Île de la Cité, itinerario nel cuore di Parigi

itinerario Parigi CC Dieter W

Se Parigi è il centro della Francia, l’Île de la Cité è il centro di Parigi. La storia della città comincia da qui, con le prime popolazioni autoctone: qui fu fondato il primo nucleo umano di Parigi e questo rimase per secoli il centro della romana Lutetia. Solo nel Medioevo la città cominciò a espandersi sulle due sponde della Senna, mentre la superficie dell’isola maggiore fu aumentata artificialmente del doppio, da 8 a 17 ettari. Poi il centro della vita si spostò progressivamente verso gli altri quartieri e nel 1860 l’Île era considerato il quartiere più povero della città. Alti e bassi della storia: ora è uno dei quartieri più belli e romantici della capitale francese – e certamente non è abitato dai Parigini più poveri…

Île de la Cité – Cosa vedere

Innanzitutto c’è La Signora: Notre Dame, la cattedrale. Tutte le distanze sono calcolate da una stella di bronzo incastonata nel pavimento della strada sul lato opposto all’ingresso della basilica: è il point zero des routes – tutte le misure partono dalla piazza della Cattedrale, luogo sacro fin dalle origini, prima ancora del tempio romano dedicato a Mitra. Oggi si dice che la chiesa capolavoro del gotico francese sia visitata da 10 milioni di persone l’anno. La Bibbia dei Poveri scolpita sulle pareti nelle trine di marmo di santi, angeli, madonne e storie sacre potrebbe tenervi a naso in su per ore e forse giorni, ma ai cacciatori di reliquie alla Indiana Jones non può mancare una visita alla Sacra Corona conservata nel tesoro della Cattedrale: pare sia la corona di spine originale della Passione di Cristo. Per gli amanti del gotico romantico, invece, visita alle Torri, dove ci si immagina il gobbo Quasimodo struggersi d’amore per la bella Esmeralda. Le campane hanno tutte un nome: Emmanuel è la più grande e pesa 13 tonnellate – si trova nella torre meridionale da cui si gode una splendida vista sulla città.

La Conciergerie, lì davanti, era parte del Palais de la Cité medievale, ma fu presto trasformato nel più terribile carcere cittadino (quando ancora la Bastiglia era di là da venire). Nel periodo rivoluzionario divenne la prigione dei nemici della Rivoluzione. Venivano chiusi nei sotterranei, i cachots, in attesa di essere giudicati dal Tribunale rivoluzionario che aveva sede nell’adiacente Palais de Justice. Maria Antonietta fu rinchiusa lì prima di essere condannata alla ghigliottina, e poi ci finirono Danton, Robespierre e alla fine gli stessi giudici del Tribunale della Rivoluzione.

La Crypte Archéologique è un’area di 117m x 28m custodita sotto la piazza e conserva resti di strutture gallo-romane, con tanto di vere e proprie stanze dell’epoca, un tratto del muro di cinta della città del IV secolo e, per non farci mancare niente, una parte delle leggendarie Fogne costruite dal Barone Haussmann nella ristrutturazione della Città.

Ile de la Cite

CC Thomas McGowan

Nascosta all’interno del Palais de Justice c’è la Sainte Chapelle, edificata nel 1248 da Re Luigi IX, detto “Il Santo”: aveva vissuto tutta la vita nell’ambizione di organizzare una crociata, la settima, per liberare la Terra Santa, anche se ormai le Crociate non interessavano più nessuno. Per poter salpare con la propria flotta aveva costruito dal nulla in una zona paludosa alle foci del Rodano la città di Aigues Mortes e qui a Parigi la Chapelle avrebbe dovuto conservare tutte le reliquie che avrebbe conquistato in Terrasanta. La sua crociata fu un disastro e si fermò in Egitto. Ci riprovò con un’ottava crociata, e ci rimise le penne. Ma nemmeno morendo in battaglia sotto le mura della Città Santa: morì di tifo, vicino a Tunisi. In compenso fu fatto santo. Ci ha lasciato il più bell’esempio di monumento gotico parigino, le cui vetrate istoriate nei giorni di sole creano un’atmosfera magica e di sogno – forse traccia tangibile dei sogni nei quali Luigi IX passò tutta la vita fino a restarne travolto.

