Istanbul, un tuffo tra le delizie turche

Istanbul - bazar delle spezie
Questo articolo è una tappa del viaggio di Ileana in Turchia. Leggi l’itinerario completo qui »

Se avete in programma un viaggio in Turchia o anche solo un week end a Istanbul, vi tornerà utile qualche informazione su cosa e dove mangiare.

Non si può certo essere esaustivi in una città che a ogni angolo di strada, 24 ore su 24, fa andare i fornelli, fa girare la carne sugli spiedi, offre the, pannocchie alla brace, gelato dispettoso, dolci di miele e pistacchi, e golosità di ogni tipo… Starà a voi entrare e uscire dai ristoranti, addocchiare la bancarella giusta, scegliere le pietanze più curiose e prelibate al mercato. E vedrete che ci sarà da divertirsi.

Moltissime le specialità culinarie da provare in strada come la pide, la pizza turca, una canoa di pane riempita di formaggio o carne trita; i borek, gustosa pasta sfoglia ripiena di farmaggi, verdure o carne; e il famoso kebab di pollo e agnello. C’è poi il dondurima, il gelato locale che viene servito in modo scherzoso, le paste di zucchero caramellato per squisiti lecca lecca freschi, e soprattutto i lokum, le delizie turche, il dolce tipico che conquistò l’impero ottomano e che non sarà certo da meno con il vostro palato. Vale la pena fare incetta di questa prelibatezza al bazar delle spezie, dove potrete scegliere tra una varietà inaspettata di gusti.

Visitare Istanbul

© Ileana Ongar

Onnipresente e particolarmente gradevole la sera dopo cena in compagnia di un bel narghilè, il cay, il the turco. La qualità migliore è quella coltivata nella zona del Mar Nero. Ottimo anche il caffé, se ci si ricorda di non bere l’ultimo sorso, e il raki, la grappa all’anice servita nelle lokante. Per i più curiosi c’è l’Ayran, la bevanda di yogurt salato con cui pasteggiare.

Raggiungete le sponde del Bosforo per gustare un’altra particolarità di Istanbul. Sotto al Ponte di Galata ristorantini alla mano e bancarelle offrono pesce fresco fritto infilato in un panino. Un ottimo spuntino economico e gustoso. Si mangia seduti ai tavoli che danno sul porto in compagnia delle lenze dei pescatori che dal “piano di sopra”, sul ponte, attendono il pesce. Un’atmosfera piacevole e vivace.

Arriviamo infine ai ristoranti. A Istanbul ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche, ma aspettate a cantar vittoria. I più buoni infatti non sono poi così economici e quelli a buon mercato non sempre offrono un buon servizio. Sulthamamet, l’antico qartiere di Aya Sofya e della Moschea blu, ad esempio non è la scelta migliore per cenare. I ristoranti sono quasi esclusivamente per turisti e spesso cari. Un buon ristorante in zona è il Pasazade (Cafariye Sokak) per la bella terrazza con vista e gli ottimi piatti.

Istanbul dove mangiare

© Ileana Ongar

Consigliamo di optare per Byoglu, il quartiere più ricco e commerciale della città la cui larga via principale, Istiklal Caddesi, la sera si trasforma in un fiume di persone, gente del posto che passeggia tra i negozi. Qui e lungo le viette laterali ci sono diverse meyhane (taverne turche) di buona qualità come il Zubeyir Ocakbasi (Bekar Sokak 28) dove trovare uno dei migliori kebab della città; e il Sofyali 9 (Sofyali Sokak) specializzato nei meze, i piatti di antipasti misti ideali per provare tante specialità diverse come i dolmasi (involtini di riso con foglie di vite o verdure cotte), i torscu (verdure marinate in acqua, sale, aglio e peperoncino); e il cacik (salsa di yogurt, cetriolo e menta). Consigliamo per l’ottimo rapporto qualità/prezzo un posto più alla mano, il Picnic Kofte, che si trova lungo la strada principale. Una specie di fast food locale a buffet, specializzato nelle polpette di carne. Bisogna però armarsi di un po’ di pazienza e aspettare il proprio turno, la fila infatti arriva spesso fuori dal locale (ma scorre veloce). Sul genere segnaliamo anche il Karakoy Lokantasi (Kemankes Caddesi 37), una lokanta a buffet che offre prelibatezze di ogni genere, con la vicina Karakoy Gulluoglu, una delle più famose pasticcerie della città, la cui specialità sono gli strepitosi baklava. Che dire… buon appetito!

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