Brescia: cosa vedere in due giorni

Brescia, Piazza della Loggia Brescia, Piazza della Loggia | Xiquinho Silva

Brescia è poco appariscente e poco conosciuta, eppure ha una storia e una ricchezza artistica sorprendenti. È uno dei distretti produttivi più importanti d’Italia, forse per questo è considerata una città grigia e inospitale. Ma oltre alle vaste zone industriali, attraversate dai principali assi stradali e ferroviari, c’è la ricchezza di un centro storico dalle stratificazioni millenarie.

La città è inoltre capoluogo di una provincia che ha molto da offrire al visitatore. I due laghi, quello di Garda e d’Iseo, le colline, le valli e le montagne regalano paesaggi autentici, ancora poco esplorati. La semplicità e la genuinità, talvolta travisate con inospitalità, sono il valore aggiunto di questo angolo d’Italia. Quindi se in un paio di giorni la città riuscisse a conquistarvi, restate di più ed esplorate i dintorni.

Primo giorno a Brescia: le piazze e il Castello

Le piazze sono il modo migliore per rendersi conto di quanta storia sia passata da qui e ci sia, a suo modo, rimasta. Brescia ha da sempre accolto passanti e migranti, arricchendosi di nuovi volti ed espressioni culturali. Di genesi celtica, la città riporta il passaggio prima dei Romani che le hanno dato il nome di Brixia, poi dei Longobardi che hanno lasciato tesori meravigliosi; a seguire la Serenissima ha dominato la città fino al XVIII secolo, quando, liberata dai Francesi, è entrata a far parte del Regno d’Italia. Ma l’evento storico più importante per Brescia è stato durante le Dieci Giornate quando il popolo scacciò gli Austriaci, difendendo strenuamente l’Unità. Un’azione di coraggio che gli è valsa il titolo di Leonessa d’Italia.

Brescia, cosa vedere

Il Castello | www.turismobrescia.it

Ore 10
Piazza del Mercato è un ottimo punto di partenza per la sua semplicità e accoglienza. In epoca medioevale ospitava il commercio dei panni e del lino, ora ad animarla è rimasto qualche ambulante, le statue di Minerva e Marte sulla facciata del palazzo del Rettorato Universitario e gli abitanti che affollano le vinerie e le trattorie sotto ai portici. Da qui si intravedono l’imponente Piazza Vittoria, costruita durante le operazioni di risanamento urbanistico volute dal fascio, e il Torrione, primo grattacielo d’Italia, progettato dall’architetto Marcello Piacentini. Nonostante la rigidità delle forme Piazza Vittoria ha un fascino particolare, forse anche per questo è da sempre cornice della storica corsa d’auto d’epoca delle Mille Miglia che tutti gli anni, a metà maggio, parte e arriva proprio qui.

Fiancheggiando l’edifico delle Poste Italiane e attraversando il portico di quello del Monte di Pietà si giunge in Piazza Loggia, il salotto della città. Di stampo rinascimentale, prende il nome dal Palazzo della Loggia, sede dell’amministrazione comunale, che nella sua costruzione ha visto coinvolti numerosi architetti e artisti di fama nazionale. La sua particolarità sta nella copertura cerulea a carena di nave e nel piano inferiore porticato, diviso in nove campate su colonne che disegnano una vera piazza coperta. L’armonia e la piacevolezza del luogo è data dagli edifici in chiaro stile veneziano che ne disegnano i confini, uno su tutti, dirimpetto alla Loggia, quello con i porticati sormontati dalla Torre dell’Orologio; si tratta di un interessantissimo orologio astronomico, realizzato alla metà del 1500, l’unico al mondo ancora funzionante.

Proprio sotto alla torre si imbocca Via Beccaria che porta in Piazza Paolo VI, nota come Piazza del Duomo o meglio dei “due Duomi”. Infatti la Rotonda, un bellissimo edificio romanico, uno dei pochi a pianta circolare, e il Duomo Nuovo convivono perfettamente uno a fianco all’altro. Questa è la piazza più conviviale della città soprattutto all’ora dell’aperitivo quando i tavolini all’aperto si affollano, anche in inverno.

Brescia, Piazza del Duomo

Piazza del Duomo | Dino Quinzani

Ore 13
Brescia offre numerosi locali e ristoranti, ma per assaporare la tradizione il migliore è senza dubbio l’Osteria Al Bianchi, in via Gasparo da Salò, che offre piatti lombardi in un ambiente decisamente familiare. Si pranza con la città! Ottimi i casoncelli (quelli bresciani hanno il ripieno di pane e formaggio) e lo stracotto d’asino. Per raggiungerla si deve tornare verso Piazza Loggia, passando questa volta da Piazzetta Tito Speri, un angolo bucolico, ai piedi del colle Cidneo su cui si erge il Castello, passeggiata che si consiglia per il dopo pranzo e che si comincia risalendo contrada Sant’Urbano e poi via Militare.

Ore 15
Il Castello è un bellissimo complesso fortificato da cui si gode una vista incantevole su tutta la città. Le mura e le torri sono imponenti, all’interno ci sono il Museo delle armi, uno dei più importanti d’Europa, e il Museo del Risorgimento. Oltre al ruolo storico e scientifico il Castello riveste quello ricreativo: lungo le pendici ci sono percorsi pedonali e aree verdi e in estate la fortezza ospita festival ed eventi.

