Trieste, cosa vedere in un weekend

Trieste, cosa vedere Foto di Davide Gabino (CC)

Città di vento, di mare e di colline panoramiche. Nonché di genti provenienti da ogni dove. Ai piedi dell’altopiano del Carso e affacciata sul golfo omonimo accolto nell’alto Adriatico, Trieste si pone è terra di confine. Non solo di natura geografica – segna un’immaginaria frontiera tra Europa occidentale e centro-meridionale – ma anche culturale, in quanto crocevia di popoli da tempo immemore. Umberto Saba, che qui nacque e visse, la definì come una città dalla “scontrosa grazia”, Paolo Rumiz come un “luogo-rifugio che Dio ha messo in fondo al Mediterraneo solo per rimescolarvi ogni tanto acqua e aria col suo mestolo terribile, la Bora”. 

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Palazzi prestigiosi, punti panoramici, grandi piazze e luoghi di culto di vari credo ne caratterizzano il centro, dominato dalla presenza del mare che scompare e riappare ad ogni angolo, sotto forma di timidi scorci o ampi orizzonti. E che ogni anno, a ottobre, ospita una delle più partecipate regate veliche del mondo, la famosa Barcolana. Scopriamo ora cosa vedere a Trieste in un tiepido weekend primaverile.

Trieste, cosa vedere il primo giorno

ore 10Ore 10. Il primo incontro con Trieste deve iniziare da una ricca colazione in un caffè lungo il Canal Grande nel cuore del Borgo Teresiano, tra Via Carducci, Corso Italia e il lungomare. Ci si arriva comodamente giungendo in città con il treno (la stazione ferroviaria dista 700 metri), attraversando Piazza Vittorio Veneto con il Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa. Sul canale, lato collina, affaccia Piazza Sant’Antonio Nuovo con la chiesa omonima, il principale edificio religioso del centro, riconoscibile per il porticato con timpano triangolare in facciata. Nelle immediate vicinanze, il Tempio Serbo Ortodosso di San Spiridione, uno dei simboli urbani della commistione religiosa triestina, distinguibile per le cupole azzurre e i bei mosaici all’interno.

ore 13Ore 13. Pranzo al Caffè San Marco (Via Cesare Battisti, 18), storico luogo di ritrovo di intellettuali, da Italo Svevo a James Joyce. Oggi questo locale centenario è anche libreria.

Trieste

Foto di Stròlic Furlàn – Davide Gabino (CC)

ore 15Ore 15. Dietro il Caffè si trova la sinagoga più grande d’Italia (Via San Francesco D’Assisi), altro emblema di una Trieste multi-religiosa e ultimo segno della comunità ebraica cittadina decimata dalle leggi razziali del 1938. Il pomeriggio di visita procede girovagando per le strade lastricate del centro, sotto molte delle quali scorrono ancora oggi brevi corsi d’acqua: via Carducci, ex via del Torrente e viale XX Settembre, un tempo viale dell’Acquedotto, ne sono un esempio. Ogni via conduce ad ariose piazze urbane incorniciate da monumenti celebrativi ed edifici imponenti, a cominciare da Piazza della Borsa, uno dei salotti buoni della città. Qui spicca il Palazzo della Camera di Commercio, tipico edificio neoclassico triestino, Casa Bartoli, in stile liberty e l’antica galleria coperta Tergesteo che porta al Teatro Lirico Giuseppe Verdi. Attiguo al Palazzo del Governo, il teatro si sviluppa tra Piazza Tommaseo, con un altro caffè storico (1830) da cui prende nome, e Piazza Unità d’Italia, una delle più grandi piazze d’Europa ad affacciarsi sul mare (oltre 12 mila mq). Si susseguono, tra gli altri, Palazzo Stratti dove si trova il famoso Caffè degli Specchi (1839), Palazzo Modello, sede del Municipio, Palazzo della Regione e Palazzo della Luogotenenza austriaca, sede della prefettura. Sulla piazza anche la Fontana dei Quattro Continenti.

