Los Roques, immersioni nel mar dei Caraibi

Los Roques CC Paulo Capiotti

Se anche voi non resistete a lungo senza la santa trinità muta/boccaglio/bombole e sono 10 anni che andate a Sharm, magari pensate a una botta di vita: zona Caraibi, Venezuela, a 40 minuti dai peggiori bar di Caracas. Già, già: stiamo parlando di Los Roques, il più grande atollo corallino caraibico composto da circa 350 isole. Parco naturale dal 1972, l’arcipelago è di fatto un eden acquatico e per tutelarlo vige il divieto di costruire alberghi-mostro. Allora… ci state già facendo un pensierino?

Prima di partire

Per raggiungere l’arcipelago è necessario prendere un volo interno da Carcas fino a Gran Roque. Se non è alta stagione, potete acquistarlo sul posto, ovviamente con il rischio di aspettare più del previsto; se invece lo prenotate dall’Italia, occhio alla coincidenza (a Gran Roque non si atterra col buio!), fate bene i calcoli e piuttosto fermatevi una notte a Caracas, trovando in anticipo un alloggio nei dintorni dell’aeroporto. L’ideale è chiedere supporto alla posada dove intendete alloggiare: alcune propongono agevolazioni e sconti sulle tariffe standard.

Trattandosi di una delle ultime oasi marine del pianeta, non ci sono, come già accennato, hotel nel senso classico del termine. Si alloggia invece nelle posadas, antiche case di pescatori, oggi piccoli alberghi a conduzione familiare. Si trovano perlopiù El Roque (qualcuna è presente anche a Cayo Rasquín) e sono spesso strutture ben organizzate, che possono anche sfiorare il lusso. Diverse sono gestite da Italiani, che si occupano anche della ristorazione con un interessante risultato a metà tra sapori mediterranei e creoli. I prezzi variano molto e possono essere anche abbastanza elevati (alcuni partono da 1200 € a settimana in due con colazione). Un consiglio è l’incantevole posada La gotera, la posada Acuarela o la Guaripete. Si può optare anche per la sistemazione in barca a vela o catamarano, se proprio vi volete coccolare: l’importante è assicurarsi che si possa praticare diving e non solo snorkeling. Il clima è piacevole durante tutto l’arco dell’anno, grazie alla particolare posizione dell’arcipelago: distante dalla terraferma, è battuto dagli Alisei che allontanano rapidamente i rovesci caraibici.

Giù giù tra pesci, coralli e tartarughe

Ci sono un paio di strutture presenti a Gran Roque che organizzano sia corsi di immersione per inesperti che pacchetti con escursioni per i più navigati, ecobuzus e Arrecife diver’s. La media per le immersioni è di 360 Bolivar fuerte (circa 60€ ad oggi) per un’immersione giornaliera e 560 (circa 100€) per due discese, ma chiaramente si risparmia prenotando dei pacchetti (e meno male!). A parte si può noleggiare l’attrezzatura, ma il consiglio è di portare la propria, almeno in pate, se siete sub incalliti. In genere viene richiesta una check dive, che solitamente viene fatta alla Buceadora.

Anche se i colori non sono vividi come quelli del Mar Rosso, non ci si può certo lamentare quanto a varietà: distese di coralli (tra cui fuego, cacho venao, orejón, cerebro), spugne policrome e proteiformi, cimiteri di corna d’alce, tartarughe, gorgonie, tarponi, aragoste. Se si ha fortuna ci si può imbattere in branchi di barracuda o avvistare squali e persino balene. La visibilità varia di giorno in giorno ma non scende generalmente sotto i quindici metri. La vera preoccupazione, tutt’al più sono le barche che vi porteranno nei vari isolotti: incrociate le dita, perché quelle più vecchie sono anche parecchio sgangherate e le secchiate d’acqua in faccia, sono all’ordine del giorno se il mare non è una macchia d’olio.

immersioni

CC Márcio Cabral de Moura

Le mete più conosciute per le immersioni sono Piedra de la Guasa, la Buceadora, Noronqui, Cayo Sale e Boca Del Medio. Eccone più in dettaglio alcune:

Immersione: Boca del Medio.
Profondità: 10-30 mt.
Difficoltà: intermedia.
Con differenti spot, è perfetta per le immersioni vicino alla barriera, visto che la zona non presenta alghe della laguna e si ha una grande visibilità. Si trova nella parte orientale dell’arcipelago, dove le acque sono davvero di cristallo. Tanti i coralli, varia la fauna, tra cui i famosi branchi di barracuda. Ci sono anche alcuni relitti.

Immersione: Punta Cayo Sal.
Profondità: 15-45 mt.
Difficoltà: intermedia.
Il punto di immersione è localizzato nel limite occidentale di Cayo Sal. Include una terrazza che scende ripidamente a parete: la popolazione annovera formazioni di coralli neri, parecchie spugne e simpatici polipi viola a un’altezza di circa 25 metri. Una delle più spettacolari.

Immersione: La Guaza.
Profondità: 10-43 mt.
Difficoltà: Intermedia.
Vicina a Gran Roque, è praticamente una formazione rocciosa con tre pinnacoli, fino ad una profondità di 40 metri. La visibilità è magnifica. Tanti banchi di pesci: pesci tigre, sgombri, cernie, dentici e barracuda.

Immersione: La Buceadora.
Profondità: 14-24 mt.
Difficoltà: intermedia.
Situata  nella parte nord di Gran Roque mostra grandi clan di tarponi. Oltre ad un paio di grotte davvero spettacolari in cui vedere micro aragoste e pesci pappagallo. Attenzione alle correnti.

Immersione: Dos Mosquises.
Profondità: 14-50 mt.
Difficoltà: avanzata.
Tartarughe, tartarughe, tartarughe. Che spettacolo! Qui si trova la Fondazione Scientifica Los Roques, stazione biologica marina dedicata fra le altre cose alla salvaguardia e riproduzione delle corazzate. Per cui il reef corallino è frequentato dalle splendide creature. Ci sono quattro delle specie presenti al mondo: Verde, Cabezoma, Cordon e Tortuga Carey. Consigliato anche per le notturne!

Come da manuale, per ogni escursione, in genere, ci si organizza per star fuori tutto il giorno: ci si fa preparare una cava (il frigo da campeggio) dalla propria posada, e si passa il tempo tra immersioni e spiagge limitrofe dove consumare il pranzo e buttarsi a pelle d’orso sulla sabbia. E di ritorno, dedicatevi a un bel Ron invecchiato, o anche a un ottimo Santa Teresa, così poi vi buttate in branda definitivamente… fino alla prossima immersione.

Come arrivare. L’aeroporto di Caracas, Simon Bolivar de Maiquetia, è collegato da voli con diverse compagnie, tra cui Lufthansa, che partono da Milano, Roma e tutte le principali città italiane, facendo scalo a Lisbona. Arrivati in Venezuela si raggiunge El Roque con un volo interno.
Info utili. Un sacco di persone all’aeroporto di Caracas vi chiederanno quanto denaro dovete cambiare: trattate prima il cambio euro e poi comunicate la cifra da cambiare. Si paga una tassa, appena sbarcati, per entrare a Los Roques, circa 20 €. Non è necessaria alcuna vaccinazione anche se qualcuno raccomanda il vaccino per la febbre gialla.
Altre attività. Windsurf, kitesurf, pesca sportiva (a mosca e d’altura), snorkeling, trekking.