Alamar: il vecchio, il mare e un bambino

Alamar Film, Messico, Banco Chinchorro Alamar il film (Messico/Italia, 2009)

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela della Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce.
Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare

Ricorda Hemingway il film Alamar (Messico, Italia, 2009, 73′) di Pedro González-Rubio. Appena arrivato nelle sale italiane racconta il legame tra un padre e un figlio ed è girato nella Riserva di Banco Chinchorro, il più esteso atollo corallino dell’emisfero settentrionale al largo della costa sudorientale del Messico, nelle acque del Mar dei Caraibi.

Il vecchio pescatore di Alamar si chiama Nestór e vive in una palafitta. Non è solo: c’è il mare e ci sono il figlio Jorge e il nipotino Natan di cinque anni, arrivati per trascorrere una vacanza. Ogni giorno i tre vanno a pescare. Sulla piccola barca di legno con motore fuoribordo la cinepresa è mobile e segue ogni movimento dell’acqua. In parte gli attori interpretano se stessi. Jorge Machado e Roberta Palombini sono veramente i genitori di Natan. Hanno preso strade diverse, il padre sempre a contatto con la natura, la madre amante della vita urbana a Roma. Nestór, invece, non ha legami di parentela con Jorge e Natan, ma è davvero un pescatore esperto delle acque caraibiche.

Come nel romanzo di Hemingway, nella pellicola di González il protagonista è il mare. Le riprese subacquee mostrano la pesca in apnea con maschera, boccaglio, pinne e fiocina a mano. La pesca è praticata con metodi tradizionali che rispettano l’ecosistema. L’armonia familiare si riflette nell’armonia con la natura.

 

Tuffandosi nei fondali, Nestór e Jorge prendono le aragoste. Il piccolo Natan le afferra dalla punta delle chele con timore divertito e curiosità. Sulla barca lo sguardo del regista insiste sulla pulizia del pesce. Jorge fa toccare a Natan i dentini aguzzi di un pagro. Il pesce pinnato viene mondato dalle viscere e dalle squame. La cucina spartana della palafitta di Nestór accoglie il riposo del mangiare in compagnia. Il barracuda è servito a fette impanate e il nipotino racconta con i suoi occhi di bambino che in Italia il pesce non si pesca, ma semplicemente si compra. Il nonno prepara una zuppa di crostacei piccante e domanda se a Roma c’è qualcosa di simile.

Mentre i due adulti danno l’antivegetativa alla barca, Natan gioca sul bagnasciuga, ma deve stare attento ai coccodrilli. Vengono inquadrati dalla macchina da presa mentre affiorano sul pelo dell’acqua o si allungano lentamente poco sotto. Il bimbo fa amicizia con un piccolo e sinuoso uccellino bianco, una garzetta. La chiama Blanquita. Jorge gli insegna a non spaventarla, a far piano, ad aspettare la confidenza dell’animale, perché loro, umani, sono molto più grandi e gli fanno paura.

Dove vedere il film. Alamar ha vinto numerosi premi in giro per il mondo ed è appena arrivato nella sale italiane. Lo potete vedere a Milano al Cinema Beltrade, a Roma al Piccolo Apollo e in qualche altra sala e città italiana. Per trovare la proiezione a voi più vicina consultate il sito ufficiale.

Attraverso una storia basata sulla relazione tra l’uomo e l’ambiente a Chinchorro, volevo restituire il mio amore per questa regione e l’ammirazione e il rispetto che nutro per le vite dei suoi pescatori. Non volevo avere un approccio distante e intellettuale, in questo film. Volevo raggiungere un’esperienza visiva che potesse suggerire empatia con i personaggi. Mentre conducevo le ricerche, stavo lavorando su una storia basata sulla relazione tra padre e figlio. Alamar è stato ispirato dalla semplicità dell’essere felici.
Pedro Gonzàlez-Rubio

Messico, Banco Chinchorro – Šarūnas Burdulis

Banco Chinchorro, ecosistema da preservare

Dopo aver visto il film vi verrà probabilmente voglia di visitare o almeno saperne di più sui luoghi in cui è girato. Banco Chinchorro si trova a 35 chilometri dalle spiagge dove sorgono villaggi di pescatori come Mahahaul, nello stato del Quintana Roo, Messico sud-occidentale. L’atollo è separato dalla costa da una fossa oceanica profonda mille metri. È interamente circondato dalla barriera corallina e copre un’area di circa 144 ettari di cui solo lo 0,4% è terra ferma. Poco distanti ci sono le piccole isole rocciose di Lobos, Centro e Norte.

L’ecosistema di Banco Chinchorro è unico e complesso. Si calcola che ospiti 778 specie suddivise tra una preponderanza di fauna marina che costituisce circa il 58% e una presenza minore di fauna terrestre (14%), flora marina (18%) e flora terrestre (10%). Ci sono 95 specie di coralli. Sono presenti crostacei come i Queen Conch (Eustrombos gigas) e gli Spiny Lobster (Panulirus argus). La pesca è un’attività economica importante per la Riserva di Banco Chincorro ed è soggetta a regolamentazione.

Come arrivare: voli per Cancun a partire da 446€ andata e ritorno.
Dove dormire: Almaplena Eco Beach Resort a Manahual.