ore 18,30Ore 18,30. Tra Piazza dell’Unità e il Teatro Verdi, proteso per quasi 250 metri sul golfo di Trieste c’è il Molo Audace, una delle attrazioni principali della città, così chiamato in memoria della prima nave che vi attraccò dopo la prima guerra mondiale. La vista al tramonto, vento permettendo, è tra le cose da vedere a Trieste, come testimoniano i tanti giovani che qui si danno appuntamento prima del calar della sera. Dando le spalle al mare, a circa 1 km a est da Piazza dell’Unità, si raggiunge il più importante edificio cattolico cittadino, la Cattedrale di San Giusto (XIV secolo). Scendendo di nuovo in centro, dopo aver oltrepassato il Parco della Rimembranza, si arriva in un altro locale centenario, Caffé Pirona. Qui, stando alle leggende cittadine, Joyce scrisse alcune pagine del suo Ulisse e Gente di Dublino, forse degustando uno dei rinomati dolci della pasticceria del caffè.

ore 20Ore 20. Per cenare a Trieste non c’è che l’imbarazzo della scelta. Basta sapere che a tavola si avverte con forza il trascorso del regno austro-ungarico, ma che i piatti non sono solo a base di patate e carne. Alici, sarde e baccalà si accostano a goulash e minestre calde con fagioli e salsiccia, come la classica jota. Tra i locali di cucina tipica, Buffet Marascutti in via Battisti 2/b.


Cosa vedere il secondo giorno

ore 10Ore 10. Il secondo giorno partiamo da Piazza Guglielmo Oberdan dove prendiamo il tranvia di Opicina, linea panoramica che dal mare sale fino all’altopiano del Carso percorrendo 5 Km, a tratti in forte pendenza, dal 1902 (aperta tutti i giorni dalle 7.00 alle 20.00 c.a). Un giro per i musei della città, a scelta tra Museo di storia patria,  Museo della Revoltella, Museo Sartorio e altri, servirà a conoscere il passato di Trieste e ad assaporarne di più il presente.

ore 13Ore 13. Per un pranzo veloce e gustoso, ottimo un panino con porcina (maiale) e crauti, annaffiato da una buona birra da consumare in uno dei tanti bar del centro.

ore 15Ore 15. Nel pomeriggio, gita fuori porta (mezzora di treno) per una tappa imperdibile: Il castello di Miramare, Castel de Mìramar in dialetto triestino, l’idioma più parlato in città. Un tempo residenza della corte Asburgica (1850), il bianco castello dagli elementi variamente datati, è stretto tra il verde del grande parco, luogo ideale per chi ama fare jogging, e il mare e offre uno spettacolo di quiete da assaporare appieno prima di rientrare in città.

ore 19Ore 19. Tornati in centro, consigliamo di raggiungere un altro punto panoramico, il Faro della Vittoria sul poggio di Gretta, da cui ammirare la città dall’alto. Costruito nel 1923 sui resti di una fortezza austriaca, ha sostituito negli anni il primo faro cittadino, visibile ancora oggi sul Molo Fratelli Bandiera e noto come Lanterna. Imperdibile anche il Kleine Berlin, un complesso di gallerie sotterranee costruite durante la seconda guerra mondiale e aperte al pubblico con tanto di visita guidata (via Fabio Severo).

ore 20Ore 20. Il nostro giro a Trieste si conclude dove è cominciato, a filo d’acqua, questa volta sulla sua passeggiata lungomare dove i numerosi tavoli all’aperto annunciano una ricca proposta di locali in cui cenare, tra cui il Ristorante Navigando in Riva Nazario Sauro 6. Da qui lo sguardo volge ancora al golfo triestino da cui l’ultimo traghetto della sera, mollati gli ormeggi, raggiungerà nella notte le coste croate.

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