Cape Town, la città madre del Sud Africa

E’ passata da poco l’alba quando atterriamo all’aeroporto internazionale che dista 20 km da Cape Town. All’uscita ci dà il benvenuto Cape Doctor il forte vento da sud-est che pulisce l’aria e che, ahimè, non smetterà di soffiare per molti giorni a venire. La spettacolare Table Mountain è il primissimo ricordo: siamo ancora lontani dal centro, ma la grande “tavola” simbolo della città, si rivela imponente. Presto scopriremo come sia una fortuna rara, anche in nitide giornate di sole, poterla ammirare senza table cloth, la “tovaglia” di nubi che spesso ne nasconde la cima.

Table MountainArrivati in città, dopo una visita all’ufficio del turismo in Castle Street, cerchiamo una sistemazione centrale ed economica tra City Bowl e Bo-Kaap, vicina a Long Street, una delle vie più vivaci e carine per trascorrere la serata. Troviamo una camera nella Guesthouse Scalabrini in Commercial Street. Forse non tanto meravigliosa quanto la descrive Lonely Planet, ma pulita, confortevole e sicura. Cape Town è considerata la meno pericolosa tra le grandi città sudafricane, ma anche qui il problema sicurezza non va trascurato e se si vogliono evitare continui spostamenti in taxi la sera, è bene scegliere una zona strategica.

Una doccia e via pronti per Table Mountain, cuore spirituale della città, chiamata dai suoi primi abitanti Hoerikwaggoo, “montagna del mare”. I capetoniani amano credere alla tesi, non certa, che la montagna sia almeno 6 volte più vecchia dell’Himalaya, formatasi 600 mil. di anni fa sotto il mare e rimasta un’isola fino al ritiro delle acque. Saliamo in cima con la funivia (non sempre praticabile per via del vento), il pavimento ruota a 360° permettendoci di ammirare lo straordinario panorama. Raggiunta la vetta, tre diversi sentieri immersi nella tipica vegetazione fynbos – tra cui la King Protea, fiore nazionale del Sudafrica – guidano verso fantastiche vedute di Cape Town e Penisola del Capo. Lo sguardo si spinge ai nostri piedi dalla cima di Lion’s Head fino alla Maclear’s Beacon, passando per le belle spiagge di Clifton, Sea Point, Bloubergstrand. Da Table Bay, avvolta nella foschia, emerge Robben Island, meta d’eccellenza di Cape Town e prigione fino al 1996, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO dedicato ai prigionieri politici, tra i quali Nelson Mandela. La giornata è splendida e vorremmo scendere a piedi, ma come spesso accade, in un baleno tutto cambia e ci troviamo immersi in nubi minacciose e gelide con visibilità zero, così optiamo per il ritorno in funivia (se siete più fortunati di noi con il tempo, non dimenticate di informarvi bene sul tragitto da percorrere per la discesa, non è così ovvio…).

Cape TownIn città il sole splende e abbiamo ancora il tempo per una bella passeggiata tra i quartieri di City Bowl e Bo-Kaap. L’itinerario di circa tre ore ci conduce attraverso la storia della città tra i suoi edifici d’epoca, le statue, le chiese e grazie ai nomi delle vie e dei quartieri familiarizziamo con i personaggi che hanno contribuito a rendere Cape Town la città che è oggi: da Castle of Good Hope, costruito dagli olandesi e ritenuto l’edificio più antico della città, ci dirigiamo verso la Grand Parade con l’imponente City Hall, dove un tempo si tenevano le parate militari o le esecuzioni pubbliche; dopo una breve sosta nel museo District Six, un tributo alle migliaia di persone di varie etnie che durante l’apartheid furono forzatamente sfrattate dalle loro abitazioni, ci dedichiamo al Company’s Garden, il Central Park di Cape Town, a poche centinaia di metri da Church Sq., superbo giardino nel cuore della città, con interessanti specie botaniche e graziosi scoiattoli che si avvicinano incuranti. Ritorniamo sui nostri passi per raggiungere il tipico quartiere a prevalenza musulmana di Bo-Kaap con le sue strade ripide che si snodano tra moschee settecentesche e graziose case dai colori pastello e dal tetto piatto; per finire a Heritage Square, con i suoi edifici in stile vittoriano e georgiano, pronti per un bel aperitivo all’enoteca Caveau che dovrebbe ospitare la vite più antica del Sudafrica, ma niente, la troviamo chiusa.

Long Street, Cape TownSono passate da poco le 5 quando rientriamo alla Guesthouse, sorpresi di non trovare nel quartiere la vita frenetica che vi avevamo lasciato. E’ tutto chiuso, uffici, negozi, caffè, fast food; le strade intorno a Commercial Street sono incredibilmente deserte, quasi che il vento avesse spazzato via ogni forma di vita; rincuora ogni tanto incontrare una guardia agli angoli delle strade. Tutt’altra atmosfera quella di Long Street a meno di 20 minuti di strada a piedi, una delle vie della movida di Cape Town. Tra bei palazzi vittoriani e balconi in ferro battuto è un susseguirsi di negozi, pub e ristoranti. Non ci sono restrizioni di tipo razziale, eppure notiamo locali dove s’incontrano in prevalenza neri, così come ce ne sono altri frequentati soprattutto dai bianchi… Un’ispirazione ci guida verso il ristorante di pesce e sushi Ocean Basket, con un interessante rapporto qualità/prezzo. Ci saremmo fermati più a lungo in Long Street, ma con il sopraggiungere del buio fuggiamo come Cenerentola, seguendo il consiglio di non camminare per strade deserte, dopo quello che per i pedoni sembra essere in Sudafrica il “coprifuoco” delle ore 20-21.

 

Il viaggio in Sud Africa continua… Nelle spiagge della costa atlantica e nelle Winelands, la regione delle vigne ➔