’aspetto dell’ospedale, sotto qualche portico o in qualche edificio abbandonato quando non aveva un tetto. Qualcuno lo ospitava. L’ultimo indirizzo dove visse da solo è al 1000 di East Second Street. Ci andò a vivere il 1 settembre del 1986, ma da lì a poco sarebbe andato a Olympia e con Krist Novoselic avrebbe fondato i Nirvana.

Riprendo l’auto e dopo un paio di minuti passo di fronte alla Aberdeen High School (410 di North G. Street), ma non mi fermo: non è la stessa dove sia Cobain che il bassista dei Nirvana studiarono. Quella è bruciata qualche anno fa. Proseguo nel mio itinerario facendo tappa all’Aberdeen Museum of History. Di primo acchito trovo la cosiddetta statua di Kurt piangente inguardabile. Chiedo notizie dell’artista, un certo Randi Hubbard. Gli studenti della scuola d’arte mi dicono che ogni 8 aprile ai piedi dell’opera si crea una sorta di santuario con fiori, memorabilia, dediche e quant’altro portati dai fan. Sì, la statua non mi piace affatto, rimpiango la chitarra nel parco. Mi dico che almeno questa colata di cemento è stata fatta poco tempo dopo la scomparsa del musicista. La sensazione, sempre più crescente, è che l’intento celebrativo da parte di Aberdeen non sia per nulla all’altezza della leggenda.

Kurt Cobain è stato arrestato due volte ad Aberdeen: la prima nel 1985 per aver scritto sui muri dell’attuale Bank of America, all’epoca Seafirst Bank, “Ain’t got no how watchamacallitno”; la seconda l’anno seguente, per violazione di domicilio mentre vagava sul tetto dell’edificio abbandonato al 618 W. Market Street, dove fino a poco tempo fa si trovava un Juicy Tan. Definitivamente chiuso il Pourhouse al 506 di Wishkah Street, locale di live music dove Cobain e Novoselic suonarono diverse volte, l’ultima con Buzz Osborne dei Melvins.

aberdeen, nirvana

Dove dormire. Ad Aberdeen non c’è molta scelta, se vi fermate a dormire optate sicuramente per il Best Western Plus. Se volete sentire e vedere l’oceano, per una passeggiata al tramonto sulla spiaggia spostatevi a Ocean Shores dove troverete il Quality Inn.

Credo sia arrivato il momento di seguire i Nirvana verso Seattle. Il mio tour ad Aberdeen, un anello che mi porta al punto di partenza, è terminato. Prima di puntare verso la città della musica Grunge, farò tappa ad Olympia, al 114 di Pear Street. Dove i semi di Nevermind furono piantati. Per sbocciare in un album indimenticabile.

Prossimamente online la seconda parte dell’itinerario musicale dedicato ai Nirvana. Per non perdere i prossimi articoli segui la nostra pagina Facebook!