Appennino abruzzese, due giorni tra Castel S. Angelo e Navelli

Con alla mano una cartina stradale, anche non aggiornatissima, dell’Appennino abruzzese, potete scoprire la diversità del territorio che circonda il capoluogo d’Abruzzo, L’Aquila. Un itinerario alternativo per chi ha voglia di natura e di evitare il turismo mordi e fuggi delle principali città.

L’Aquila è collegata attraverso la A24 sia alla costa adriatica tra S. Benedetto del Tronto e Pescara, sia alla costa tirrenica con Roma. Si può quindi pensare di raggiungerla abbastanza velocemente in macchina e di trovarvi una sistemazione per le notti successive, gestendo i giorni seguenti in piena libertà.

 

Verso Rieti e Teramo

Appennino abruzzeseAppena fuori dal centro urbano del capoluogo, presso l’imbocco autostradale della A24, un bivio vi obbligherà a una scelta: la ss17 devia verso nord ovest con indicazione Rieti, mentre la ss81 devia verso nord est con indicazione Teramo. Il tempo di percorrenza per entrambi è di circa 1 ora e 20 minuti e la distanza intorno ai 70 km.

Il tragitto invece è paesaggisticamente diverso: verso Rieti si abbandona lentamente la zona appeninica, lungo una costante e tenue discesa che taglia a metà altezza una valle molto spaziosa e soleggiata, dalla fitta vegetazione di conifere che progressivamente lascia spazio a oliveti e cascine. Due tappe interessanti sono Antrodoco, località termale dai tempi dei romani, la cui vista dall’alto lascia abbagliati dal riflesso del sole sui tetti di pietra e ardesia della maggior parte delle case; e Castel S. Angelo, borgo medievale sorto intorno all’omonimo castello. Da Antrodoco in poi la ss17 diventa ss4, forse più nota come via Salaria, antica via commerciale che giunge fino alle porte di Roma.

Nelle vicinanze di Rieti, una tappa naturalistica che può occupare metà giornata è la Riserva Naturale Laghi Lungo e Ripasottile, dove è possibile distinguere una ricca serie di habitat acquatici che vanno dalle risorgive, ai fiumi, canali, fossi, lame e laghi. Questa elevata diversità ambientale si riflette ovviamente sia sulle comunità vegetali sia su quelle faunistiche e fa sì che in questo ecosistema siano presenti i più elevati valori naturalistici del territorio.

La direzione verso Teramo, invece, lungo la ss80, è una tipica strada di fondo valle montano, delimitata da ripidi pendii a tratti coperti di vegetazione e a tratti rocciosi. Le cime che la sovrastano sono coperte di neve già da ottobre, e tra esse in lontananza, troneggia in altezza e larghezza il massiccio del Gran Sasso. La prima sosta necessita di una breve deviazione, nei pressi di Ortolano, lungo una stradina che serpeggia fino alla base della diga del lago di Campotosto, famoso tra i windsurfisti per la sua esposizione ai venti, ma rinomato anche per la produzione locale di salumi e formaggi tipici. Una strada panoramica costeggia il lago offrendo scorci di numerose calette e spiaggette, mentre divesi sentieri danno la possibilità di passeggiate tonificanti. La seconda tappa a sua volta devia verso quote più alte, alla volta di uno dei borghi più suggestivi in Italia: la località di Pietracamela. Incastonato in cima a un ripido pendio, circondato da speroni rocciosi e costruito nella roccia stessa, le sue viuzze tra case di pietra creano un labirinto di silenzio che improvviso si apre su vedute delle valli sottostanti. L’odore di legna che arde e di neve, la tranquillità delle piazzette e la buona cucina fanno dimenticare i pochi km di tornanti che lo collegano alla statale.

Si può scegliere di cercare un alberghetto o un B&B in ognuna di queste località, oppure di fare ritorno a L’Aquila per passare poi la giornata seguente nei territori limitrofi al famoso altopiano di Campo Imperatore.

 

L’altopiano di Navelli

NavelliPartendo da L’Aquila, ma procedendo in direzione sud est, attraverso una strada retta retta, assai poco tortuosa pur trovandosi ad alta quota, la SS 17 in direzione Barisciano, si raggiunge l’altopiano di Navelli con il paesino omonimo, famoso per la produzione di zafferano. Le zone circostanti sono ricche anche di ceci, farro, patate, orzo e lenticchie.

In questa zona è piacevole muoversi facendo piccole tappe per i diversi paesi sparsi, senza perdersi la Rocca di Calascio, con un castello tra i più alti d’Italia. La rocca è stata set cinematografico per molti film, tra cui Il nome della Rosa (‘97) con Sean Connery, tratto dal romanzo di Umberto Eco.

Al confine nord dell’altopiano, non lontano da Campo Imperatore, il comune più caratteristico è Capestrano dove troviamo il B&B “La Casa dei Papaveri di Maggie Hampton”, un’inglese molto gentile che vive sola in una bellissima casa con il suo cane, è un’ottima soluzione, sia per la posizione dell’unica stanza che domina la piana e il paese, sia per la bontà della colazione. La stanza è composta da due spazi, uno con camera matrimoniale e uno con due letti singoli. Il costo per una notte per tre persone è di 90€.

Ottima cena all’Antica Taverna di Navelli, dove è lo zafferano in pistilli a farla da padrone: maltagliati zucchine provola e zafferano, panzerotti ricotta con guanciale e zafferano, filetto allo zafferano e chi più ne ha più ne metta.

Articolo scritto da Thomas Ronchetti e Greta Gandini