Sud Africa, tra Swellendam e Oudtshoorn

Cango Caves, Oudtshoorn

L’auto è il mezzo migliore per visitare il Sud Africa, ciononostante viaggiare con i mezzi pubblici, così come organizzare la vacanza sul posto, non sono una perdita di tempo, ma al contrario l’opportunità per stare a contatto con la gente, immergersi nella vita di tutti i giorni e capire qualcosa di più del paese, nel breve tempo di un viaggio. E così ci lasciamo alla spalle l’emozionante visita di Cape Town con il Table Mountain National Park per raggiungere Port Elisabeth, scoprendo che a parte qualche raro turista, saremo in compagnia di soli neri sudafricani (la tratta Cape Town-Swellendam-Plettemberg Bay-Port Elisabeth è battuta da linee quali la Citiliner – la più economica, R775 – e la Baz Bus – collegata con gli ostelli, ideale per chi fa molti stop).

Swellendam, Sud AfricaDopo 4 ore di viaggio tra le montagne Langeberg, spettacolari distese di grano e praterie con le mandrie di bestiame al pascolo, raggiungiamo Swellendam nell’Overberg. Scendiamo accanto al Swellengrebel Hotel in Voortrekker Street, una delle vie principali quasi deserta alle 11 del mattino, sotto un sole cocente. Senza difficoltà troviamo una camera al Swellendam B&B immerso in un fresco giardino e gestito dalla simpatica coppia di afrikaner Basil e Hannetjie (la colazione del mattino servita nella romantica saletta con stoviglie pregiate d’altri tempi, è perfetta).

Swellendam fondata intorno al 1745 è tra le 3 città più antiche del Sud Africa, ricca di edifici storici perfettamente conservati. E’ la sosta ideale per chi vuole visitare la savana del Klein Karoo e la Breede River Valley attraversate dalla Route 62, considerata la strada del vino più lunga al mondo; esplorare la celebre Garden Route o la splendida Riserva Naturale di De Hoop per nuotare nell’Oceano Indiano e avvistare le balene australi dalle alte dune di sabbia; o il National Park Bontebok dove vivono uccelli e antilopi tra cui la rarissima Bontebok.

Noi siamo qui per un’escursione in giornata a Cape Agulhas, il vero punto d’incontro tra le acque degli oceani Atlantico e Indiano e il punto geograficamente più a sud dell’Africa, anche più del Capo di Buona Speranza! Ci basta poco per capire che tutti in città, ufficio del turismo compreso, si rivolgono all’unica persona che organizza l’escursione: Peter Gratton di Fynbos Tours, che naturalmente è impegnato (non date retta alla Lonely Planet, che sostiene siano diverse le agenzie che propongono il tour). Non ci resta che passeggiare per le graziose strade di Swellendam tra i bei edifici in tipico stile olandese del Capo, fotografare la famosa Nederduitsch Gereformeerde Kerk e visitare il piacevole Drostdy Museum, dal caratteristico tetto in paglia.

Il nostro viaggio prosegue per Oudtshoorn, nel Klein Karoo (o Piccolo Karoo, parte dell’arida regione del Karoo). Il bus ferma a George, primo centro importante della Garden Route e da qui percorriamo i rimanenti 60 km per Oudtshoorn con il pulmino dell’Ostello Backpackers Paradise che giornalmente fa la spola tra le due città (R120 a persona, 50% se siete ospiti dell’ostello, in ogni caso più economico del taxi). Oudtshoorn è diventata ricca e famosa nel XIX secolo grazie al boom dell’industria di piume di struzzo, di moda in tutto il mondo fin dalla prima guerra mondiale. E’ una simpatica cittadina che si visita a piedi, passeggiando tra bei palazzi che testimoniano lo splendore degli anni passati e negozi che espongono con gusto stravaganti collezioni di souvernir di struzzo. Cango Caves, OudtshoornAnche i ristoranti, concentrati soprattutto in Baron van Rheede Street, propongono in tutti i menù la sua carne, molto magra e a basso tasso di colesterolo. Le attrazioni principali di Oudtshoorn tra cui le Cango Caves e gli allevamenti di struzzi, sono però fuori città, raggiungibili con auto propria o con escursioni organizzate (R570-R800). Ilsa, la bella proprietaria afrikaner della Guesthouse Karoo Soul dove alloggiamo ci suggerisce il tour con Gavin, lo stesso autista del Backpackers Paradise a soli R85 a persona, un ottimo consiglio. E così l’indomani in compagnia di un gruppo di ragazzi canadesi partiamo per le vicine Cango Caves.

Ai piedi della catena Swartberg, le Cango Caves sono la vera e propria meraviglia sotterranea del Klein Karoo, che si può visitare con un facile percorso standard di un’ora attraverso tunnel che sfociano in vasti saloni con formazioni torreggianti e con grotte di stalattiti e stalagmiti, sapientemente illuminate da suggestivi effetti di luce; oppure con il “giro avventura”, più lungo di mezz’ora, adatto a chi ha una buona forma fisica e soprattutto non soffre di claustrofobia. Il passaggio più stretto, la cassetta postale del diavolo, è di 27 cm e l’aiuto della guida per superare i punti più critici è indispensabile. Nel 2007 una turista con qualche kg di troppo è rimasta incastrata per 10 ore, liberata solo dopo aver tagliato una striscia di roccia.

struzzoSulla via del ritorno, a 14 km da Oudtshoorn, ci fermiamo in un allevamento di struzzi, la Cango Ostrich Show Farm. Dopo aver ascoltato le peculiarità di questi uccelli giganti e il metodo d’incubazione delle uova, passeggiamo per la fattoria avvicinandoci agli animali, ce ne sono di appena nati e di adulti alti fino a 3 metri. Alcuni visitatori danno spettacolo: c’è chi dà da mangiare agli struzzi, tenendo tra le mani un barattolo in cui si tuffano decine di becchi saettando sopra le teste dei malcapitati; i meno fortunati sono però quei temerari che porgono all’animale un bastoncino tenendolo stretto tra le labbra… Altri ancora salgono in piedi sulle uova a dimostrazione di quanto siano resistenti; mentre i più coraggiosi di tutti si cimentano nella cavalcata, tenuti in sella da 2 istruttori che forse hanno anche il compito d’impedire allo struzzo di scappare a 70 km orari (il tour della fattoria con guida dura almeno un’ora e costa R70).

Il nostro viaggio riprende. Laciamo Oudtshoorn per George, ma non potendo attendere il transfer del Backpackers Paradise, decidiamo di sperimentare per la prima volta il minibus, taxi collettivo non sempre sicuro (mai prenderlo di notte), che non ha orari precisi e parte quando è pieno. Gavin però ci accompagna al mercato, punto di partenza, e ci presenta l’autista suo amico, così ci sentiamo più tranquilli. L’attesa in effetti è lunga, ma allietata dall’atmosfera allegra e dalla gente chiassosa che lentamente si muove tra i negozi e le bancarelle colorate del piccolo mercato. Nessun bianco in questa zona della città, vicinissima eppure così diversa dal centro e dai punti d’interesse turistico di Oudtshoorn.

Il viaggio in Sud Africa continua… A breve Plettenberg Bay ➔