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Pushkar, Seventh Heaven Haveli

Per chi si ferma a Pushkar, splendida cittadina nel cuore del Rajasthan, la guest house Seventh Heaven è un ottimo posto dove dormire e vivere l’atmosfera dell’India.

Arrivati ad Ajmer direttamente da Delhi, dopo circa sei ore di treno. Abbiamo preso lo Shatabdi SPL/2015A delle 6.05 a.m. per 570 rupie, una soluzione comoda e allo stesso tempo economica. È pieno agosto e siamo in India da due soli giorni, dobbiamo ancora abituarci al caldo e all’umidità. Alla stazione siamo un po’ spaesati e prima di capire dove dobbiamo andare per prendere l’autobus per Pushkar, ci mettiamo qualche minuto. Siamo immersi in un totale marasma, molte persone si offrono per darci una mano, ma in realtà stanno cercando di procurarsi dei clienti. Conviene levarsi dalla ressa: facciamo circa mezzo chilometro a piedi, il sole picchia. Decidiamo di provare a scommettere su un tuc tuc che ci passa vicino: lo fermiamo, contrattiamo e, per fortuna, nonostante lo slalom vertiginoso tra i numerosi ostacoli sulla strada, arriviamo incolumi là dove dobbiamo andare.

Dove dormire a Pushkar: Seventh HeavenDopo circa quasi mezz’ora di autobus (13 rupie per quello pubblico), in piedi, schiacciati come sardine, siamo a Pushkar. Ci dirigiamo subito verso l’affittacamere contattato via e-mail la sera prima, quello consigliato dalla guida per l’ottimo rapporto qualità prezzo, il Seventh Heaven. Prima di trovarlo ci impieghiamo un attimo, la graziosa cittadina indiana infatti, pur essendo molto piccola, è un intrico di viette e per chi la visita la prima volta è un po’ difficile orientarsi, tanto più che spesso le insegne che indicano le varie guest house sono poco visibili, quella del Seventh Heaven è una di queste.

Finalmente ci siamo. Entrati da un piccolo portoncino di legno massiccio ci troviamo nel cortile interno di una graziosa haveli ristrutturata e arredata con un gusto delizioso. All’angolo sulla destra c’è un piccolo banchetto, chiamiamolo reception, al centro del cortile una fontana di marmo bianco ricoperta di petali rosa. Tutto intorno seggiole e tavolini che la sera fanno i coperti del buon ristorante (durante la stagione secca si può mangiare anche sul tetto con una vista meravigliosa). Nell’aria profumo d’incenso.

Chiediamo di Anoop, il proprietario, con cui ci siamo sentiti via e-mail, ma non c’è. Veniamo comunque invitati a sederci e posare gli zaini, nel giro di poco arriva un ragazzo molto cortese che ci mostra le camere disponibili. In tutto l’haveli ne offre 12, ognuna arredata in modo originale, ognuna con un suo stile. Ci sono stanze al primo, secondo e terzo piano,  di dimensioni diverse a seconda del prezzo. Si va dalla spaziosa suite “Asana” a quella più economica del piano di sotto. In giro è pieno di tavolini e divanetti perfetti per rilassarsi con un bel libro. Scegliamo la “Devi”, al secondo piano, una via di mezzo, per 900 rupie a notte. Ora possiamo prendere fiato e asciugarci il sudore, ci sediamo sul divanetto fuori dalla nostra stanza e ci godiamo la piacevole atmosfera.

Tutto sommato una buona soluzione. A parte qualche inghippo con acqua calda e corrente e un personale un po’ viziato, seppur gentile, dall’abbondanza di clienti e turisti, rimane un’ottima scelta per chi vuole pernottare a Pushkar spendendo poco senza doversi accontentare troppo.

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