Cuba, a Playa Santa Lucia tra granchi, snorkeling e resort

Sono cinque ore di Matiz piccola, scassata e con la marmitta che ruggisce che separano Remedios da Playa Santa Lucia. Cinque ore di un’unica strada, tra una vegetazione rigogliosa come solo i paesi tropicali hanno da offrire e diversi paesini dove ti trovi magari incolonnato in una strada dietro ad un trasporto eccezionale o una riparazione pubblica del palo della luce.

Personalmente ho goduto molto del guidare a Cuba. Nonostante le strade un po’ al limite, i lunghi tragitti, è molto rilassante condurre in quasi tutti gli angoli della isla. Si va non più di 100 km/h, si incontrano dei panorami eccezionali e ci sono davvero poche auto, quindi il traffico è quasi un’esperienza mistica.

Arriviamo a Playa Santa Lucia e rimaniamo d’istinto un po’ delusi: non si tratta di spiagge paragonabili ai paradisi incontrati a Cayo Salinas, e anche il paese sembra deludente. Innanzitutto cercare una sistemazione economica non è facile: ci sono diversi resort, dove spendere meno di 50 euro – una cifra esorbitante per gli isolani – la notte è difficile. Tra questi il Gran Club Santa Lucia offre un buon servizio.


Cuba, da Remedios a Playa Santa Lucia

Un’alternativa che ci viene offerta, con fare un po’ losco, dagli abitanti di La Boca, adiacente paese di pescatori. Si tratta di affittare una casa in nero: soluzione alquanto problematica, sia perché chi te la offre lo fa in modo ansiogeno con la paura di essere scoperto, sia perché resta un modo di guadagnare alle spalle degli altri: proviamo comunque a vedere una di queste case ma sembra disabitata da anni e quindi nonostante un buon prezzo – che scende vorticosamente dopo la prima contrattazione – preferiamo un residence sulla spiaggia sui 25 euro a notte. Niente di speciale ma è la cosa più economica che troviamo.

La spiaggia è grande e strutturata, il mare almeno vicino alla riva non è niente di speciale ma per chi è diretto verso sud Playa Santa Lucia può rappresentare una buona sosta per una notte, non di più. A cosa è dovuta la fama di questa zona? Ai 21 km di spiaggia, e alla possibilità per chi esce in barca di incontrare a 2 km dalla costa una delle barriere coralline più grandi dell’emisfero nord immerse in acqua calde e turchesi. Restiamo comunque un pò perplessi di fronte a racconti di stranieri che tornano qua regolarmente a fare immersioni, snorkeling e sport acquatici, probabilmente le uniche attività possibili per chi si ferma diversi giorni. Oltre a questo l’entroterra regala una notevole varietà faunistica in particolare nella laguna di El Real si possono vedere i fenicotteri rosa.

La caratteristica che più rimane impressa del luogo sono sicuramente le migliaia di granchi che scorrazzano per la città incuranti delle auto e dei passanti. Li incontriamo già dall’auto sulle strade sterrare, dove vediamo questi velocisti rossi attraversare le strade quasi in un balletto classico. Da lì restano una presenza costante e impossibile da non notare, li trovi nella hall, nelle camere, nei corridoi, in spiaggia. Sono terrorizzati dalla presenza umana, quindi niente paura, non verrete assaltati a chelate.

La sera ci concediamo una bella cena a base di pesce in uno dei tanti ristoranti in spiaggia, il Luna Mar, dove mangiamo bene e spendiamo poco, forse il miglio momento delle 24 ore a Playa Santa Lucia. Innegabile dire che ci aspettavamo molto di più, quindi la mattina seguente riprendiamo il cammino verso il paese più a sud est di tutta l’isola: quasi 500 km di strada ci aspetta verso Baracoa.

 

Il viaggio continua… a Baracoa ➔