Negli spiazzi immediatamente a nord della Prefecture de Police da Lunedì a Sabato trovate il Marché des Fleurs, il Mercato dei Fiori: è il più antico della città – è lì dal 1808. La Domenica i fiori cedono il posto ad altrettanto colorati volatili e il Mercato diventa Le Marché des Oiseaux.

Abbandonate l’isola passando per il Ponte Nuovo – che di nuovo ha solo il nome: è il più antico della città. Quello che si vede oggi però collega le due sponde all’isola dal 1607 e fu inaugurato da Enrico IV a cavallo di un bianco destriero: la statua equestre che vedete all’inizio delle sette arcate è appunto la sua; ma sono più pittoresche le altre sculture che adornano il ponte e che sembrano fissare nella pietra il variopinto mondo della vita quotidiana della città: ci sono barbieri, dentisti, mendicanti e persino ladri. A proposito: attenti al portafoglio.

foto Parigi Île de la Cité

CC Ruth Lozano

Ma non abbandonate la Senna, passate dietro Notre Dame e varcate il Ponte Saint-Louis: c’è un’altra isoletta, nel fiume, quasi contigua. È l’antico Mercato del Bestiame, l’Île aux Vaches, dove ci si recava per i duelli. Oggi si chiama Île Saint-Louis ed è uno degli angoli più romantici di tutta Parigi, tra i suoi palazzi secenteschi, giardini e riflessi dorati: se siete innamorati, restate lì abbracciati e guardate passare i battelli.

Pausa pranzo o cena romantica

Di primo acchito vi sembrerà una zona troppo turistica per trovare dei posti interessanti dove mangiare – e in effetti è perlopiù vero. Ma qualcosa c’è, e merita. Tralasciate l’Île de la Cité e restate sull’Île Saint-Louis, in particolare: le migliori gelaterie sono tutte lì (la più celebre? Berthillon, al numero 31) e per uno spuntino troverete posti deliziosi nella Rue Saint-Louis en l’Île – oltre che naturalmente i giardinetti dove approntare un picnic in riva alla Senna. Se invece avete più fame, più soldi o semplicemente voglia di una vista irripetibile altrove, il consiglio è un locale aperto nel 1870, la Brasserie de l’Île de Saint-Louis: è sul Quai de Bourbon, al 4, in posizione spettacolare lungo la Senna. Il giovedì apre solo la sera. I piatti sono da brasserie, appunto: un po’ pesanti, ma tipici – i crauti con carne della choucroute garnie, lo stinco di vitello del jarret, lo stufato di carni miste del cassoulet… Nella più riparata Rue troverete invece “un vecchio amico”, Mon Viel Ami, al numero 69, ospitale locale specializzato in cucina alsaziana: famoso il suo patè in crosta servito come antipasto accompagnato da un Pinot Blanc omaggio della casa e una leggendaria torta al cioccolato dalla ricetta segreta.

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Dormire a Parigi – Île de la Cité e Île de Saint-Louis

Dormire nel cuore di Parigi a prezzi abbordabili? Sì, è possibile. Pensate che l’unico albergo sull’Île de la Cité è proprio di categoria economica. È l’Hotel Henri IV, di cui però va detto che è davvero molto economico – al limite dello spartano. La posizione però è romanticissima – sulla punta ovest dell’isola, in Place Dauphine 1, non si può avere di più – ma dovete passar sopra all’aspetto malandato dell’edificio e delle 20 camere. Occhio alle triple e alle singole che non hanno bagno/doccia, ma solo il lavabo.

Sull’Île de Saint-Louis invece la scelta è molto più ampia – ma molto meno a buon mercato. Però più in centro di così non potrete stare! I più charmant? Nella Rue Saint-Louis en l’Île, naturalmente: l’Hotel de Lutèce e l’Hotel Saint-Louis, rispettivamente al numero 65 e 4.