Ore 17
Ai piedi del colle, il centro si articola in vicoli suggestivi che si snodano attorno ai resti della Brixia romana: il Capitolium, il Teatro Romano e Piazza del Foro. Lasciarsi condurre dalle piccole strade è senza dubbio la cosa migliore, scoprirete palazzi, vicoli, cortili, fontane e piccole chiesette. Non ci si perde e in un mondo o nell’altro si giungerà in Piazzale Arnaldo, luogo dell’eccellenza dell’aperitivo serale. Se non amate la mondanità e il lusso questa piazza non fa per voi, ma il vicino Viselli (in via Tosio) e il Madera (in via Arciprete) sapranno deliziarvi, il primo con l’aria da vecchio bar che offre lo strepitoso champagnone (un cocktail famoso ma con ricetta segreta) e il secondo con vini frizzanti e frutta, deliziosi stuzzichini e un’aria, a modo suo, caraibica.

Ore 20
Per la cena un’altra trattoria da provare è Il Crivello (in via Fratelli Bandiera), le tovaglie a quadri e il menù vi faranno sentire a casa. Ottime anche le proposte vegetariane e vegane.

Secondo giorno a Brescia

Ore 10
Il secondo giorno si consiglia di dedicarlo agli “interni della città”: palazzi e musei. Su tutti, non può mancare una visita al Museo Santa Giulia. Si trova all’interno dell’ex monastero femminile benedettino, un complesso che risale all’epoca dei Longobardi e che è un intreccio di epoche storiche, sorse infatti su una Domus, tuttora visibile. Contenitore e contenuto sono strettamente legati e sono il contesto perfetto per ospitare il Museo della città, collezione permanente dove trova posto anche la Vittoria Alata, simbolo di Brescia. Parallelamente si svolgono mostre temporanee che richiamano visitatori da tutto il mondo. Una curiosità: la leggenda vuole che Manzoni abbia scritto qui l’Adelchi, luogo dove si svolse la storia di Ermengarda, figlia del re Desiderio.

Brescia, museo di Santa Giulia

Museo di Santa Giulia | www.turismobrescia.it

All’uscita percorrete tutta Via Musei e soffermatevi ad osservare i palazzi e i cortili, il Palazzo della Regione e Palazzo Martinengo sono visitabili, il primo ospita il Museo Romano e il secondo spesso offre piccole mostre di arte moderna e contemporanea.

Ore 13
Per pranzo deliziatevi occhi e palato sulle vie dello shopping della città: Corso Magenta, Corso Cavour – qui consiglio una sosta da Birbes, uno dei migliori forni della città – e Corso Zanardelli dove si incontra il Teatro Grande. Questo edificio ha una storia lunga 300 anni ed è considerato una versione ridotta del Teatro della Scala, per la sua grazia e bellezza. Nell’aria si sente dire che il Caffè del Teatro verrà aperto regolarmente al pubblico, se ne avrete la possibilità non perdetevelo, vi incanterà.

Ore 15
Proseguendo in direzione est, lungo corso Palestro, si arriva nei pressi di due chiese che vale la pena visitare. La prima è la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, con una maestosa facciata in marmo cesellato; durante la seconda guerra mondiale fu bombardata ma le opere scultoree si salvarono, miracolosamente. La seconda è la vicina Chiesa di S. Francesco, tanto sobria all’esterno, quanto ricca all’interno, con affreschi trecenteschi, opere rinascimentali e sculture di oreficeria.

Chiesa di San Francesco di Assisi, Brescia

Chiesa di San Francesco di Assisi, Brescia | Allan Parsons

Ore 16.30
Da qui, in direzione nord, si arriva nel quartiere che sta alle spalle di piazza Loggia, noto come il Carmine, il quartiere popolare che da sempre ha accolto viandanti, mercanti, soldati e quindi mendicanti e prostitute. Una decina di anni fa sono cominciate opere di riqualificazione e promozione che lo hanno rivalutato enormemente, anche se tra i suoi piccoli vicoli e sui volti degli abitanti conserva ancora quel sapore di storia vera, vissuta e combattuta, stemperata dalla carineria di nuovi locali, taverne, bar, negozi di artigianato urbano. Vale la pena passeggiarlo e scoprirlo, ci sono angoli e dettagli davvero unici.

Ore 18
Dopo tanta storia, lasciate che Brescia vi faccia conoscere anche il suo lato contemporaneo, grazie alle fotografie di Ken Damy, noto fotografo bresciano, che ha fondato il museo che porta il suo nome. È in Corsetto Sant’Agata e ospita una biblioteca, otto sale espositive e un bar, promuove mostre ed eventi e ha un ruolo importante a livello nazionale ed internazionale. L’ingresso è libero (salvo particolari esposizioni).

In conclusione, se dovessi definire Brescia direi che è un caleidoscopio, non tanto per i colori, quanto per i frammenti che la compongono, che riflettono epoche e storie armonizzandosi e creando scenari sempre diversi e affascinanti. Quindi non credete a chi vi dice che non vale una visita, Brescia merita molto di più.