Abbazia di Piona, arte e storia sul lago di Lecco

monastero di piona

Una domenica come tante altre. Fuori si sta bene, il sole è ancora tiepido, l’autunno è iniziato da poco e nell’aria si odorano già le intenzioni dell’inverno. Decidiamo di fare un giretto verso Lecco; diamo una sbirciata in internet, chiediamo qualche consiglio agli zii ed eccoci sulla penisola Piona curiosi di vedere l’abbazia di S. Nicolò.

Parcheggiamo la macchina appena ci sembra di essere in zona, abbiamo voglia di camminare. Non siamo distanti: i cartelli indicano che la mèta è a due chilometri. La passeggiata è piacevole e il panorama del lago merita una breve sosta, nel giro di poco siamo arrivati.

Il complesso abbaziale dell’XI secolo affonda le sue origini in età longobarda e rappresenta una delle più alte testimonianze del romanico lombardo. Esattamente sulla punta del colle Piona-Olgiasca venne edificato nel 616 per volere del Vescovo di Como, Agrippino, un piccolo sacello, la cui abside è ancora ben conservata. Successivamente, accanto all’antico oratorio, sorse una nuova chiesa, consacrata nel 1138 e dedicata a S. Maria. Intorno al nucleo di questa chiesa, nel XII secolo, fu costruito un monastero cluniacense. E nello stesso secolo, nel 1154, i monaci di Piona ribattezzarono la chiesa dedicandola a S. Nicolò, considerato il protettore dei naviganti.

Tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo, per la suddivisione delle rendite del monastero anche ai non religiosi, si diffuse nella Chiesa l’istituto della Commenda e così l’abbazia di Piona fu presa in gestione anche da alcune famiglie nobili, fino a quando nel 1935 venne acquistata dalla famiglia Rocca che soli due anni dopo la donò ai monaci cistercensi di Casamari.

La chiesa, rivolta ad oriente, di forma rettangolare, con i muri esterni costruiti in pietra locale, è costruita secondo lo schema tradizionale dell’architettura benedettina. All’interno un’unica navata con lunghe pareti laterali di pietra, il soffitto di legno e un’abside semicircolare alla cui destra si eleva il seicentesco campanile quadrangolare. Il chiostro, costruito nel XIII secolo da Bonaccorso di Gravedona e restaurato nel 1965, è uno splendido esempio di architettura romanico-lombarda dell’Italia settentrionale.  All’esterno della chiesa, vicino alla parete absidale, è possibile ammirare i resti del primo edificio sacro sorto a Piona, il piccolo sacello di Santa Giustina.

Dopo aver ammirato anche gli splendidi dipinti e il Cristo Pantocratore al centro del catino absidale, usciamo, ci sediamo un attimo e sospiriamo compiaciuti. Fuori c’è poca gente che passeggia rilassata guardandosi attorno. Ci incamminiamo verso l’uliveto: troviamo un gruppo di suore che pregano la Madonna con dei canti delicati. Non c’è che dire, una gita fuori porta molto gradevole, una sorpresa a pochi chilometri da Milano.

A malincuore decidiamo di tornare alla macchina lasciandoci alle spalle anche le prelibatezze dei Monaci, tra cui liquori pregiati, miele e tisane. Ma sulla strada, giusto per goderci gli ultimi tepori della giornata, decidiamo di fermarci a fare un aperitivo nell’azienda agricola Malacrida (tel. 0341 850822), un piccolo agriturismo che organizza pranzi e cene su prenotazione (30/35 euro tutto incluso) dove per nove euro a testa possiamo assaggiare in abbondanza deliziosi salumi fatti in casa e sapidi formaggi, il tutto accompagnato da una bottiglia di buon vino.

Dove dormire: B&B e Residence Abbazia di Piona.
Come arrivare all’Abbazia di Piona: arrivando da Lecco (a circa 35 km) percorrete la strada statale 36 dello Spluga fino all’uscita Piona e poi seguite le indicazioni che vi condurranno verso Dorio e poi verso Olgiasca fino alla meta. L’Abbazia dispone di un ampio parcheggio gratuito. Si può altrimenti arrivare via lago con i battelli che partono da Como o da Lecco.