Non solo Moena, non solo Canazei: oltre a quelle più note e rinomate, ci sono almeno altre cinque ragioni per scegliere la Val di Fassa come meta per vacanze rigeneranti, estate o inverno che sia, e sono i centri ladini di Campitello, Mazzin, Pozza, Soraga e Vigo.
Campitello di Fassa

Da qui il mitico alpinista Georg Winkler partì nel 1887 per conquistare, in solitaria, le Torri del Vajolet. Oggi una comodissima funivia da 100 posti porta in vetta, oltre il paesino di Pian, a rimirare le cime del Sassolungo.
D’inverno, per sci e snowboard, quale che sia il livello di esperienza, si viene per esaltarsi sui 13 chilometri di tracciati del Col Rodella. Per i principianti, c’è in paese il campo scuola Col de Lin. Per i più esperti, oltre al comprensorio Dolomiti Superski e lo Skitour Sella Ronda, c’è uno snowpark, vicino alla seggiovia Grohmann, perfetto per skicross e boardercross.
In estate non mancano le possibilità di escursioni, ad esempio potete spingervi a esplorare il corso del rio Duron, verso il Prà Molin nei boschi d’alta quota dell’imponente pino cembro, per salire in poco meno di tre ore al Rifugio Micheluzzi, su di un percorso un tempo usato da pastori e mercanti per scendere in Val di Fassa dall’Alpe di Siusi e da Castelrotto.
Quando poi restate in paese a riprender fiato, esplorate le vie più antiche di Campitello, attorno alla bella chiesa affrescata: come attraversare un libro di storia dell’architettura popolare – i fienili in legno, che qui chiamano tobié, sono uno stupefacente esempio di arte e di perizia nello sfruttare il materiale messo a disposizione dall’ambiente circostante, gestendo al meglio lo spazio e la funzionalità – ed è così dalla notte dei tempi.
Mazzin

D’inverno, con la rete di skibus, arrivate su qualsiasi pista della Val di Fassa; se avete le gambe allenate per lo sci di fondo, seguendo il tratto della famosa Marcialonga potete arrivare fino a Canazei; se volete sciare di sera, tra Fontanazzo e Campestrin ci sono piste illuminate apposta per gli stakanovisti degli sci.
D’estate, scarponi e calzettoni per una meta quasi obbligata: il Lago Antermoia dove secondo la leggenda abita il solito spirito dalle seducenti fattezze femminili, più o meno fatali. Ne resterete stregati.
Pozza di Fassa

Basterebbe questo, per farvi scegliere Pozza di Fassa come meta per un soggiorni rigenerante, in qualsiasi stagione; ma naturalmente sia d’estate che d’inverno si ripete il leitmotiv che abbiamo accennato prima – passeggiate incantate con la bella stagione e sci a go-go quando arriva la neve. Nel primo caso, vi aspetta la Val di San Nicolò; nel secondo caso, sbizzarritevi nell’area sci Buffaure, che ha la pista più lunga della valle, ferma restando la possibilità, per gli amanti dello sci di fondo, di inserirsi sul percorso della Marcialonga o lanciarsi lungo l’anello del Ciancoal.
Soraga

Vigo di Fassa

D’inverno si scia? Ovviamente: c’è la ski area del Catinaccio lì sopra, che vi aspetta. E d’estate, manco a dirlo, passeggiate lungo tutti i punti cardinali sulla Conca del Ciampedie, a 2000 metri. Soprattutto spingetevi fino a Tamion, una frazione che sembra uscita direttamente dai secoli passati per l’eccezionale stato di conservazione degli edifici rurali più antichi, e per la vita quotidiana fatta di gesti e mestieri tradizionali tramandati con amore di generazione in generazione.
Lungo la Strada Statale 241 della Val d’Ega, superato il Passo di Costalunga, si arriva poi al Lago di Carezza, che i ladini chiamano “Lago dell’Arcobaleno”: qui viveva un bellissimo spirito delle acque dallo sguardo ammaliatore che uno stregone voleva a tutti i costi sedurre, tanto che, con arti magiche ad hoc, aveva fatto comparire un arcobaleno permanente sulle acque del lago. La ninfa non si lasciò incantare e lo stregone se ne andò con la coda demoniaca tra le gambe, non prima però di avere spezzato l’arcobaleno buttandolo nelle acque del lago. Non troverete né ninfa né stregone, ma l’incanto del panorama è comunque assicurato.

